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Turni settimanali

QUESITO
Sono ormai sei/sette anni che abbiamo subito la divisione e che facciamo i turni col riposo la domenica. ci vediamo così costretti a prendere per ogni sestina(settimana) di ferie, cinque giorni di congedo. Leggendo il CCNL notavo che il personale degli uffici che fanno riposo alla settima giornata hanno quattro giorni in più all'anno di chi fa' riposo alla sesta giornata. E' possibile fare ricorso visto che sono anni che si effettua il riposo la domenica e che quindi ci possiamo anche noi ritenere personale che fa riposo alla settima giornata? grazie.
Filippone - Presidio Cargo Parma (giugno 2007)

RISPOSTA
Per questo riguarda la prima parte del quesito dobbiamo constatare che è giusta l'osservazione circa il fatto che il personale inserito in un turno domenicale, come nel nostro caso, in alcuni situazioni potrebbe ritrovarsi penalizzato nella contabilizzazione delle ferie; ma, come spesso ripetiamo da queste pagine, sono sufficienti alcuni accorgimenti al fine di evitarli. In realtà la vera penalizzazione sulla contabilizzazione non avviene mai quando si prenotano brevi periodi di assenza, ma è palese nel caso di prenotazione di lunghi periodi di assenza. Per casi estremi, presi due macchinisti inserito il primo in un turno con cadenza del riposo al sesto giorno e il secondo con cadenza al settimo (domenicale), se entrambi prenotassero le ferie e i permessi previsti per singole giornate davanti al riposo, il risultato in termini di assenza sarebbero esattamente identici; invece se entrambi richiedessero un unico periodo di assenza, sino ad esaurire interamente le proprie ferie, si produrrebbe una differenza significativa di ben 4 giornate. Infatti, nel caso di riposo cadenzato a sesto giorno si produrrebbe un'assenza dal sevizio complessiva di 48 giorni, mentre con il riposo al settimo giorno si produrrebbe un'assenza complessiva di 44 giorni. Ovviamente i casi sono molto più variegati e, anche per effetto di altri vantaggi che scaturiscono con il turno domenicale, la penalizzazione è molto mitigata. Ad esempio, nel caso in esame, relativo al turno domenicale, è vero che la contabilizzazione delle ferie prevede il consumo di 5 giorni per completare l'assenza da riposo a riposo, ma è anche vero che il periodo complessivo di assenza dura un giorno in più rispetto ad un collega inserito in turno con cadenza al sesto giorno. Per quanto riguarda, invece, la seconda parte del quesito, relativa ai contenuti contrattuali, dobbiamo precisare che l'attribuzione di quattro giorni aggiuntivi di ferie si applica ai lavoratori che sono inseriti in turni di lavoro che prevedono 6 giorni di lavoro e solo il settimo di riposo. In questi casi, infatti, come si può ben immaginare, la penalizzazione sarebbe macroscopica rispetto a quei lavoratori che hanno la settimana corta (5 + 2). Fruendo interamente dei 25 ferie previsti, tra due lavoratori inseriti in turni diversi, il primo con 6 giorni di lavoro, mentre il secondo con la settimana corta, si produrrebbe una differenza di ben 4 giornate (31 giorni di assenza complessiva, anziché 35).
Da tenere presente che per questi lavoratori la penalizzazione resterebbe tale anche se la prenotazione dell'assenza avvenisse per singole giornate. Per questa ragione il CCNL vigente ha ritenuto di dover compensare questa disparità di trattamento, riconoscendo loro una maggiorazione di 3 giornate di ferie su base annua.
L'articolo 25 del CCNL in questione non è applicabile ai macchinisti perché la normativa per la contabilizzazione delle ferie consente di recuperare il concetto di settimana corta per mezzo dell'intervallo che, fatto salvo alcuni casi specifici, viene associato al riposo settimanale (singolo) anche quando non è espressamente previsto dal turno.

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