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Rimandiamo i sindacalisti a lavorare, dopo 5 anni di distacco

Rimandiamo i sindacalisti a lavorare, dopo 5 anni di distacco

Nel passato avevamo equilibri sociali dignitosi, ma oggi siamo diventati il paese dove gli operai sono i meno pagati d’Europa, con le pensioni più basse e più tassate, mentre gli stipendi di manager e parlamentari sono i più alti di tutto il continente.

Le colpe sicuramente sono dei partiti ma anche dei sindacati, che non hanno saputo difendere gli interessi popolari.

Eppure in Italia le strutture e le organizzazioni sindacali sono forti, ma da 30 anni la loro forza serve a poco, perché non viene più usata in antagonismo al potere ed ai governi, ma è stata solo CONCERTATIVA e garante nel sostegno ai vari quadri politici che si sono succeduti fino ad oggi.

Questo ribaltamento delle strategie sindacali ha causato il deterioramento del rapporto operai-sindacati, facendo nascere nuovi tipi di “sindacati alternativi”, “sindacati autonomi”, “sindacati di base”, Cobas ecc. Sicuramente questi sindacati si fanno carico delle richieste della base operaia, ma hanno scarsa forza e, anziché unificarsi fra di loro, hanno riprodotto nuove oligarchie e divisioni, non riuscendo a pesare quanto invece sarebbe necessario.

In questa situazione, oltre all’arretramento economico e all’espandersi della miseria che ha raggiunto i 4 milioni di cittadini, il tran-tran tra partiti e sindacati va avanti e, senza lotte, si demolisce lo stato sociale, si privatizzano servizi pubblici come le F.S., la sanità, si tolgono diritti ai lavoratori (aricolo 18) e si bloccano illegittimamente le pensioni.

Il discorso su questi temi è lungo ed impegnativo: in questo appello vogliamo affrontare solo la figura ed il ruolo del sindacalista, che non più quello nobile e storico del passato, ma si è preoccupantemente trasformata su etiche meno nobili e anche di interessi personali.

Non ci riferiamo sicuramente a tutti… specie alla base, per fortuna, ci sono ancora figure che con passione interpretano correttamente le volontà dei loro compagni di lavoro e ne subiscono ingiuste conseguenze punitive… Ci riferiamo solo a

quelli distaccati da anni dal lavoro, imboscati nelle burocrazie sindacal-aziendali e molto sensibili ai loro interessi e alla loro carriere.

Purtroppo la loro scelta e la loro collocazione non è più frutto di quella sana democrazia operaia del passato (elezioni sulla base del tutti elettori-tutti eleggibili, su scheda bianca ecc) ma emergono personaggi espressioni di partiti, di lobby che intendono l’essere sindacalista come una professione dalla luminosa carriera.

Non è un caso che Moretti Mauro da segretario del sindacato Filt-Cgil sia diventato massimo dirigente delle ferrovie ed è quasi “naturale” che Pizzicato, Marini, Benvenuto, D’Antoni e tutti gli altri segretari o segretarucci, come la Polverini e tanti altri, abbiano, o puntino, a gloriose e redditizie carriere. Quella dei sindacalisti ormai è divenuta una casta che non torna più a lavorare.

Bisogna perciò, assieme ad altro, interrompere questo perverso malcostume e farli tornare a lavorare, magari con le regole e i contratti da loro sottoscritti.

Se riusciamo almeno in questo, faremo una cosa utile non solo a loro ma tutto il mondo del lavoro.

firma la petizione

Commenti   

 
0 #1 alfredo federici 2014-01-13 15:53
beh, sindacato si ma sporcandosi le mani inteso andare a lavorare lo si può fare e come tanti sanno parecchi lo facciamo ciao
Citazione
 
 
0 #2 Francesco CUNDARI 2014-06-28 21:34
Cinque o addirittura quattro, sono x qst soluzione. Non sono più credibili qst
sindacalai k firmano contratti sulle spalle dei lavoratori x fare carriera. Fare di tutto per farli rientrare a provare la gravità della firma sui contratti. Ciao.
Citazione
 

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