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Disastro ferroviario in Polonia

16 morti e 50 feriti sulla tratta Varsavia Cracovia per lo scontro frontale tra due treni viaggiatori durante interruzione per lavori. Morti i tre macchinisti coinvolti. Fa paura pensare che questo è il modello ferroviario europeo cui si fa riferimento.

Sedici morti, e oltre 50 feriti, di cui metà ricoverati in gravi condizioni. Tra le vittime anche i tre macchinisti che in un primo momento risultavano tra i feriti. È il tragico bilancio, purtroppo non ancora definitivo, dello scontro tra due treni a Szczekociny, nel sud della Polonia, sulla tratta tra Varsavia e Cracovia.

L'incidente è avvenuto ieri sera, quando l'espresso proveniente da Przemysl e diretto a Varsavia si è scontrato frontalmente con il convoglio proveniente da Varsavia e diretto a Cracovia, che viaggiava sullo stesso binario in senso opposto. La linea a doppio binario in quel momento era utilizzata, probabilmente per un'interruzione dovuta a lavori di manutenzione, a binario unico. La dinamica dell'incidente non è ancora chiara, anche se i media - come al solito - non potendo mettere in discussione le gerarchie ferroviarie e l'arretratezza delle tecnologie, mettono in evidenza l'errore umano come causa della tragedia: un istradamento sbagliato dovuto alla gestione manuale del traffico. In quel momento erano in corso lavori di manutenzione. Per il premier polacco, Donald Tusk, e il presidente, Bronislaw Komorowski, si tratta di «una delle più tragiche catastrofi ferroviarie» avvenute in Polonia negli ultimi anni. Komorowski ha annunciato da domani il lutto nazionale di due giorni. La Polonia con la sua rete ferroviaria così arretrata fra tre mesi ospiterà gli Europei di calcio 2012, e con l'arrivo di numerosi tifosi essa sarà sottoposta ad una dura prova. Probabilmente, è per questa ragione che sul luogo dell'incidente si sono recati il premier, il presidente e anche alcuni ministri. I media ricordano che già nel 1994, sullo stesso tratto, si erano scontrati due treni: nell'incidente morì il macchinista. Si tratta di un bivio sul quale i treni provenienti da Cracovia e diretti a Varsavia viaggiano più velocemente, percorrendo una linea ferroviaria principale fra sud e nord del Paese, costruita negli anni Settanta per portare il carbone dalla Slesia verso i porti del Mar Baltico. Quel tratto è stato ristrutturato un anno fa per permettere ai treni di percorrerlo (fra qualche anno) a 150 chilometri all'ora. I convogli coinvolti nell'incidente di ieri viaggiavano a circa 120 chilometri all'ora, e i racconti dei passeggeri fanno capire quanto forte e devastante sia stato lo scontro. «Tre carrozze si sono letteralmente accartocciate», ha raccontato uno dei sopravvissuti. I 350 viaggiatori di ambedue i treni, nonostante il buio, sono stati soccorsi prima dagli abitanti della zona e poi da 450 vigili del fuoco, volontari, polizia, medici, 35 ambulanze e due elicotteri. Ciò nonostante, non sono mancate le critiche da parte dell'opposizione di destra guidata dall'ex premier, Jaroslaw Kaczynski. Secondo un suo rappresentante, Jan Pospieszalski, lo stato polacco «non è in grado di garantire la sicurezza ai viaggiatori».

 Fa paura pensare che questo è il modello ferroviario europeo cui si fa riferimento.

4 marzo 2012

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