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Trenitalia. Arresti per appalti truccati

È in corso dalle prime ore di questa mattina, l'operazione 'Espressò con decine di perquisizioni e arresti in svariate regioni, nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura di Firenze su appalti Trenitalia e Sepsa truccati. Sono complessivamente 42 le persone finite sul registro delle persone indagate

nell'articolata attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile di Firenze e dal Compartimento Polizia Ferroviaria per la Toscana.

Quella di oggi è infatti la fase conclusiva di una complessa e sofisticata attività investigativa che ha coinvolto a vario titolo un consistente gruppo di funzionari e dipendenti di società a partecipazione pubblica (come Trenitalia e Sepsa Spa) ed imprenditori concorrenti, associati tra loro formando una vera e propria organizzazione finalizzata a falsificare le gare d'appalto. L'inchiesta ha fatto emergere che i dipendenti delle Aziende Pubbliche di Trasporto anticipavano informazioni riservate favorendo una cordata di imprenditori amici, i quali a loro volta, al fine di aggiudicarsi l'appalto, formulavano offerte abilmente pilotate e concordate.

Le gare oggetto dell'inchiesta sono relative alla fornitura di accessori per la manutenzione dei treni. Il valore di ogni singola gara oscilla tra i 500.000 e i tre milioni di euro. Gli appalti in questione riguardavano, tra l'altro, forniture di schede elettriche per la riparazione dei convertitori, accessori per la riparazione di unità frenanti, bobine per motori elettrici, collettori, bobine per locomotrici, accessori per la riparazione di piccole macchine rotanti.

Gli inquirenti indagano anche sui possibili rischi per la sicurezza del trasporto ferroviario, nell'ambito dell'inchiesta su presunti appalti truccati di Trenitalia e Sepsa Spa, che ha portato a indagare 42 persone, di cui 16 arrestate. Dalle indagini emergono infatti conversazioni tra imprenditori che fra loro discutono come prelevare pezzi da un motore per utilizzarli nella riparazione di un altro, camuffando il furto con una nuova verniciatura del motore stesso. «I rischi sulla sicurezza - ha spiegato Lorena La Spina della Polfer Toscana - si possono presentare nel momento in cui si operi per connivenza, in maniera difforme da quanto stabilito dalla stazione appaltante, fornendo beni di qualità inferiore per la ristrutturazione di una unità di trasporto». Il procuratore aggiunto di Firenze, Giuseppe Soresina ha precisato che «non si tratta di un'evidenza che abbiamo già accertato», ma «stiamo lavorando su questo genere di ipotesi».

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