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Direttiva Sacconi: linee guida su come gli ispettori del lavoro dovranno compiere il proprio lavoro senza creare troppi problemi

Servizi ispettivi ed attività di vigilanza sul lavoro
Direttiva Sacconi: linee guida su come gli ispettori del lavoro dovranno compiere il proprio lavoro senza creare troppi problemi…

La nuova direttiva del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, detta linee compartimentali che gli ispettori delle Direzioni Provinciali del Lavoro dovranno seguire.

L'ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro) commenta che "Gli accertamenti dovranno essere finalizzati alla prevenzione e repressione delle violazioni sostanziali, trascurando quelle formali. Le denunce dei lavoratori daranno il via a ispezioni in azienda soltanto dopo l’eventuale fallimento della conciliazione monocratica, ad eccezione dei casi di ipotesi di reato o di pluralità di persone coinvolte. Mentre le denunce anonime non verranno prese in considerazione, tranne che nel caso in cui contengano elementi gravi e attendibili.
Per la sospensione dell’attività di impresa, l’ispettore avrà una discrezionalità limitata a verificare i requisiti di legge, potendo adottarla a decorrere dalle ore 12 del giorno successivo, eccetto che nei casi di pericolo imminente o rischio grave, consentendo all’azienda di mettersi in regola e ottenere la revoca prima della chiusura. Mentre nelle micro-imprese, non sarà sufficiente la presenza di un solo dipendente irregolare per decidere la sospensione.
"
Mano dura, invece, sul lavoratore che, percependo un sussidio pubblico, sia trovato occupato in nero presso datori di lavoro conniventi.
La direttiva, in buona sostanza, depotenzia il ruolo degli ispettori del lavoro - che dovranno essere più "collaborativi" - mentre accentua il potere di programmazione dell'attività ispettiva già in mano ai dirigenti delle DPL, a loro volta soggetti all'indirizzo del Ministero e, sostanzialmente, alle scelte politiche.
Nella direttiva "...si chiede agli ispettori di valorizzare la propria conoscenza del mondo imprenditoriale (materia su cui la direttiva chiede che vengano sviluppate apposite attività formative), al fine di cogliere con immediatezza gli aspetti peculiari dell`organizzazione aziendale sui cui fondare i successivi riscontri anche a livello documentale..." (dall'articolo su ItaliaOggi del 19 settembre 2008).
Insomma, sarebbe come dire che se la conosci (l'impresa) la eviti (la sanzione o, peggio, l'ispezione stessa!).
Un duro colpo per la sicurezza del lavoro, non c'è che dire, ed alla credibilità dei tanti "padri" e "padrini" del  Testo Unico sulla Sicurezza, ritenuto la panacea al dramma delle morti sul lavoro (ad oggi sono 773, dal 1° gennaio di quest'anno, oltre a 773872 infortuni e 19346 invalidi: fonte Articolo21) che avrebbe dovuto rappresentare il viatico per una nuova era di norme tese al miglioramento delle condizioni di lavoro anche attraverso interventi repressivi adeguati nei confronti dei datori di lavoro trasgressori (sic!) ma che invece ha deluso sotanzialmente le aspettative che i lavoratori vi avevano riposto nella fase che ne ha preceduto la conversione in legge, se è vero (com'è vero) che è stato (ed è ancora) possibile che un bravo RLS Come Dante De Angelis venisse licenziato dalle FS semplicemente per aver compiuto il proprio dovere.

 

Auspichiamo una presa di posizione di quanti che si sentono direttamente od indirettamente colpiti da questa direttiva, a cominciare dagli stessi Ispettori che rischiano di diventare, lentamente ma inesorabilmente, mero strumento dell'impresa.
Scarica la direttiva Sacconi

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