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Ferrovie: quale sicurezza? Oggi 3 feriti gravi

Macchinista e capotreno feriti a Brescia nello scontro del loro treno con un tir. La collega aveva perso il marito macchinista in un incidente analogo avvenuto sulla stessa linea nel 1996.

Un operaio RFI folgorato a Firenze in prognosi riservata al centro grandi ustionati di pisa.

Scontro tra un treno di Trenord partito da Brescia alle 7.58, diretto a Breno e un camion stamani alle 8 circa tra Borgonato e Bornato sulla linea Brescia-Iseo-Edolo.

Due i feriti gravi e 15 quelli più lievi.

Un camion che trasportava terra non avrebbe rispettato la chiusura del passaggio a livello di Corte Franca (Brescia), ovvero sarebbe rimasto 'dentro', sui binari per cause da accertare. Nonostante il suo pronto intervento con la frenatura rapida il macchinista non è riuscito ad evitere l'impatto. La nostra collega Roberta Rolandi, capotreno è rimasta gravemente ferita ed è attualmente ricoverata  presso l'ospedale Civile di Brescia.

Dai primi rilievi sembra che l'incidente sia da attribuire alla manovra azzardata del conducente del camion, che non avrebbe rispettato il passaggio a livello. Oltre al rischio intrinseco che rappresentano i passaggi a livello, alla cui sicurezza occorrerebbe dedicare maggiori risorse ed attenzione, i macchinisti denunciano da anni la totale assenza su questo tipo di treni di dispositivi di protezione passiva delle cabine di guida come ad esempio barre antideformazione, gabbie salvavita, ecc. che in caso di urto potrebbero ridurre o addiritttura azzerare le conseguenze per l'equipaggio. Molti altri macchinisti e capitreno sono morti proprio a causa dello schiacciamento delle cabine di guida. Tragica sorte per la nostra collega che aveva perso il marito, Roberto Romele, macchinista che all'epoca aveva solo 30 anni, rimasto schiacciato nella cabina di guida del suo treno in un altro incidente ferroviario il 30 dicembre 1996 a Calino, avvenuto a due chilometri da quel passaggio a livello. La mattina del 30 dicembre di 16 anni fa il treno passeggeri D255 diretto a Brescia si schiantò frontalmente con un regionale che viaggiava verso Iseo. Allora furono 43 i feriti e 5 le vittime. Roberta Rolandi fu assunta dalle ferrovie Nord, oggi Trenord, come capotreno proprio a parziale risarimento per la morte del marito. Una catena di incidenti che non sembra avere fine e che contraddice le roboanti affermazioni sulla sicurezza delle nostre ferrovie. Le linee locali dedicate ai pendolari soffrono della carenza di risporse e di progetti di miglioramento e sviluppo, tutti dedicati, al limite della irresponsabilità tecnica e politica esclusivamente al trasporto cosiddetto alta velocità.

INFORTUNIO  A FIRENZE: OPERAIO RFI FOLGORATO

Il grave infortunio all'operaio di 28 anni è accaduto ieri sera intorno alle 22,00 in una sottostazione elettrica nei pressi della stazione di Firenze Rifredi. Per motivi ancora da accertare è entrato in contatto con le parti elettriche in tensione senza che fosse stata disattivata e messa 'a terra' la linea. Gli esiti sono molto gravi, il nostro giovane collega, Andrea Benci, ha riportato ustioni di secondo grado sul 70% del corpo ed è stato trasportato con l'elisoccorso in gravissime condizioni al Centro Grandi Ustionati di Pisa, dove si trova ricoverato in prognosi riservata. Dalle prime e frammentarie notizie raccolte sembrerebbe che egli fosse intervenuto sugli impianti mentre era a disposizione nel turno di reperibilità.  Mentre siamo in ansia per la salute del nostro compagno di lavoro non possiamo fare a meno di denunciare ancora una volta l'inadeguatezza delle misure di sicurezza adottate nella manutenzione ferroviaria. Non possiamo dimenticare che proprio a pochi metri dal luogo dell'infortunio tre anni fa persero la vita nella stazione Fs di Firenze Castello, altri due operai di RFI ed un'altro rimase mutilato. La dinamica dell'incidente presenta alcuni aspetti non ancora chiariti. Per questo chiediamo alla magistratura e agli organi di PG titolari dell'inchiesta di approfondire le indagini prestando particolare attenzione alle prassi organizzative, tenendo conto che in passato in diverse occasione di infortuni, anche mortali, avvenuti in ambito RFI, si è tentato di accreditare l'ipotesi che gli stessi lavoratori fossero sul luogo dell'incidente spontaneamente e senza nessun ordine di lavoro.

27 giugno 2012

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