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Dopo tre anni, a Viareggio... 'Non c'è mai silenzio'. La strage raccontata a teatro

Al teatro Puccini di Firenze, l'8 gennaio 2013, ore 21,30, "Non c'è mai silenzio". Di e con Elisabetta Salvatori, accompagnata al violino da Matteo Ceramelli

REPLICA A LUCCA

giovedì 17 gennaio 2013, ore 21.15,

Auditorium Banca del Monte, Piazza S.Martino


"Mi pareva che la tristezza non onorasse la memoria di quelle 32 vittime. Di loro racconto la vita e dopo di loro la storia di un treno che correva troppo forte, che trasportava gas e che non era stato revisionato correttamente, e unisco la mia voce a quella di tutta Viareggio, perchè anche il palco di un teatro serva a chiedere giustizia".

Firenze, 29 dicembre 2012 - Con queste parole l'autrice e attrice, Elisabetta Salvatori, che ha vissuto da vicino questa tragedia, esprime l'essenza del suo lavoro, sulla strage ferroviaria di Viareggio, avvenuta esattamente tre anni e mezzo fa, la sera del 29 giugno 2009.

Si può dire che a Viareggio tre anni fa non c'è stato 'solo' un grave incidente ferroviario, quel disastro ha cambiato qualcosa nella coscienza collettiva, e non solo in Versilia; quella strage di persone estranee ai treni ed alla ferrovia è divenuta un elemento costante nella vita di tutti i giorni, ovviamente per i familiari delle vittime, ma anche per migliaia di cittadini che non vogliono dimenticare e per moltissimi ferrovieri che hanno dovuto fare i conti con un 'sistema' creduto, fino a quel momento, affidabile e sicuro.

Forse per la consapevolezza maturata, solo a rifletterci un secondo, sul fatto che morte e distruzione potevano arrivare ovunque in qualsiasi città, anche la propria. E per noi, che ci lavoriamo tutti i giorni, l'incubo che un treno come quello, potesse essere il nostro. Un episodio che è rimasto saldamente ancorato nella memoria di ciasuno ed è diventato parte integrante della vita sociale; dai soccorsi, al lutto indicibile, alla ricostruzione, all'impegno per la sicurezza e alla necessità di conoscere le responsabilità, fino a diventare esso stesso parte della cultura di un'intera comunità. Il teatro consente di raccontare tutto questo col linguaggio universale dei gesti, delle emozioni, della musica e della poesia attraverso la sensibilità di un'attrice che non si ferma al dolore e alla disperazione ma vuole ricordare le vittime raccontandone la vita; un omaggio alla sua terra, alla forza, al coraggio ad alla caparbietà della gente di Viareggio che non permetterà mai, anche grazie a questo contiributo artistico, che 'il silenzio cali sulla vicenda'.

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"Non c'é mai silenzio"

Teatro Puccini di Firenze, 8 gennaio 2013, ore 21,30.

Via delle Cascine, 41 - Tel. 055.362067

REPLICA A LUCCA

giovedì 17 gennaio 2013, ore 21.15,

Auditorium Banca del Monte, Piazza S.Martino

Di e con Elisabetta Salvatori,

accompagnata al violino da Matteo Ceramelli

"L'ho chiamato "Non c'è mai silenzio", pensando che le nostre giornate sono piene di voci e rumori, a tanti dei quali non ci facciamo neanche caso ma se uno è legato a un ricordo, sentirlo lo rievoca.
Il fischio di un treno, per tutta la città di Viareggio, a soli tre anni dalla strage, è una lama, che ogni volta riapre il cuore, porta ricordi e chiede giustizia.

Raccontare questa storia, è stato come entrare nella case di via Ponchielli, poco prima delle 23.50 del 29 gugno 2009. Conoscerli.
Vedere due amiche che giocavano a carte sul letto, cinque ragazzi a tavola, con le birre davanti, due sposi sul divano, i bimbi a letto, sentire un lavandino che gocciola e l'odore delle lavatrici stese.

Ho cercato di raccontare la poesia che c'è nella vita di tutti i giorni, e forse per questo, nonostante l'argomento, non è una storia triste.Mi pareva che la tristezza non onorasse la memoria di quelle 32 vittime. Di loro racconto la vita e dopo di loro la storia di un treno che correva troppo forte, che trasportava gas e che non era stato revisionato correttamente, e unisco la mia voce, a quella di tutta Viareggio, perchè anche il palco di un teatro serva a chiedere giustizia.

Viareggio non è solo una terra di vacanze e carnevale: sono figli di calafati, conoscono il pericolo, hanno domato il mare quando non c'erano le previsioni del tempo, quando si guardava il cielo per partire.

Hanno principi solidi, perchè sono abituati alla precarietà della sabbia che scivola sotto i piedi.
Anche le onde, come un treno, parlano.

"Non c'è silenzio", racconta un pò anche questo spirito di Viareggio. Città ferita, ma che ha saputo trasfomare il dolore in forza, non è ferma ad aspettare i tempi della giustizia: si muove, si unisce ad altre realtà, denuncia e non permette che su questa vicenda cali il silenzio".    

elisabetta salvatori 347 5739523

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