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Porte killer: documentazione

Porte Killer: un gravissimo fenomeno causato dalle porte dei treni che ha prodotto centinaia di incidenti e continua a mutilare ed uccidere, viaggiatori e ferrovieri.

PORTE KILLER - Un fenomeno frequente e gravissimo che interessa tutti i viaggiatori, sostanzialmente ignorato dall'opinione pubblica e tollerato dalle Istituzioni, con particolare riguardo alla magistratura, al ministero dei trasporti ed all'Agenzia per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF): rimanere intrappolati mentre si sale o scende da un treno e subirne le gravi consegueguenze è molto più facile di quanto si possa credere. Lo dicono i numeri che raccontano di questa tragedia ignorata.


UNA CARNEFICINA IMPUNITA - 20 MORTI e 95 FERITI gravi e gravissimi, (mutilati) solo dal 2003 al 2009 per una semplice distrazione o per un guasto o malfunzionamento delle porte. Innumerevoli procedimenti penali aperti in tutta Italia dall'Autorità Giudiziaria, provvedimenti burocratici dell'ANSF, di Rfi e di Trenitalia, sostanzialmente inefficaci, che non hanno individuato le responsabilità sostanziali, né tantomeno risolto e neutralizzato definitivamente le cause organizzative e strutturali di questa vera e propria carneficina.

UNO SCANDALO ITALIANO - Lo scandalo risiede nel fatto che essi si sono ripetuti - con agghiacciante prevedibilità - per motivi e con dinamiche sostanzialmente costanti a causa dell'omessa installazione - su alcune famiglie di treni - del circuito di 'controllo porte chiuse', un semplice e intuitivo sistema di sicurezza già in uso su tutti gli altri convogli. Sembra incredibile ma si tratta, in sostanza, solo di un filo elettrico che corre lungo il treno con microinterruttori disposti su ciascuna porta che fa accendere una spia luminosa nella cabina di guida informando il macchinista che tutte le porte sono regolarmente chiuse per evitare di muovere il treno con quache viaggiatore (o anche gli stessi ferrovieri) incastrati in una porta.

UNA CONDANNA VIRTUALE MA UTILE - Solo dalla fine del 2007 - dopo la condanna subita da tre alti dirigenti delle Fs (reato prescritto) - da parte del Tribunale di Prato, si è iniziato ad avviare iniziative concrete con modifiche meccaniche ed elettriche a molti treni. Lavori che si stanno 'dilungando' ormai da anni, durante i quali, purtroppo, altre persone sono morte o rimaste mutilate.

DAL 2013 IL 'CONTROLLO PORTE' E' OBBLIGATORIO MA.... -

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Di seguto alcuni documenti riguardanti le porte killer

Elenco ufficiale ma incompleto (fonte ANSF e RFI) degli incidenti avvenuti con le cosiddette Porte Killer dei treni da gennaio 2003 a giugno 2009. 20 MORTI E 95 FERITI gravi e gravissimi, mutilati, ecc.

Archivio di stampa incompleto sugli incidenti con le Porte Killer dei treni

Sentenza Tribunale Prato del 29 novembre 2007 di condanna dirigenti Fs (Elia, Caroti, Maestrini, reato prescritto)

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I FERROVIERI INVOCANO L'INTERVENTO DELLA MAGISTRATURA CONTRO LE PORTE KILLER

Esposto ferrovieri del 4 dicembre 2007 contro Porte Killer alla Procura di Roma

      Richiesta archiviazione della Pm di Roma, Dito, su esposto ferrovieri

      Opposizione 1 all'archiviazione

      Opposizione 2 all'archiviazione

      Ordinanza GIP Roma accoglimento Opposizione e disposizione nuove indagini

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Porte e vetture dei treni: segnalazioni dei lavoratori e dei viaggiatori
In questa pagina sono raccolte le segnalazioni dei lavoratori e dei cittadini riguardanti le problematiche connesse al malfunzionamento delle porte delle vetture dei treni.
Qui archivieremo anche i documenti ASL, le relazioni scientifiche e tecniche, gli articoli di giornale e quant'altro vorrete segnalarci.
 


Segnalazioni e documenti


Segnalazioni e documenti

Roma, 23 luglio 2015. Metro B, macchinsita rischia linciaggio perchè non parte con porta aperta

Roma, 23 luglio 2015 - Un altro macchinista della metro B, rischia il linciaggio perché - correttamente e nel rispetto dei regolamenti - non parte senza la segnalazione 'porte regolarmente chiuse e bloccate'. Dopo una sosta sulla banchina della fermata 'Tiburtina' per guasto ai motori di trazione, a seguito del tentativo di ripristino effettuato dal macchinista seguendo le procedure tecniche previste - peraltro riuscito -  una o più porte non risultavano regolarmente chiuse. Dato il pesante clima di tensione presente in questo periodo sui treni della metro, al macchinista è stato fisicamente impedito con esplicite minacce di percorrere la banchine per controllare ed eventualmente ripristinare le porte rimaste aperte. Senza la certezza di avere tutte le porte chiuse il regolamento vieta di partire. Costretto a barricarsi in cabina di guida assieme ad un collega agente di stazione per proteggersi dal tentativo di linciaggio, ha dovuto ricorrere alla forza pubblica che, anche quando è intervenuta, non è riuscita - per quasi due ore a convincere i viaggiatori ad abbandonare il treno. In coda a questo convoglio era stato inspiegabimente inviato un altro treno stracolmo di viaggiatori, costretto a rimanere a lungo fermo in galleria e dal quale i passeggeri sono poi stati evaquati con procedura di emergenza, a piedi, in fila indiana sulla passerella della galleria. Un caos generato dalle disfunzioni 'ordinarie' della metro di Roma, aggravato in questi giorni dal clima di crudele e interessata contrapposizione tra utenti e lavoratori alimentato ad arte. Nessuno pare interrogarsi né sul perché le porte non funzionino a dovere, né sulle scelte degli amministratori aziendali, nè tantomeno, sull'operato dei dirigenti, funzionari e quadri addetti alla manutenzione dei treni Atac. Scarsa chiarezza, da parte della dirigenza anche sulle regole a cui gli operatori di stazione e dei macchinisti debbono conformarsi in condizioni di degrado delle condizioni di sicurezza. La giustificata rabbia degli utenti vine così disinnescata direttamente 'sottoterra' e facilmente canalizzata nei confronti dei macchinsiti e degli altri lavoratori.... presenti sul posto.

Altro: ilmessaggero.it

Roma, 22 luglio 2015. Metro B macchinista parte con porta aperta per evitare soppressione del treno affollato

Roma, 22 luglio 2015 - Un treno della metro B viaggia da Termini a Castro Petrorio con una porta aperta. Forti polemiche e un grande rilievo mediatico per un inconveniente accaduto sulla metro B di Roma. Un convoglio, per ragioni ancora non meglio specificate (forse per non sopprimere un treno carico di pendolari infuriati dopo una lungissima sosta dovuta all'intervento del 118 per un viaggiatore colto da malore), per un tratto del suo percorso ha viaggiato con una porta aperta. L'episodio, documentato opportunamente dai viaggiatori presenti ha scatenato ulteriori polemiche contro l'ATAC e contro i macchinisti, in un periodo in cui i disagi nei trasporti cittadini sono aggravati dal periodo estivo, dai guasti, dalle scelte aziendali sulla manutenzione e dalle le lacune di personale operativo (non più compensate dalla disponibilità al lavoro straordinario illimitato). Il macchinista, dopo aver tentato di ripristinare la funzionalità delle numerose porte aperte con le maniglie di emergenza e forse su indicazionie dei responsabili del traffico, con ogni probabilità, ha aderito alle aspettative di vedere proseguire il viaggio senza sopprimere la corsa affollatissima di viaggiatori e, data la particolare situazione di disagio e tensinone venutasi a creare, prevenire la possibilità di più gravi problemi di ordine pubblico. Il macchinista, per l'aggressione subita mentre cercava di ripristinare la porta ha avuto una prognosi di 7 giorni.

Altro: repubblica.it

Firenze, 20 luglio 2014 - Nuovo treno 'Jazz' perde una porta in galleria sulla Direttissima.

FIRENZE 20 LUGLIO 2015 - L'anta di una porta del treno regionale 3171, Firenze Arezzo, si è staccata ed è volata via durante il viaggio tra Firenze ed Arezzo, sulla linea AV, direttissima. Con ogni probabilità l'incidente è stato causato dall'onda d'urto della sovrappressione e dalle turbolenze che si determinano in galleria, al momento dell'incrocio con i treni che marciano in senso opposto, a 250 Km/h. Non appena il macchinista si è accorto del grave inconveniente, mediante la segnalazionie sul banco di guida, ha arrestato il treno ed attivato le proceudre di cautela che hanno riguardato tutti i treni in transito su quella tratta.

Fortunatamente non vi sono state conseguenze più gravi. Infatti, quella porta è un oggetto pesante e ingombrante che avrebbe potuto , volando in velocità, causare danni ben maggiori se solo avesse colpito i finestrini di un treno viaggiante i senso opposto, oppure fosse volata da un cavalcavia su una casa, un centro abitato o, peggio ancora su una strada.

Le conseguenze si sono 'limitate' a forti ritardi per tutto il traffico nord-sud, sia sulla linea AV che sulla linea tradizionale, interessate peraltro proprio in questi giorni a fortissime perturbazioni e disagi per altre ragioni. Leggi tutto l'articolo.

Ulteriori notizie da:

 -  iltirreno.it_vola-la-porta-del-treno

-   iltirreno_quel-treno-non-doveva-passare-dalla-galleria

17 luglio 2015 - Dormelletto (Novara). Viaggiatore gravissimo

Sono gravissime le condizioni di un di un ragazzo di 18 anni ricoverato all’Ospedale Maggiore di Novara per essere sceso dal treno in movimento, da una porta che non si doveva aprire. L’incidente è avvenuto venerdì 17 luglio sul convoglio 10424 Milano-Domodossola di Trenord, su una carrozza  già ripetutamente segnalata come 'guasta' dal personale. Per mesi si erano verificati gravi problemi di sicurezza per ripetute anomalie sul blocco delle porte.
Alle 20 il 10424 si ferma alla stazione di Dormelletto (Novara). I passeggeri salgono e scendono, il capotreno, dopo aver verificato la chiusura e il blocco delle porte, dà l’ok e il treno si muove. È allora che il giovane viaggiatore si accorge di aver sbagliato stazione, apre la porta e insieme ad un amico, salta giù urtando violentemente contro un palo, mentre l’amico resta illeso. Il macchinista non si accorge di nulla e il treno continua la corsa. Un incidente dettato dall’incoscienza. Ma non sarebbe potuto accadere se le porte di quella carrozza avessero funzionato a dovere. E nemmeno dopo la tragedia il treno viene fermato. Resta in servizio fino al lunedì 20, quando un capotreno, al corrente dei fatti, si rifiuta di assumersi la responsabilità di farlo viaggiare.

La replica di Trenord
Trenord, che ha aperto un’indagine interna, riferisce che quella porta sarebbe stata forzata dall’interno della vettura, ma non spiega perché il convoglio non si sia fermato immediatamente come prevede la procedura dopo l’attivazione di un segnale d’emergenza. “Tutti i i nostri treni circolano nelle prescrizioni di legge”, la replica secca.

L'inchiesta
Eppure che qualcosa non andasse su quel treno il personale di Trenord inizia a segnalarlo dal 20 marzo 2015 viene annotato sul diario di bordo: “Porta bloccata”. Idem il 30 marzo; e poi il 22 giugno, la segnalazione che avrebbe dovuto far gelare il sangue e fermare il convoglio: “Blocco porta irregolare, ma niente segnale in cabina di guida”. E arriviamo così al 16 luglio, il giorno prima della tragedia, quando sul diario si legge: “Le porte si aprono con il treno in movimento”.  L'inchiesta della magistratura di Verbania aperta nel frattempo dovrà appurare perchè nonostante gli allarmi il treno abbia continuato a viaggiare. Altro interrogativo: come mai, dopo l'incidente, il convoglio non è stato posto sotto sequestro?

Fonte: http://www.metronews.it/15/07/22/gi%C3%B9-dal-treno-corsa-18enne-gravissimo-anomalie-nella-porta.html

7 aprile 2014

nella stazione

di Castelfranco

Emilia,

linea

Bologna

Modena

Castelfranco Emilia - 7 aprile 2014 - Michele Mazzaro, 43 anni, detenuto nella Casa di reclusione di Castelfranco Emilia (Modena), è morto mentre scendeva da un treno ieri sera intorno le 22. La porta a soffietto della carrozza 'a piano ribassata' non ha rilevato la presenza della sua caviglia rimasta incastrata tra le ante mentre col corpo rimasto fuori, è stato trascinato per oltre 200 metri.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, originario di Milano, si era appisolato prima dell’arrivo in stazione e, svegliatosi di colpo proprio mentre il treno stava per ripartire, ha tentato di scendere velocemente rimanendo impigliato con un piede nelle porte, senza che il sistema a 'bordo sensibile', rilevasse la sua presenza, finendo sotto le ruote del treno.

Il detenuto, che doveva rientrare in cella, temeva di essere accusato di evasione qualora non si fosse presentato e ha fatto di tutto per scendere dal convoglio. Sul posto 118 e Polfer.

Nella relazione ministeriale sulle cause dell'incidente, redatta dall'Organismo Investigativo ministeriale,  vengono individuati alcune lacune e criticità del sistema di controllo delle porte e degli eventi a bordo, senza, tuttavia, chiarire la dinamica dell'infortunio mortale in relazione alla necessaria tutela anche dei comportamenti imprudenti degli utenti del servizio.

Inoltre, non viene indagata esaustivamente la circostanza  della possibilità di 'forzare' una porta a soffietto bloccata chiusa e il motivo per il quale la spia del 'controllo porte chiuse' non abbia segnalato l'anomalia, sia nella fase di riapertura indebita che per la presenza dell'ostcolo. Lo spessore di un piede o di una caviglia di uomo adulto, avrebbe dovuto causare l'intervento del bordo sesibile con la riapertura della porta e la 'liberazione' dell'arto dello sventurato viaggiatore.

Mancano inoltre indicazioni e 'raccomandazioni' per rendere automatica la frenatura e l'inibizione della trazione in caso di porte non correttametne chiuse.

9 gennaio 2013
Stazione di Arezzo
Linea
Firenze - Roma

Arezzo, 9 gennaio 2013 - Era scritto che doveva succedere ancora, ed è successo. Il tragico problema delle 'porte killer' dei treni, che solo negli ultimi anni ha causato decine di morti e mutilazioni si è presentato nuovamente.
QUELLA PORTA NON SI DOVEVA APRIRE - Stavolta è successo ad Arezzo, nel pomeriggio del 7 gennaio scorso, quando poco fuori dalla stazione, in direzione Roma, viene trovato il cadavere di Francesco Lupi, 81 anni, residente ad Arezzo. Dopo i primi accertamenti si ricostruisce la possibile dinamica dell'incidente: la vittima si trovava sull'intercity 592, Roma Firenze, sul quale sono poi stati trovati i suoi bagagli; per ragioni ancora in corso di accertamento sembrerebbe sia sceso dal treno in mezzo ai binari, fuori dalla stazione, dove il treno aveva effettuato una breve sosta al segnale di protezione.
LE INDAGINI - Immediatamente dopo aver individuato il treno su cui viaggiava sono state avviate le indagini, condotte dalla procura di Arezzo ed è scattato, nella stazione di Trieste dove nel frattempo era giunto, il sequestro cautelativo dell'intero convoglio e della locomotiva per le indispensabili verifiche tecniche sulla funzionalità del sistema di lateralizzazione. Per i colleghi è stato emesso l'avviso di garanzia, un passaggio obbligato per consentire – a loro tutela - di nominare legali e tecnici di fiducia per assistere come parti a tutte le successive fasi dell'inchiesta.
NON E' UN CASO ISOLATO - In particolare si lavora sull'ipotesi – già verificata su treni analoghi – che alcune portepossano essere aperte dai viaggiatori, a treno fermo, anche senza il consenso del macchinista. Ipotesi che secondo alcune notizie ancora frammentarie, provenienti dalla Polfer di Trieste si sarebbe verificata durante alcune prove anche sul 'treno gemello' 592 del giorno dopo e che, dalle segnalazioni di guasto su molti altri treni, sembrerebbe uno dei vari punti deboli di questo sistema.
'MALEDETTA LATERALIZZAZIONE' - Un incidente tipico e ripetitivo che ha fatto molte vittime e che doveva essere evitato da questo 'maledetto' meccanismo di chiusura della porte, chiamato 'lateralizzazione' che – se funzionante – dovrebbe consentire ai viaggiatori di aprire le porte, soltanto quando il treno è fermo e su comando del macchinista, solo dal lato del marciapiede destinato al servizio viaggiatori proprio per impedire di aprirle e scendere erroneamente dal lato sbagliato o fuori dalle stazioni. Sistema che non funziona correttamente e rende – particolarmente per i capitreno - il nostro lavoro terribilmente più pesante.
SCELTE TECNICHE SBAGLIATE E CAOS NORMATIVO - Questo nuovo dispositivo di controllo a centraline elettroniche, che è stato introdotto di recente sulle vecchie carrozze dei treni intercity, espressi, e frecciabianca già in esercizio, ha mostrato fin dall'inizio grandi lacune e una scarsissima affidabilità: sono infatti numerosi i problemi di malfunzionamento segnalati quotidianamente dal personale. La maggior parte dei ritardi che gli altoparlanti delle stazioni attribuiscono genericamente alla 'preparazione del treno in partenza' dipendono spesso proprio dal malfunzionamento del sistema di lateralizzazione. Inoltre sono stati emanati sulle porte un numero altissimo di provvedimenti, Decreti, Disposizioni e Prescrizioni regolamentari che hanno introdotto un ginepraio di norme di difficile comprensione anche per noi che le dobbiamo applicare: addirittura durante le scorse feste di Natale, Trenitalia ha pubblicato altri tre provvedimenti sulle porte, entrati in vigore ancor prima di essere consegnati e illustrati al personale. Uno di questi firmato il 31 dicembre è entrato in vigore la stessa sera!
IL RITARDO E LA FRETTA DI ADEGUARSI - Mentre la maggior parte delgi altri treni, regionali eurostar, possiedono già il sistema di comando e controllo delle porte, per i classici treni espressi ed intercity composti da locomotiva e carrozze è scattato l'obbligo, previsto già da molti anni, solo dal 1° gennaio 2013, data in cui è entrata in vigore una norma di RFI, ripresa dall'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria che obbliga tutte le imprese a dotare i treni di meccanismi di controllo dell'apertura delle porte. Il ritardo con cui si è intervenuti, è la possibile causa dell'adozione frettolosa di un progetto del tutto inadeguato alle necessità. La scelta tecnica effettuata dai vertici aziendali di Trenitalia per adeguare questi i treni è, infatti, per certi versi inspiegabile perché su un parco già abbastanza vario di carrozze sono state adottate tecnologie e sistemi elettronici diversi che rendono complesso – e conseguentemente poco affidabile l'intero sistema – con l'aumento del rischio per l'incolumità dei viaggiatori, dei ritardi, dello stress e anche delle nostre responsabilità penali.
SOLIDARIETA' AI FAMILIARI - Mentre esprimiamo la nostra solidarietà ai familiari della vittima verso i quali ci mettiamo a disposizione per fare chiarezza sull'accaduto, siamo vicini ai colleghi rimasti coinvolti nell'incidente, che stanno vivendo in queste ore momenti di grande ansia ed apprensione.
LA PROCURA DI AREZZO DOVREBBE SAPRE CHE... - Ci mettiamo a disposizionie anche della Procura della Repubblica di Arezzo per informarla della vastità del fenomeno, (scarica l'elenco degli incidenti con le porte killer) delle numerose inchieste analoghe (alcune per fatti proprio identici) della inadeguatezza di questo sistema, a fronte delle 'grandi innovazioni' ferroviarie adottate su altri treni e per rilanciare la battaglia contro le porte killer. Auspichiamo che da parte della magistratura ci sia una lettura 'unitaria' del gravissimo fenomeno delle 'porte killer' e che le indagini si indirizzino anche verso le zone alte della gerarchia aziendale per verificare che siano state adottate le misure più congrue secondo le leggi vigenti per elimiare o ridurre al minimo tecnicam,ente possibile questo rischio.
ANCHE I VIAGGIATORI DEVONO SAPRE CHE.... - Ai colleghi tutti facciamo appello a applicare con la massima severità e fermezza le procedure e i protocolli previsti dai regolamenti in caso di guasto porte e ai viaggiatori rivolgiamo la preghiera di fare la massima attenzione alle porte e quella di comprendere che i conseguenti ritardi sono da attribuire a scelte aziendali sbagliate che costringono il personale dei treni – per la tutela di tutti – a misure cautelative estremamente rigide.

(fonte: www.in marcia.it)

19 agosto 2010 Treviglio (BG) L' interregionale 2098 proveniente da Verona, dopo la sosta alla stazione centrale di Treviglio, ieri dopo pranzo, alle 14.02, è ripartito per Milano. A Milano, in stazione Centrale, il macchinista e il capotreno, informati dalla polizia, hanno scoperto che a Treviglio avevano lasciato il cadavere di Giacomo Burla. Si era aggrappato alla maniglia di una delle porte delle ultime carrozze. Era sceso, aveva appoggiato a terra due piccole valigie che la moglie, Amalia Di Chella, 59 anni, gli aveva passato, prima, a sua volta, di scendere. Lei stava uscendo e le porte si sono chiuse. Un pezzo del vestito di Amalia è rimasto impigliato. Tirava e urlava Burla, attaccato alle porte e attaccato alla moglie. Fin quando ce l' ha fatta. La moglie è caduta, liberata, sulla banchina. Burla, nello sforzo, è scivolato, è finito sotto il vagone. Dov' era il capotreno? Cosa ha visto? Perché non ha visto? Come ha fatto, il capotreno, a dare il segnale di ok, forza, possiamo partire, al macchinista?
Giacomo Burla, 58 anni, l' hanno trovato disteso, sul binario, schizzi di sangue sparsi per una quindicina di metri, eppure al cadavere, racconta chi l' ha visto, il treno ha risparmiato l' ultimo strazio, è rimasto pressoché intatto. Infatti Giacomo Burla potrebbe esser stato ucciso da un colpo letale, forse alla testa, o dallo schiacciamento di alcune parti del corpo. Lo dirà, per quel che serve, l' autopsia, nell' inchiesta coordinata dalla Procura di Bergamo e condotta dalla polizia ferroviaria di Treviglio. Ci sono quattro testimoni, o forse no, nel senso che dalle prime informazioni rese le versioni sono discordanti, chissà chi ha visto davvero, e cosa. Ma tanto è sul treno, che bisogna cercare indizi, aiuti, indicazioni. A bordo le apparecchiature funzionavano a dovere? C' era stata adeguata manutenzione sull' interregionale 2098? Se un corpo di minima consistenza - come appunto il lembo d' un abito - è intrappolato nelle porte quando queste partono, le porte risultano chiuse, e sui computer di bordo, al macchinista, non giungono allarmi. Diverso, il discorso, se il corpo è più consistente, come un oggetto, una mano, un braccio: allora al macchinista arriva l' allarme, è un segnale forte e chiaro che indica la mancata chiusura di alcune porte. Due inchieste. Una della magistratura, coordinata dal pm Letizia Ruggeri. E l' altra delle Ferrovie, anche se per poter iniziare bisogna aspettare i rilievi completi della polizia ferroviaria di Treviglio (nella foto la stazione). Gli inquirenti hanno ascoltato i pochi testimoni che dicono di aver assistito alla tragedia I ferrovieri La chiave per capire cosa è successo è da cercare sull' interregionale 2098. La polizia ha ascoltato macchinista e capotreno. In uno scalo ferroviario l' ok alla partenza di un treno, con l' accensione del semaforo verde, viene dato dal capostazione Gli allarmi Sul binario spetta però al capotreno segnalare al macchinista - a voce, con la bandiera, il fischietto - che tutto è a norma e si può procedere. Se tutte le porte automatiche si chiudono senza incontrare ostacoli di notevole consistenza - un braccio, una mano, un ombrello, ma non il lembo di un vestito -, al macchinista giungono segnali elettronici. In caso contrario, un allarme indica invece che qualche porta è rimasta aperta o che vi sono ostacoli.
(Fonte: Campini Diana - www.archiviostorico.corriere.it)
23 novembre 2009
Orvieto
E’ accaduto lunedì 23 novembre 2009, intorno alle ore 12.00 al treno intercity 704 (Napoli-Venezia), fermo sulla Direttissima Roma Firenze nella galleria in prossimità di Orvieto: a causa del colpo di pressione causato da un treno Eurostar Alta Velocità che procedeva in senso opposto, si sono spalancate quattro porte, due lato interbinario e due lato parete, alle vetture 1,2,3 e 10, risucchiando sul binario il carrello bar in servizio a bordo e generando sconcerto e spavento tra i viaggiatori ed il personale.
Successivamente è stato ritrovato fra i binari da un altro treno cui era stato comandato la “marcia vista”. Sulla linea si sono accumulati ritardi a catena.
Ancora un episodio inquietante causato dal malfunzionamento delle porte dei treni, che solo per fortuite circostanze non ha avuto esiti ben più gravi e che evidenzia una carenza di affidabilità e sicurezza di quel tipo di porte già responsabili di innumerevoli infortuni a viaggiatori e ferrovieri, alcuni dei quali anche mortali .
La gravità dell'accaduto si comprende meglio da quello che poi è effettivamente successo per fortuna senza conseguenze sull'incolumità delle persone: allo spalancarsi delle porte è volato via, risucchiato dalla forte depressione, un carrellino del servizio bar di bordo, ma poteva allo stesso modo essere risucchiata una persona.
Su quei treni, mancando il circuito “controllo chiusura porte” quando il treno è fermo le porte, pur restando chiuse, sono “svincolate” e non bloccate meccanicamente, cioè sono apribili a comando. E’ inaccettabile che si aprano a causa della sollecitazione dovuta al passaggio di un treno “veloce” sul binario di fianco e non per manovra volontaria o intenzionale.
Sui treni regionali, gli Eurostar ed altri, dotati del sistema di sicurezza, “controllo porte chiuse” dove l'apertura delle porte e il controllo della loro chiusura avviene manualmente in cabina, questo tipo di rischio viene sicuramente ridotto, anche perché a treno fermo le porte restano bloccate.
Su molti treni espressi ed intercity, invece, in assenza di questo dispositivo di sicurezza, il sistema blocca le porte solo in velocità. Perché continuano a circolare queste vere e proprie “porte Killer” le stesse che hanno ferito, mutilato e ucciso tante persone ? Perché le porte si sono aperte ? Difetto di progettazione ? Usura ? Manutenzione insufficiente ? Treni troppo veloci ?
Noi diciamo basta. Crediamo che una nuova indagine debba essere aperta in proposito e adottata una soluzione definitiva dato che l’attuale tentativo di risolvere i problemi con il cosiddetto” blocco porte temporaneo” è fallito.
Crediamo che ci sia da capire bene i motivi di un episodio come quello accaduto poiché i campanelli d'allarme devono essere colti in tempo, finché la “buona sorte” ce li offre senza costi umani; la sicurezza non si conserva solo ripetendo che "siamo le ferrovie più sicure d'Europa" ma lavorando sodo per cogliere l’allarme che fatti come questi evidenziano al fine di prevenire altri di maggior gravità.

I delegati RSU/RLS dell’Assemblea Nazionale dei Ferrovieri
24 agosto 2009
Torino
Sale sul treno in corsa ma finisce sotto il vagone
Torino - Ha una gamba maciullata, ferita anche la moglie.
Aiutava la moglie a salire sul treno, anche se ormai era partito. E' bastata una distrazione e i pantaloni di Mihirita Rogoz, 28 anni, di origine romena e residente nell'alessandrino, sono rimasti agganciati al treno Intercity 537 «D'Azeglio» per Genova Brignole deile 16,04, in partenza dal binario 5 della stazione di Porta Nuova. Le grida del giovane e della moglie Mona Dana, di 27 anni, hanno attirato l'attenzione di passeggeri e macchinista, che ha fermato subito il treno. Sono intervenuti subito i vigili del fuoco, due ambulanze del 118 e la Polfer, che ha raccolto le testimonianze per ricostruire la dinamica dell'incidente. Un nuovo caso che si aggiunge all'inchiesta del procuratore Raffaele Guariniello. Dopo un incidente, avvenuto un paio di mesi fa, il magistrato ha chiesto una verifica all'Agenzia Nazionale che vigila sulla sicurezza dei treni. E' emerso che in Italia, negli ultimi 7 anni sono avvenuti 100 incidenti, di cui alcuni mortali. Un ingegnere del Politecnico è stato incaricato dalla Procura torinese di svolgere una perizia tecnica, che prevede anche la verifica dei problemi relativi alla apertura delle porte dei treni nelle fasi di partenza o arrivo. Per quanto riguarda l'episodio di ieri, alcuni hanno assistito alla parte finale, qualcuno ha anche notato il giovane che aiutava la moglie a salire sul treno con i bagagli. Una manovra incominciata quando l'Intercity aveva già avviato la partenza. Subito dopo l'incidente, i soccorritori hanno bloccato il binario 5. I viaggiatori sono stati spostati su un altro treno e hanno proseguito il viaggio. Medici e vigili del fuoco temevano il peggio: in svariate occasioni è accaduto che le ruote del treno avessero tranciato le gambe dei viaggiatori incastrati. MihIrita è stato agile. E fortunato. E' riuscito a non lasciarsi prendere dal panico, ha mantenuto il controllo e ha tenuto la gamba fra il treno e il marciapiede.
«Ci auguriamo che l'incidente non abbia gravi conseguenze per quel viaggiatore, anche se è bene sottolineare che è stato causato dall'imprudenza - dicono le Ferrovie -. Cercare di salire su un treno in movimento è vietato, ma soprattutto è pericoloso». Il giovane è stato trasportato al reparto Grandi Traumi del Cto, dove i medici lo hanno sottoposto a un intervento chirurgico per ridurre gli effetti del trauma, che pare non abbia danneggiato l'osso. La moglie Mona Dana ha riportato alcune ferite e contusioni alle gambe, ma è stata medicata al pronto soccorso: secondo i medici, potrà recuperare in pochi giorni.
(AGI) - Torino, 24 ago. - Grave incidente alla stazione ferroviaria di Porta Nuova a Torino. Due giovani sono finiti sotto un treno in partenza. Si tratta di un ragazzo di 25 anni che ha riportato una grave lesione ad un arto inferiore e che e' poi stato trasportato all'ospedale Cto e di una ragazza che ha riportato alcune escoriazioni. La giovane e' stata portata all'ospedale Mauriziano. Secondo una prima ricostruzione, i due hanno cercato di salire sul treno diretto a Genova Brignole che era gia' in movimento e sono caduti sui binari.
(fonte: LA STAMPA di Torino. Ulteriore fonte: www.agi.it)
26 giugno 2009
Torino

Un guasto al sistema di alimentazione interno blocca le porte del treno Torino-Milano imprigionando i pendolari per diversi minuti. E costretti poi a proseguire il viaggio con un altro convoglio e con un ritardo stratosferico.
Non c’è fine ai disagi e ai disguidi con i quali i pendolari torinesi sono costretti a vivere praticamente ogni giorno. L’ultimo episodio di una lunga serie che non sembra essere destinata a finire si è verificato ieri a bordo del treno regionale 2005, partito alle 6.50 dalla stazione di Porta Nuova e diretto a Milano. Il convoglio, un Vivalto di recente costruzione, giunto alla stazione di Porta Susa si è fermato e all’interno il sistema elettrico è andato completamente in tilt bloccando, tra le altre cose, anche le porte. I passeggeri sono così rimasti intrappolati per alcuni minuti all’interno delle carrozze mentre da fuori capotreno e macchinista cercavano di sbloccare manualmente l’apertura. Colpa di un guasto al sistema di alimentazione che fornisce l’elettricità ai dispositivi interni del treno, tra i quali le luci e l’apertura automatica delle porte. Le batterie da ventiquattro volt si sarebbero infatti scaricate lasciando senza corrente il regionale.
Il disguido, oltre ad aver determinato la soppressione del collegamento ha causato ritardi tra i 40 e i 70 minuti anche per altri treni, tra i quali il Torino-Milano delle 7.31. L’episodio ha fatto infuriare i passeggeri, costretti una volta di più a fare i conti con disagi e ritardi, ma soprattutto il portavoce del comitato spontaneo dei pendolari, Cesare Carbonari. «Mi stupisce che un guasto del genere non sia stato preso in considerazione prima - attacca - come sempre ad essere penalizzati siamo noi pendolari, nonostante il treno in questione soffra di vizi e problemi più volte fatti presenti alla Regione e a Trenitalia». Il Vivalto è infatti un treno di recente fabbricazione ma funestato da una serie di errori di progettazione e peggiorato da una manutenzione non proprio puntuale. Non è infatti la prima volta che si verificano noie con le porte e ad alimentare il disappunto dei passeggeri ci sono anche le toilette, perennemente fuori servizio. «Questi treni sono dotati di un serbatoio per la raccolta dei liquami - spiega Carbonari - che però viene svuotato di rado costringendo spesso i passeggeri a sopportare per tutto il viaggio miasmi nauseabondi, soprattutto d’estate».
(fonte: www.cronacaqui.it)

4 giugno 2009

Il figlio sale sul treno la mamma resta a terra.
Ha urlato con quanto fiato aveva in gola verso quel treno che si allontanava con dentro il suo piccolo Sevxho di 2 anni. Lo aveva appena issato sul convoglio insieme al passeggino, ma mentre si accingeva a salire a sua volta la portiera della carrozza si era chiusa e il treno partito, lasciandola lì, prima incredula e poi disperata
Perugia, 4 giugno 2009 - Ha urlato con quanto fiato aveva in gola verso quel treno che si allontanava con dentro il suo piccolo Sevxho di 2 anni. Lo aveva appena issato sul convoglio insieme al passeggino, ma mentre si accingeva a salire a sua volta la portiera della carrozza si era chiusa e il treno partito, lasciandola lì, prima incredula e poi disperata.
L’istinto l’aveva portata a gridare e a correre di fianco a quelle carrozze in movimento quasi fino alla fine del marciapiede. Accanto a lei un testimone dell’incredibile vicenda che, a sua volta ha urlato e corso. Inutilmente. Poi, come in un incubo sempre di corsa la donna ha cercato l’aiuto nel presidio della Polfer. Tutto questo è accaduto ieri alle 16.58 alla stazione marchigiana di Fabriano, sul treno regionale 12075 nella tratta Ancona Marittima-Foligno e proprio nella città umbra, a fine corsa alle 18, si è assistito al lieto fine. Protagonisti una giovane signora albanese, Dafina Dhano, e il suo bambino. Ma torniamo ai fatti di un pomeriggio concitatissimo.
La Polfer di Fabriano e il capostazione, resisi conto della gravità della situazione, si sono immediatamente messi in contatto con il capotreno del convoglio diretto in Umbria che nel frattempo era stato avvertito da alcuni passeggeri della presenza del bambino rimasto solo. Da quel momento è stata una gara contro il tempo per cercare di ricongiungere la mamma al suo bambino.
Trenitalia ha messo a disposizione della donna un’auto che a grande velocità ha raggiunto il treno a Fossato di Vico, fermo in stazione ad attendere Dafina. Il cui arrivo è stato salutato con un applauso dai passeggeri in ansia, anche perchè per quasi un’ora - il tempo impiegato dall’auto per raggiungere il convoglio ferroviario - non era stato possibile comunicare con il piccolo che non conosce l’italiano. Mamma e figlio infatti erano appena sbarcati dall’Albania per raggiungere un cugino della donna che vive a Ponte San Giovanni. E proprio il congiunto, residente da tempo in Umbria, informato dell’accaduto, è arrivato alla stazione di Foligno in auto per 'recuperare' la cugina e il nipotino provati dalla brutta avventura.
"E’ andata bene - ci dice Dafina, sorridente e tremante in un discreto italiano - ho avuto tanta paura. Ero disperata, per fortuna tutti mi hanno assistito e aiutata a raggiungere il mio bambino più presto che si è potuto". Sevxho guarda la mamma meravigliato, sgrana i suoi occhioni azzurri. Forse capisce perchè la mamma lo bacia e lo ribacia, lo stringe, ride e trema come una foglia. E sicuramente non capisce perchè la mamma ringrazia quegli uomini grandi e grossi in divisa. Sono gli uomini della Polfer di Foligno con il comandante Marco Orazi in prima linea a cercare di capire come sono andate le cose. "Per il momento non abbiamo preso provvedimenti - precisa quest’ultimo - resta comunque confermato l’episodio".
Ed è polemica tra i binari per la mancanza di personale di terra che possa garantire la massima sicurezza ai viaggiatori. "Non sarebbe mai accaduto - hanno commentato in molti alla stazione di Foligno - quando c’erano i capistazione che controllavano i treni da terra. La situazione si aggraverà sicuramente dal 15 giugno, quando sarà istituito il macchinista unico".
In sostanza se oggi oltre al conduttore c’è anche un capotreno, tra dieci giorni dovrebbe sparire anche questa figura che ha comunque il compito di controllare e assistere i viaggiatori. Viene da chiedersi cosa sarebbe potuto succedere ieri su quel regionale se non ci fosse stato un responsabile di Trenitalia a vigilare su quella creatura rimasta sul treno senza la mamma.
Rosanna Mazzoni
(fonte: www.la nazione.ilsole24ore.com)

28 maggio 2009

FS: PORTE KILLER, CAPOTRENO INTRAPPOLATO RISCHIA LA VITA SU EUROSTAR CITY. PER I DELEGATI, EMERGENZA NAZIONALE, CONTROLLO “PORTE CHIUSE” UNA PRIORITA’.
Roma, 28 maggio 2009 - “Ancora un incidente a causa delle porte dei treni che intrappolano le persone causano gravissimi infortuni a viaggiatori e ferrovieri. E’ successo ieri al capotreno dell’Eurostarcity 9779 Torino – Bari, rimasto intrappolato, proprio mente faceva partire il suo treno, dalla stazione di Bologna”. Lo rendono noto i delegati RSU/RLS dell’Assemblea Nazionale dei Ferrovieri. “ La porta - proseguono – all’improvviso gli ha imprigionato braccio e gamba destra mentre il treno iniziava a muoversi. Egli ha percorso, “saltellando” su una sola gamba, alcune decine di metri all’esterno del treno e solo le sue urla, udite per caso dal collega su un’altra carrozza, hanno permesso di fermare il treno. Una fortuita coincidenza che gli ha causato solo un forte stato di shock, per la consapevolezza della tragedia evitata. Sullo stesso treno 9779, un’altra porta, poco prima, nella stazione di Piacenza, aveva ferito un viaggiatore intrappolandogli la testa. Il numero e la gravità degli infortuni causati dalle “porte killer” dei treni rappresenta una vera e propria emergenza nazionale ed un rischio per la pubblica incolumità. Come lavoratori e delegati - prosegue la nota - da anni chiediamo che sia introdotto su tutti i treni il “controllo porte chiuse”, una semplice luce spia collegata a tutte le porte, in modo che il macchinista, dalla cabina possa sempre verificarne la regolarità della chiusura. Riteniamo che l’introduzione di questo semplice dispositivo di sicurezza su tutti i treni, sia una assoluta priorità di cui si debbono far carico, oltre alle FS, anche i soggetti preposti al controllo, oggi l’Agenzia Nazionale per la sicurezza delle Ferrovie (ANSF) e l’Autorità Giudiziaria. Come lavoratori apprezziamo che i treni siano “riverniciati”, “ritappezzati” e “rinominati” ma non possiamo accettare in silenzio che siano trascurati elementi fondamentali per la sicurezza delle persone a vantaggio dell’immagine”.
(I delegati RSU/RLS dell’Assemblea Nazionale dei Ferrovieri).

11 maggio 2009 Anziano cade dal treno e muore.
TORINO – Una tragedia stamane si è consumata nella stazione di Asti. Un pensionato di 72 anni accompagnato dalla moglie, è sceso dal treno mentre il convoglio non era ancora fermo. Il pensionato è caduto sullo scalino di metallo del convoglio e poi in terra fratturandosi la base cranica. L'uomo è morto quasi sul colpo, adesso si indaga sull'accaduto e sul perché si siano aperte le porte con il treno ancora in movimento.
(fonte: www.notiziarioitaliano.it)
9 maggio 2009 Ferrovie, cade una plafoniera su treno regionale Milano-Bergamo e un passeggero si rompe la testa
Il Codacons presenta una denuncia in procura e avvia un'azione di risarcimento danni
Che i treni italiani fossero obsoleti, sporchi, sovraffollati e spesso in ritardo è cosa nota, e, visti gli analoghi e sempre più frequenti episodi, non vorremmo però che ora fossero anche poco sicuri per i passeggeri che vi viaggiano.
Il dubbio potrebbe sorgere se si pensa alla vicenda di Giovanni, uno studente ventenne residente a Torino, che è stato coinvolto in un incidente gravissimo avvenuto sul treno regionale Milano- Bergamo.
Questi i fatti:
il 9 maggio Giovanni, giunto a Milano in treno da Torino, sale sul regionale Milano- Bergamo n° 2623 delle ore 15.10 (la partenza è però prevista alle ore 15.30 a causa di un ritardo) diretto a Bergamo. Sistema il bagaglio nella sua carrozza, e mentre si appresta a sedersi sente un forte colpo alla testa cui segue un dolore lancinante. Istintivamente si porta le mani al capo e si rende conto del sangue che copiosamente sgorga dalla sua testa.
La plafoniera posta sul soffitto del suo vagone, infatti, si è staccata ed è piombata proprio sul suo capo, provocando una ferita e causando la forte perdita di sangue. Il treno parte e dopo i primi secondi di paura, Giovanni - che avendo poche ore dopo un aereo per l'estero, non può abbandonare il viaggio - decide di cercare il capotreno per segnalare l'accaduto e chiedere soccorso, ma l'operazione risulta più complicata del previsto. Alcune porte che separano una carrozza dall'altra sono infatti bloccate. Lo sfortunato passeggero è così costretto a scendere dal convoglio alla prima fermata e risalirvi sul vagone successivo alla disperata ricerca di un controllore o di un capotreno. Giunto alla testa del treno, riesce finalmente ad intercettare sul locomotore il capo-treno che in prima battuta rifiuta di portarsi nella carrozza incriminata non potendo lasciare da solo il macchinista; soltanto dopo le rimostranze dello sventurato studente il capotreno si convince e, sbloccate le porte di comunicazione tra le carrozze, giunge sul posto. Qui, constatato il distacco della plafoniera dal soffitto, la risistema come può lasciandola a penzoloni,
Da subito la ferita prodotta dalla plafoniera causa fastidiosi mal di testa allo sfortunato passeggero, bruciori e giramenti di testa che proseguiranno nei giorni successivi rovinando il programmato soggiorno all'estero.
Così Giovanni decide di rivolgersi alla sede torinese del Codacons, che ha preso in mano la situazione.
''Abbiamo provveduto a presentare formale denuncia dell'accaduto presso la Procura della Repubblica di Torino, affinchè vengano presi seri provvedimenti nei confronti di Trenitalia - spiega il Presidente Codacons Piemonte, Tiziana Sorriento - contestualmente abbiamo avviato un'azione di risarcimento danni nei confronti dell'azienda, per far ottenere il giusto indennizzo al giovane''.
''Ciò che lascia perplessi e desta reale preoccupazione - prosegue Tiziana Sorriento - sono le condizioni in cui versa il trasporto ferroviario italiano. Come è possibile che in tempi di alta velocità una lampada si stacchi dal soffitto e piombi sui passeggeri? Quale è, realmente, lo stato di sicurezza dei treni meno redditizi per l'azienda e utilizzati quotidianamente da milioni di pendolari? Domande che abbiamo doverosamente girato alla Procura della Repubblica di Torino e Milano.
(fonte: www.newsfood.com da codacons.it)
7 maggio 2009

Fs, cede sportello del finestrino - Donna ferita sul Bergamo-Milano
Ancora problemi sui treni regionali.
Lo sportello di un finestrino reclinabile, che era stato fissato con del nastro adesivo verde, si è staccato colpendo violentemente alla testa una signora seduta. È accaduto questa mattina sul treno 2606 partito da Bergamo alle 7 per Milano. L'incidente è avvenuto al piano superiore della terza carrozza.
Come hanno raccontato i testimoni, che hanno parlato di un finestrino in condizioni provvisorie da chissà quanto tempo, «è stato un miracolo che le conseguenze non siano state più gravi. La signora è stata colpita alla nuca, ricevendo un colpo di frusta». «Il capotreno - prosegue il racconto dei testimoni - e il macchinista sono letteralmente sbiancati in volto quando gli è stata comunicato l'accaduto: il capotreno ha constatato l'incidente e si è subito attivato per la denuncia».
Trenitalia ha in seguito precisato: «Confermiamo l'accaduto, purtroppo il nastro adesivo è stato posizionato male. Il treno è stato fermato per la sostituzione del finestrino. Fortunatamente la signora non si è fatta male e infatti non ha voluto che intervenisse il 118, firmando la liberatoria».
I responsabili di Trenitalia hanno poi aggiunto: «Ci scusiamo, ma non è soltanto colpa nostra, quel finestrino non s'è rotto da solo. Purtroppo i treni sono costantemente oggetto di vandalismi. Dovevamo sistemare subito la carrozza, ma in questo caso avremmo causato altri problemi a pendolari e studenti».
(fonte: www.ecodibergamo.it)

26 aprile 2009
Stazione di Latina

Tenta di salire al volo sul treno, ragazza rischia di perdere un braccio.
L'episodio ieri mattina alla stazione di Latina Scalo. Trasferita al Cto di Roma è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico.
Si è trattato di un attimo, un imprudenza che ha visto come protagonista una ragazza di 20 anni, Letizia Ranaldi, residente a Pomezia, ma originaria di Albano. Ieri mattina (26/04/09) erano circa le 10,20 quando nella stazione di Latina Scalo Letizia doveva prendere il treno Intercity diretto a Napoli, ma giunta in prossimità del treno proprio quando le porte automatiche si stavano chiudendo ha tentato di salire lo stesso rimanendo incastrata tra gli sportelli, trascinata per alcuni metri la giovane ha riportato gravissime lesioni ad un braccio. Sul posto sono giunti i sanitari del 118 che hanno provveduto al trasporto d'urgenza in ambulanza al Pronto Soccorso dell'ospedale "Santa Maria Goretti"; i medici viste le gravi condizioni della ragazza hanno disposto il trasferimento in eliambulanza presso il Cto di Roma dove è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per riuscire a salvarle il braccio. Intervenuta sul luogo dell'incidente anche una pattuglia della Squadra Volante, per raccogliere le testimonianze dei presenti e quindi adesso cercare di ricostruire quali siano state le dinamiche di questo terribile episodio.
(fonte: latinanotizie.it)

26 marzo 2009
Stazione di Crotone
SCENDE DA TRENO MOVIMENTO E CADE SU BINARI, AMPUTATO BRACCIO
(ANSA) - CROTONE, 26 MAR - Un uomo, M.M., di 40 anni, di Sorbo San Basile, ha subito l'amputazione di un braccio perche' rimasto ferito in un incidente verificatosi stamani nella stazione ferroviaria di Crotone mentre scendeva dal treno in movimento.
L'uomo, secondo una prima ricostruzione, accortosi che il treno stava ripartendo, ha aperto la portiera ed e' sceso dalla vettura ma e' stato sbalzato sui binari subendo l'amputazione.
Il quarantenne e' stato soccorso dagli agenti della Polizia ferroviaria e trasportato all'Ospedale di Crotone dove, dopo essere stato sottoposto ad un intervento chirurgico, si trova ricoverato, in prognosi riservata, nel reparto di rianimazione.
19 marzo 2009
Stazione di Lecce

Lecce, donna scende al volo dal treno e muore. Aperta un'inchiesta.
Una donna di 69 anni è morta travolta dal treno nella stazione ferroviaria di Lecce mentre cercava di scendere dal convoglio che si era appena avviato e sul quale era salita per salutare una parente in partenza.
Le Ferrovie dello Stato hanno aperto un'inchiesta per accertare le circostanze dell'incidente avvenuto stamattina nella stazione di Lecce nel quale è morta Anna Corallo, di 69 anni. "Dai primi rilievi - è detto in una nota diffusa a Bari - risulterebbe che la signora sia scesa dal treno ES City 9766 (Lecce-Torino) mentre questo era già in movimento. Le Ferrovie dello Stato ribadiscono che bisogna attenersi scrupolosamente, per l'incolumità propria e degli altri viaggiatori, alle regole di sicurezza sia quando si sale e scende dai treni, sia quando ci si muove in ambienti ferroviari".
"I sistemi delle porte di tutti i convogli di Trenitalia - continua il comunicato - sono conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalla vigente normativa nazionale ed europea e hanno le stesse caratteristiche dei treni delle altre compagnie ferroviarie europee che viaggiano in Italia". "Trenitalia inoltre - conclude la nota - in accordo con l'autorità vigilante sulla sicurezza ferroviaria, prosegue anche per l'anno in corso gli interventi di miglioramento tecnologico dei sistemi di chiusura delle porte. Nel 2008 l'attività ha interessato circa 2.500 carrozze del trasporto regionale". (19 marzo 2009)
(fonte: www.repubblica.it)

2 marzo 2009 Iniziativa comportamentale indetta, in Campania, da FILT-CUSL-UILT-UGL-SmaFAST-OrSA.
Scarica i documenti.
28 febbraio 2009
Stazione di
Roma Tiburtina
Un terribile incidente è occorso ad un viaggiatore nella stazione Roma Tiburtina sabato 28 febbraio 2009 alla partenza del treno 774 (ore 22.36 ca).
Dagli elementi a disposizione si ricostruisce una dinamica già vista altre volte: il treno originariamente previsto al binario 4 viene spostato al 19, la squadra di fiorentini il cui comportamento è stato ineccepibile, licenzia il treno dopo che due donne arrivano all'ultimo istante e nessunaltro è in vista, il cst di coda è opportunamente posizionato alla penultima vettura (n.2, cuccetta), quella allo sbocco del sottopasso; a porte chiuse e treno in movimento sbuca un uomo di circa settantanni che si getta sulla prima porta a disposizione, proprio in quella vettura. Forse riesce ad aprirla ma non a salire, scivola e finisce sotto. Gli passa sopra tutta l'ultima vettura del treno procurandogli l'amputazione della gamba sinistra, di alcune dita del piede destro, e lo schiacciamento della cassa toracica. Lo trovano a 25 metri dal sottopasso (evidentemente portato avanti dalla rincorsa e dal treno in movimento) ancora cosciente e lo soccorrono. E' tuttora in prognosi riservata a Roma. Sul treno non si sono accorti del fatto ma trovano poco dopo la porta spalancata (controvento) e successivamente apprendono per telefono l'accaduto. Ad Arezzo viene fatta la constatazione al materiale con Polfer e Verifica. La porta ha il blocco regolarmente funzionante.
La tragedia si consuma in pochi attimi, ma le procedure per la partenza in sicurezza sono tutte rispettate, non è purtroppo in massima sicurezza il materiale rotabile. Dotata infatti del meccanismo di sicurezza più vetusto e minimale in circolazione (il blocco porte a velocità 15-25 km/h) che classifica tali rotabili nel gruppo c (a-c secondo l'art.91 ter PGOS), questa tipologia di carrozza attende diversi minuti (più di quelle col blocco porte a 5 Km/h) dalla partenza prima di far intervenire il meccanismo di non riapertura delle porte. Diversamente, se vi fosse stato installato il "comando e controllo della chiusura delle porte in cabina di guida" (rotabili di gruppo a) probabilmente questo incidente, come i molti altri che si presentano con dinamica analoga, si sarebbe potuto evitare.
(fonte: www.roma.indymedia.org)
24 gennaio 2009 Bologna: le porte dell'Intercity si chiudono. Tre restano feriti.
Leggi l'articolo de "il Resto del Carlino".
10 novembre 2008
Stazione di Empoli
Incastrata nel treno disabile ferita
EMPOLI - Con il braccio incastrato in treno verso S. Miniato. Voleva scendere alla stazione e poi prendere un altro treno per arrivare a Castelfiorentino. Ma lei, disabile, non ce l’ha fatta. Ed è rimasta con il braccio incastrato nella porta. Solo con l’aiuto degli altri passeggeri Eleonora Di Martino si è liberata e poi è scesa. A un braccio è rimasta ferita. E’ accaduto verso le 13,30 su un treno da Firenze. Come ha raccontato la ragazza «voglio giustizia perché avevo avvisato il controllore del treno che mi occorreva tempo per scendere - spiega Eleonora - le porte si sono chiuse all’improvviso e sono rimasta con il braccio bloccato. Sono stata liberata ma ho accusato subito forti dolori». Intanto il treno aveva già preso velocità ed Eleonora e il suo compagno sono costretti a scendere alla fermata successiva, quella di San Miniato. Dopo aver preso un altro treno per tornare a Empoli si è diretta subito all’ospedale.
http://www.disablog.it/2008/11/10/incastrata-nel-treno-disabile-ferita/
24 settembre 2008 PORTE KILLER:
IL CONVOGLIO E' UN EUROSTAR CITY, APPENA RESTAURATO, APPENA RIVERNICIATO, MA....
...CONTROLLO PORTE RISPARMIATO.
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SCENDE DAL TRENO E VIENE TRAVOLTA, DONNA MUORE NEL BRINDISINO
(ANSA) - FASANO (BRINDISI), 24 SET - Una donna di 77 anni, Giuseppina Tagliente, è morta alla stazione ferroviaria di Fasano investita dall'Eurocity Bolzano-Lecce dal quale stava scendendo. La vittima, nativa di Martina Franca (Taranto) e residente a Mathi (Torino), è morta sotto gli occhi del marito, con il quale si era messa in viaggio per recarsi da alcuni parenti nel Tarantino. Secondo i primi accertamenti compiuti dai carabinieri, il treno si è fermato regolarmente in stazione per far scendere i passeggeri. La coppia di anziani era nell'ultima carrozza: l'uomo è sceso per primo, la moglie qualche attimo dopo proprio mentre il macchinista rimetteva in marcia il treno, senza accorgersi di nulla. La donna è rimasta schiacciata tra la carrozza e il marciapiede della stazione. Sono stati alcuni passeggeri appena scesi a dare l'allarme, ma per l'anziana non c'era più nulla da fare. Il treno è stato poi fermato alla stazione di Lecce. (ANSA).
7 giugno 2008 Poteva finire in tragedia venerdì sera alla stazione ferroviaria di Modena.Due signore che viaggiavano sul treno eurostar city proveniente da Bologna e diretto a Milano,quando è stato il momento di scendere alla fermata di Modena,sono rimaste incastrate a causa dell’improvvisa
chiusura delle porte del convoglio.
Leggi l'articolo da L'Informazione
26 maggio 2008 Tra Altopascio ed Empoli si sono spalancate tutte le porte di una vettura Media Distanza del treno 3064 Firenze-Viareggio. E' stato richiesto, dal capotreno, l'intevento della verifica. Una volta tornato a Firenze come treno 3071, quest'ultima è intervenuta ed ha dichiarato che, a quel punto, la vettura era a posto. Invece, il treno è ripartito da Firenze come treno 3086 e il capotreno che comunque la presenziava, ha visto nuovamente spalancarsi le porte di quella vettura nei pressi di Sesto Fiorentino!!
21 maggio 2008

Nuovi treni, vecchi problemi, porte in tilt: feriti 16 viaggiatori
(D. Gri.)
Oltre 70 minuti di ritardo all’arrivo nel capoluogo ligure. Ma questo è il meno: le nuove carrozze - le famigerate ESCity - entrate in servizio sul treno ICplus 663 Milano-Genova oltre che scomode sono pure pericolose. Lunedì sera questi vagoni sono stati sequestrati dall’autorità giudiziaria nella stazione di Pavia.
Infatti 17 delle 19 porte di uscita sul lato destro dell’ICplus 663, al momento dell’arrivo a Pavia, hanno ferito 16 viaggiatori in discesa dal treno a causa della improvvisa chiusura “a ghigliottina” delle stesse. «C’erano viaggiatori con le braccia e le gambe incastrate nelle porte che continuavano ad aprirsi e a chiudersi come impazzite», è la testimonianza di una passeggera del treno. «Una scena terribile, per qualcuno è stato anche necessario farsi visitare al pronto soccorso - dice Enrico Pallavicini, portavoce dei pendolari Genova-Milano - da tempo chiediamo la sostituzione di queste carrozze con quelle vecchie».
I viaggiatori diretti a Genova sono stati trasbordati sull’ICplus 665 composto da tradizionali carrozze ICplus, giungendo a Genova dopo le 22 con oltre 70 minuti di ritardo. Il materiale ESCity era già stato denunciato come dannoso alla salute pubblica a causa della errata progettazione delle poltroncine. E di treni si è parlato ieri anche in consiglio regionale. Riguardo all’annunciata soppressione di treni da parte di Trenitalia, sono state presentate in aula diverse interrogazioni.
(fonte: ilsecoloxix.it)

20 maggio 2008 (notizia ripresa da www.latalpadimilano.it)
Oggi, 20 maggio 2008, alla stazione di Lecco si è verificato un episodio inquietante: un passeggero è rimasto ferito nel tentativo di aprire la porta del treno. Come spesso accade, la porta, continuava a chiudersi "ghigliottinando" chi tentava di salire o scendere. Intorno alla porta erano assiepate, tra chi doveva salire o scendere, almeno 50 persone, anche perchè il treno aveva una carrozza in meno di quanto contrattualmente previsto.
La porta non riportava alcuna indicazione di malfunzionamento. Per poter consentire a chi era sopra di scendere, il passeggero, una ragazza, ha tentato di tenere aperta la porta, tenendola regolarmente per la maniglia. La maniglia però è scattata bloccando e schiacciando le dita della mano della ragazza. Queste maniglie non rispettano le condizioni minime di sicurezza perchè, a porta aperta, si chiudono verso l`interno e, se un malcapitato è costretto a tenerla, rischia, come è successo, di lasciarci le dita.
Solo grazie all`intervento di altri passeggeri è stato possibile sbloccare la situazione. Naturalmente non era presente in zona alcun personale di Trenitalia, nonostante la folla (dal treno in questione tra saliti e discesi si contano solitamente oltre mille persone) ed altri episodi di pericolo per i passeggeri verificatisi solo pochi mesi fa.
Siamo oltremodo preoccupati di questa situazione di risparmio all`osso che comincia, come l`episodio dimostra, a mettere a repentaglio la sicurezza dei viaggiatori, dimostrando per che il criterio manutentivo, studiato a tavolino dal Gestore ferroviario, che "la manutenzione si fa solo alle parti del treno che non pregiudicano la sicurezza" è una clamorosa menzogna sulla pelle dei viaggiatori. L`episodio è `ennesima dimostrazione che la sicurezza riguarda tutte le parti del treno e pertanto nulla può essere trascurato.
Infatti i guasti alle porte non sono gli unici che pregiudicano la sicurezza dei viaggiatori. Anche la riduzione della composizione provoca affollamento oltre i limiti di sicurezza e normativi. Un`altra situazione di ordinario pericolo per la salute dei viaggiatori è dovuto ai filtri dell`aria condizionata per i quali, se vengono seguiti i "normali" criteri di manutenzione di Trenitalia, saranno certamente pieni di acari, polline e chissà quali schifezze che finiscono - quando gli impianti di climatizzazione funzionano - nei nostri polmoni.
Chiediamo pertanto, anche per quanto previsto dall`art. 27 del Contratto di Servizio, che la Regione organizzi URGENTEMENTE un incontro, aperto ai pendolari, per verificare con Trenitalia lo stato di sicurezza complessivo dei viaggiatori a bordo treno, incluso, ma non solo, gli aspetti di igiene e pulizia.
Chiediamo inoltre alla Regione di mantenere e far mantenere fede, pena la corresponsabilità rispetto a tutto ciò che può succedere e che pregiudica la sicurezza dei viaggiatori e il diritto alla mobilità coi mezzi pubblici, agli impegni presi nella riunione dello scorso 5 novembre, convocando, come previsto dal vigente Contratto di Servizio, una riunione con i rappresentanti degli utenti e degli enti locali, per verificare come siano stati affrontati i problemi storici della linea, in realtà mai risolti, e provvedere alla soluzione delle problematiche di salute e sicurezza, sopra evidenziati.
Ricordiamo inoltre alla Regione che, sempre lo scorso 5 novembre, si è impegnata ad illustrare e condividere in uno specifico tavolo il progetto di potenziamento dei servizi, anche perchè siamo ormai a metà dell`anno e gli utenti chiedono di poter usufruire dei miglioramenti resi possibili dal completamento del raddoppio della Carnate-Airuno.
Per il comitato Milano-Lecco
Giorgio Dahò
[riportato da: www.merateonline.it]
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NdR: aggiungiamo solo che "naturalmente" il personale Trenitalia non può presenziare tutte le porte, e quotidianamente subisce in prima persona la situazione al pari dei viaggiatori.
4 maggio 2008
Brescia
La denuncia: «Porte aperte sul treno in corsa»
IL CASO. Una passeggera indignata. Maria Cordini: «Nessuno a cui segnalare il guasto Avrebbe potuto generare una tragedia».
Le porte di una carrozza del Brescia - Milano delle 6,52, il convoglio più affollato della linea, si aprono all'improvviso sull'esterno incrociando un treno che viaggia in direzione opposta. Dopo questo episodio, accaduto negli scorsi giorni, è tornata ad accendersi la polemica sulle condizioni dei treni dei pendolari.
IN PARTICOLARE PAOLO RIVI dell'Associazione pendolari Brescia in orario, ha contestato all'assessore regionale ai Trasporti di non aver mantenuto quanto promesso. «Da dicembre - ha spiegato - denunciamo in Regione l'assoluto degrado del treno regionale delle 6,52, che è uno dei più importanti per i pendolari di Brescia. Le promesse non sono state rispettate, e l'ultima risale a meno di un mese. Ci avevano detto che avrebbero fornito materiale più recente per sostituire quello fatiscente su cui siamo costretti a viaggiare pagando un abbonamento Eurostar»
A narrare la vicenda accaduta sul regionale delle 6,52 di martedì è Maria Cordini, una passeggera. «Mentre percorrevamo il tratto Brescia-Rovato sul treno che parte alle 6.52 da Brescia, nell'incrociare un treno che marciava in direzione opposta le porte della carrozza si sono aperte all'improvviso sull'esterno - racconta Cordini -. In quel momento fortunatamente non c'era ancora nessuno in piedi, e nessuno era appoggiato alle porte: a Rovato è salito un gruppetto di giovanissimi studenti e si è fermato proprio lì a chiacchierare. Unica testimone, li ho avvisati, pregandoli di fare lo stesso a loro volta con chiunque salisse, mentre sarei andata in cerca del capotreno».
LA PASSEGGERA racconta di aver percorso l'intero treno ma senza trovare il capotreno e nemmeno un controllore. «Ho bussato invano, ripetutamente e rumorosamente alla carrozza in testa, chiusa molto bene, riservata al personale - prosegue -. Ritornata al mio sedile, il viaggio è proseguito. Ma le porte rotte si aprivano al passare di altri treni, tra lo stupore e la paura dei viaggiatori, e l'indispensabile passaparola per chi saliva». Maria Cordini dice di aver potuto contattare soltanto verso le 9 un dirigente di Trenitalia e denunciare l'episodio. «Mi domando - si chiede ancora indignata la donna - chi sia responsabile del problema tecnico». Soprattutto, del fatto che durante il viaggio non è stato possibile trovare nessuno a cui riferire quanto era accaduto e a cui chiedere aiuto.
« Individuate le responsabilità, il fatto non potrà non avere un seguito - concluder -: a farne le spese è la sicurezza dell'utente. Solo per pura fortuna l'incidente non si è trasformato in tragedia». G.C.C.
(fonte: www.bresciaoggi.it)
26 aprile 2008 PIACENZA, 26 APR - Mentre cercava di prendere al volo il treno per Milano in partenza dalla stazione di Piacenza, una donna di 50 anni è scivolata cadendo sul binario. Le ruote del treno le hanno maciullato il piede sinistro e i medici non hanno potuto far altro che amputarle la gamba sotto il ginocchio. È successo ieri intorno alle 20. La donna è di Calendasco, nel piacentino, ma residente a Milano. Al momento dell'incidente l'altoparlante aveva già annunciato la partenza del convoglio (un treno interregionale), che era da poco in movimento. Secondo una ricostruzione dei fatti, la donna è riuscita ad aprire lo sportello ma all'ultimo momento è scivolata. Ricoverata nell'ospedale di Piacenza, per i medici la prognosi è ancora riservata ma la paziente è fuori pericolo. (ANSA).
20 aprile 2008 Il treno IC 654 ha maturato un ritardo di 54 minuti, a La Spezia, per un anomalo guasto a tutte le porte: ad ogni tentativo di apertura, appena aperte, le porte si richiudevano rapidamente ostacolando sia la salita che la discesa dal convoglio: solo per fortuna nessuno si è infortunato. I tentativi di ripristino, nonostante la collaborazione del personale di bordo con quello di verifica e di macchina, hanno causato un ritardo di circa un'ora.
20 aprile 2008

Treno EXP 925.
Nella tratta Bolzano – Verona le 4 porte della vettura cuccetta comfort 50835978124-4 occupata da una scolaresca di 36 ragazzi diretti a Roma, registrano una avaria ad dispositivo tachimetrico di blocco porte (ruota fonica). Nelle ore successive, dopo alterne vicissitudini e nell’impossibilità di reperire una sistemazione alternativa e data l’indisponibilità di una vettura con i sistemi di sicurezza efficienti, il loro viaggio prosegue sulla medesima vettura a cui viene garantito il presenziamento di un Agente del Personale di Bordo.

17 aprile 2008

Treno IC 700.
Nella Stazione di Ferrara viene soccorsa una ragazza infortunatasi per essere rimasta con una mano imprigionata in una porta della vettura 50831898517-5, penultima di coda, chiusasi improvvisamente ed inspiegabilmente.

19 aprile 2008 Sul treno 768 una signora si è fatta veramente male per l'indebita chiusura di una porta (la D2) della vettura N.10[50831898174-5] gran confort di prima classe mentre scendeva a Viareggio.
Stessa cosa è successa a Genova sul 523, e sul 506 a due signore americane in arrivo a Genova P.P.
15 aprile 2008

Treno ICPlus 557.
Nella tratta Piacenza – Parma viene rinvenuta una porta completamente spalancata di una vettura. Il treno viene fermato nella stazione di Fiorenzuola per permettere la chiusura e viene, cautelativamente, ordinata una “marcia a vista” ad un treno a seguito, per verificare che nessun viaggiatore sia caduto, con esito negativo.

10 aprile 2008 Ancora una volta un capo treno rischia la vita per la chiusura improvvisae anomala di una porta di una vettura Gran Confort. E' successo la sera del 10 aprile sul treno IC 542 a Grosseto. Al momento della partenza un capo treno di Pisa, dopo aver ottenuto il pronti dai CST ed aver licenziato il treno, mentre si apprestava a salire si è visto chiudere di colpo la porta inprigionanogli il braccio.
Con la forza della disperazione, memore degli altri gravi infortruni occorsi in circostanze simili, è riuscito a estrare il braccio e rimanere sul marciapiede mentre il treno prendeva velocità.
ancora una volta solo il caso ha impedito delle consegiuenze ben più gravi ad un nostro collega.
10 aprile 2008

Treno ICPlus 597.
Partito da Arezzo viene rinvenuta aperta la porta D2 della vettura nr. 6 (61832190025-9). La porta viene richiusa nella successiva stazione di Terontola.

5 aprile 2008

Il giorno 5 aprile 2008 il CST G.N. dell’Impianto Scorta Passeggeri di Bologna, in servizio al treno IC 560 in arrivo nella stazione di Parma, scendeva dalla porta S2 della vettura 50831898177-8 (Gran Confort) e, pur avendo un piede sul gradino munito di pedana atta ad impedire la chiusura della porta, rimaneva imprigionato nella porta stessa per circa una decina di lunghissimi secondi, poiché la stessa si chiudeva improvvisamente ed inspiegabilmente. Notevoli le difficoltà affrontate per liberarsi in quanto quel tipo di porte esercitano una pressione notevolissima.
Quali sarebbero state le conseguenze se fosse accaduto in fase di licenziamento del treno e con il convoglio in movimento?

4 aprile 2008

Treno ICPlus 600.
Partito da Desenzano viene rinvenuta aperta la porta S2 della vettura 61831990022-0. La stessa viene chiusa con enorme difficoltà nella Stazione di Lonato, dove il treno viene fatto fermare per permettere l’operazione. L’intero convoglio registra per tutto il viaggio da Verona a Milano continue anormalità alla chiusura delle porte sia da fermo che in movimento.

2 aprile 2008 FS: PORTE SI SPALANCANO IN CORSA AD EMPOLI SUL LIVORNO-FIRENZE
(AGI) - Firenze, 2 apr. - "Poteva essere l'ennesima tragedia dovuta al cattivo funzionamento delle porte e alla 'semplificazione' dei regolamenti voluta dalle FS. Poco dopo la stazione di Empoli le porte del treno 3114 partito da Livorno si sono spalancate in corsa. Il treno nonostante il guasto al controllo delle porte gia' segnalato dalla mattina presto a Firenze avrebbe viaggiato ancora tutta la giornata in quelle condizioni". E' quanto denunciano, in una nota, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri. "I viaggiatori che affollavano il treno terrorizzati, hanno avvisato immediatamente il personale di bordo che si arrestava in piena linea poco dopo la stazione di Empoli, sulla linea Pisa-Firenze. La cosa piu' grave e' la sottovalutazione del rischio porte da parte della dirigenza, anche dopo i numerosissimi incidenti che hanno causato morti e infortuni gravissimi a ferrovieri e viaggiatori: 800 infortuni solo negli ultimi due anni, alcuni dei quali gravissimi. Non e' servita neanche la condanna del Tribunale di Prato a tre dirigenti nazionali per un infortunio mortale causato proprio da un porta malfunzionante.
I ferrovieri sono costretti a partire anche quando il macchinista non puo' controllare le porte dalla cabina e per tutto il viaggio rimane al capotreno il compito "impossibile" di controllare decine di porte contemporaneamente.
Anche alla luce della scampata tragedia di oggi integreremo le nostre denuncie alla Procura Generale, a tutela della sicurezza dei viaggiatori e degli stessi ferrovieri, spesso vittime anch'essi di queste gravi lacune".(AGI)
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Leggi anche l'articolo apparso su "Il Tirreno"
30 marzo 2008 Il treno 23536, da Firenze a Lucca, composto da 6 vetture tipo “Media-Distanza” + loc. 464 (N.B.: ad agente unico!!), arriva nella stazione di Firenze come 23535 con un’ora di ritardo a causa di:
una vettura ubicata al centro del treno con le batterie scariche (problema già segnalato in precedentemente), con le vetture che si aprivano in corsa treno;
ad ogni fermata il capotreno doveva scorrere tutto il treno perché le porte dell’intero convoglio non si sbloccavano dall’interno. Il capotreno del 23535 richiedeva sostituzione delle batterie più l’intervento dela verifica per anomalia dello sblocco-porte.
A Firenze il capotreno del 23536 sollecita la Sala Operativa per ottenere l’intervento della verifica.
Dopo la sostituzione delle batterie, la verifica effettua diversi interventi coadiuvato dal macchinista. Infine comunica al Ct che tutto è a posto. Il capotreno si accerta del funzionamento provando la chiusura, il blocco e lo sblocco di ogni porta, con risultato regolare.
23 marzo 2008 Ferroviere ferito, Trenitalia a giudizio.
Il capotreno perse un piede. «Le Fs dovevano valutare il rischio»
ATrenitalia sarà sul banco degli imputati il prossimo 4 giugno al Tribunale di Piacenza. E' stato rinviato a giudizio il responsabile dell'unità produttiva e dell'assistenza passeggeri delle ex Fs Vincenzo Saccà, accusato dalla procura di Piacenza "di non aver valutato il rischio meccanico" nel gravissimo infortunio accorso al capotreno Antonio Di Luccio, 50enne bolognese che a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto sul terzo binario della stazione ferroviaria di piazzale Marconi - nel marzo del 2006 - ha subito la semiamputazione della gamba destra e la perdita del piede sinistro...leggi tutto...
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Guarda il cortometraggio "Antonio ferroviere" che affronta la vicenda del gravissimo infortunio sul lavoro occorso nel 2006 al collega Capotreno di Bologna ANTONIO DI LUCCIO nella stazione di Piacenza, vicenda a cui è stato dato largo spazio informativo all’epoca.
E’ un documento significativo, che per il particolare impatto emotivo e messaggio, sta ottenendo importanti riconoscimenti di pubblico e critica in numerosissime rassegne cinematografiche in Italia ed in Europa.
22 marzo 2008 Schiacciati dalle porte. Allarme sui treni italiani.
Scarica l'articolo de "La Stampa" del 22 marzo 2008

Alberto Chiovelli, direttore dell'Agenzia per la Sicurezza nelle Ferrivie:
"Non sappiamo quello che succede nelle stazioni".

Scarica l'articolo de "La Stampa" del 22 marzo 2008
6 febbraio 2008

Treno ICN 771.
In partenza dalla Stazione di Rovigo alle ore 1.17 la CT I.S. dell’I.S.P. di Venezia SL al momento di licenziare il treno rimane imprigionata con il piede sinistro nella porta da cui stava risalendo (vettura Gran Confort 50831898139-8) chiusasi improvvisamente ed inaspettatamente.
Prontamente esponeva il segnale luminoso di arresto ed emetteva segnali d’allarme con il fischietto a trillo in dotazione per attirare l’attenzione del macchinista, in considerazione del fatto che il treno si accingeva a ripartire e si ritrovava a dover rincorrere il convoglio con la sola gamba destra rimasta libera.
Si accorgeva dell’inconveniente un collega della CT, il quale, prontamente, azionava il freno d’emergenza e bloccava il convoglio.
Per liberare il piede è stato necessario intervenire sul rubinetto di intercettazione della porta, segno che non sarebbe da sola riuscita a liberarsi e che sarebbe rimasta imprigionata. Con quali conseguenze è facile immaginare.

18 gennaio 2008 Un interessante articolo apparso sul settimanale "Left" del 18 gennaio 2008
9 gennaio 2008 Nella stazione di Firenze Rifredi, subito dopo la partenza del treno 23409, è stato azionato il freno di emergenza. Il capotreno si portava nelle vetture posteriori e apprendeva da alcuni viaggiatori molto allarmati, che le porte di salita non si erano sbloccate, per un difetto del pulsante di apertura situato sul locomotore tipo 646, che il macchinista aveva regolarmente azionato. Difficile, da parte del capotreno, rendersi immediatamente conto di tale anomalia, in quanto diversi viaggiatori in salita avevano sbloccato dall’esterno le porte (compresa quella da cui il capotreno è normalmente disceso) azionando le maniglie delle vetture “Media Distanza”, permettendo la discesa e la salita dei viaggiatori. Richiesto telefonicamente al macchinista il nuovo sblocco delle porte, il Ct si rendeva definitivamente conto che questo non aveva luogo, nonostante la conferma dell’avvenuto azionamento da parte del Pdm. I macchinisti, dopo alcuni minuti, riuscivano a sbloccarlo e ad aprire le porte ai viaggiatori, alcuni dei quali se la prendevano con il capotreno. Riarmato il freno di emergenza, il treno ripartiva e il problema, per il tragitto da Firenze a Pisa, non si ripresentava.
8 gennaio 2008 Nella stazione di Firenze Rifredi, mentre tentava di salire sul treno 3137, una viaggiatrice è rimasta intrappolata con un braccio in una porta di materiale “Media Distanza” che, dopo essersi aperta, si è richiusa improvvisamente. La viaggiatrice ha gridato per attirare l’attenzione (per fortuna la vettura era la seconda dalla testa, quindi facilmente visibile), il capotreno è subito intervenuto per liberarla.
La viaggiatrice ha denunciato la pericolosità di quanto accaduto e di quella tipologia di porte e ha richiesto di denunciare l’infortunio. Il capotreno ha compilato il modulo CH69; un’altra viaggiatrice,che stava scendendo non ha avuto conseguenze, solo le è caduta la borsa della spesa sul marciapiede che ha prontamente recuperato. Al controllo successivo della funzionalità della porta da parte della verifica, questa è risultata “regolare”.
12 dicembre 2007 Porte killer: un'interrogazione parlamentare. Logo del Senato della Repubblica Italiana
A seguito delle iniziative sulla sicurezza delle porte dei treni è stata presentata in Senato un'interrogazione parlamentare.
La vertenza continua.
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Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03201 Atto n. 4-03201
Pubblicato il 12 dicembre 2007 - Seduta n. 265
PALERMI , TIBALDI , PELLEGATTA - Ai Ministri dei trasporti e del lavoro e della previdenza sociale.
Premesso che:
- la sicurezza sui luoghi di lavoro è da troppo tempo diventata un'emergenza nazionale e, per quanto attiene al sistema dei trasporti, essa diviene una questione di sicurezza collettiva non più eludibile;
- con due disposizioni, la n. 21 e la n. 49 del 2007, Rete ferroviaria italiana...
...Leggi tutto sul sito www.senato.it , oppure scarica il testo in pdf e poi vai a pag. 109 del documento, ovvero a pag. 130 del file.
5 dicembre 2007 FERROVIE : ESPOSTO-DENUNCIA LAVORATORI, PORTE KILLER SU TRENI
(ANSA) - ROMA, 4 DIC - Porte killer sui treni italiani.
La denuncia giunge da delegati Rsu e rappresentanti per la sicurezza dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri che hanno presentato un esposto alle Procure di Roma e di altre città italiane. Secondo i lavoratori - che parlano di quattro morti solo negli ultimi mesi e circa 800 infortuni in due anni - metà dei treni in circolazione (intercity, espressi e parte dei regionali) non ha i dispositivi atti a impedire che qualcuno rimanga intrappolato tra le porte con il treno già in moto, mentre nuove disposizioni interne entrate in vigore il primo dicembre vanificano, per garantire maggiore puntualità, il sistema 'controllo porte chiuse' sui convogli dove è presente. In base alle nuove direttive adottate in particolare da Trenitalia, in linea con quelle precedentemente emanate da Rfi, anche sui treni dove esiste il sistema che accende in cabina di guida una spia luminosa solo quando tutte le porte sono chiuse, si consente infatti la partenza, evidenziano i lavoratori, anche in assenza di tale segnale, affidando il controllo visivo al capotreno. Una 'missione impossibile' per quest'ultimo, dicono, considerato che un Etr, per esempio, conta ben 46 porte. (ANSA).
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FERROVIE : ESPOSTO-DENUNCIA LAVORATORI, PORTE KILLER SU TRENI(2)
(ANSA) - ROMA, 4 DIC - Ma c'é anche il problema, osservano, di tutti quei casi in cui il capotreno affianca il macchinista in cabina e dunque non può svolgere il suo ruolo di controllo. E così anche i treni meglio attrezzati finiscono per essere privi di un dispositivo di sicurezza costituito da un semplice circuito elettrico ma che sarebbe stato addirittura disattivato per ragioni organizzative, si legge nell'esposto-denuncia, nelle cosiddette carrozze 'a media distanza'. Carrozze che sarebbero vere 'serial killer', per come sono configurate e azionate le porte (riapribili anche dall'esterno a treno già in movimento) e sulle quali sono avvenuti - denunciano ancora i lavoratori - gli ultimi quattro incidenti mortali a Roma Termini, Pietrasanta (Lucca), Torricella (Rieti) e Verona. Particolarmente insidiose sonno giudicate anche le carrozze 'gran confort' di prima classe, le cui porte si chiudono con violenza 'a ghigliottina'. "Eppure i dispositivi di sicurezza non richiederebbero grandi investimenti - ha sottolineato Dante De Angelis, il macchinista e delegato alla sicurezza licenziato e reintegrato da Trenitalia nel 2006 - considerate le spese che si fanno in riverniciature e pubblicità". E le ferrovie pubbliche hanno "un obbligo giuridico e morale di adottare tutte le misure ragionevolmente applicabili per la pubblica incolumità". Tanto che proprio nei giorni scorsi, ha ricordato ancora De Angelis, il tribunale di Prato ha condannato per omicidio colposo tre alti dirigenti di Trenitalia e Rfi per la morte di una viaggiatrice caduta da una porta apertasi in corsa nel 2002. Solo uno dei tanti infortuni e incidenti recenti ricordati dall'Assemblea nazionale ferrovieri e che, quando non sfociano nella morte di passeggeri o membri del personale, provocano gravi lesioni e amputazioni. Da qui la richiesta - negli esposti firmati da delegati di varie sigle sindacali, come Sdl e Orsa ma anche Cgil e Uil - di un intervento urgente della magistratura.
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Scarica anche un articolo apparso sul Corriere della Sera del 5 dicembre 2007.
Scarica l'esposto presentato presso la Procura della Repubblica di Roma, ed utilizzalo come base per altre iniziative.
30 novembre 2007 Porte assassine: condannati Maestrini (Trenitalia) e Elia (RFI).
"Donna cadde dal treno in corsa: colpevoli i funzionari delle Ferrovie.
PRATO. La porta dell'espresso Venezia-Palermo doveva bloccarsi col treno in movimento, ma così non fu, una donna morì cadendo dal convoglio e la colpa è di Trenitalia e Rete ferroviaria italiana, le due società che gestiscono treni e rotaie. Lo ha stabilito il giudice Anna Primavera, che ieri ha condannato tre alti dirigenti delle due società a un anno e quattro mesi di reclusione (pena indultata) per omicidio colposo e il mancato rispetto di alcune norme di sicurezza. A risponderne sono stati chiamati Emilio Maestrini, 55 anni, dirigente dell'Unità tecnologie del materiale rotabile di Trenitalia, il pisano Fazio Caroti, 61 anni, direttore della certificazione di sicurezza di Rfi, e Michele Elia, 61 anni, responsabile della direzione tecnica di Rfi..."...Leggi tutto...
( Scarica, in originale, questo articolo ed un altro apparso su "La Nazione")
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Crediamo sia necessario che tutti ci impegnino ad adottare iniziative per modificare e migliorare la sicurezza connessa all'uso delle porte dei treni.
Mettiamo in comune tutte le idee! Ciao, Dante De Angelis
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15 novembre 2007
Perugia

Perugia, 15 nov. - (Adnkronos/Ign) - E' un ragazzo romeno di 20 anni la vittima dell'incidente ferroviario' avvenuto questa mattina, poco prima delle 7, lungo la linea Perugia-Terontola, all'altezza della stazione di Torricella, nella zona del lago Trasimeno. Secondo quanto si è appreso il giovane, che frequentava l'Istituto alberghiero di Assisi, avrebbe cercato di salire su una delle carrozze mentre il mezzo era già in movimento.
A dare l'allarme sarebbe stato un signore che vive in un'abitazione accanto alla stazione ferroviaria e che avrebbe sentito un forte rumore alla partenza del treno. Avvicinatosi avrebbe visto il giovane a terra con una gamba amputata ma ancora in vita. Il ragazzo è morto prima dell'arrivo dei soccorsi. Dell'incidente sembra invece che non si siano accorti i macchinisti del treno.
Il traffico sulla linea Perugia-Terontola è rimasto bloccato per circa due ore, interessando 4 treni regionali e il treno tacito per Milano. Per consentire ai passeggeri di spostarsi Trenitalia, inoltre, ha messo a disposizione 8 autobus che hanno provveduto ad effettuare i vari collegamenti.
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STUDENTE 20/ENNE MUORE TRAVOLTO DA TRENO DOVE VOLEVA SALIRE
RIEPILOGO (ANSA) - PERUGIA, 15 NOV - Ha cercato di salire sul treno che stava gia' ripartendo per non arrivare tardi a scuola ma e' scivolato sulla brina della banchina ed e' stato travolto dall' ultimo vagone che gli ha amputato la gamba destra. Cosi' e' morto stamani all' alba, nella piccola stazione di Torricella, uno studente romeno di 20 anni, tra atroci dolori. Ai primi soccorritori ha detto 'aiutatemi perche' non voglio morire'.
La vittima e' Andrei Mihail Velescu, 20 anni compiuti la settimana scorsa, studente dell' istituto alberghiero di Assisi.
Nato a Bucarest da circa quattro anni viveva con la mamma ed il compagno italiano di lei a Torricella, sulle sponde del lago Trasimeno. In Romania sono rimasti il padre e la sorella.
Anche stamani, come ogni mattina, voleva prendere il treno delle 6,48 per andare a scuola. La piccola stazione (tecnicamente e' solo una 'fermata') della linea Terontola-Foligno e' vicino a casa. Di corsa, con lo zainetto in spalla - stando ad una prima ricostruzione dell' accaduto - sarebbe arrivato che il treno stava gia' muovendosi dopo la sosta. Probabilmente si e' accostato al convoglio per cercare di aprire uno sportello (al momento non sono stati trovati testimoni oculari). Indossava scarpette da ginnastica e l' ipotesi e' che sia scivolato sulla banchina cosparsa di brina.

5 novembre 2007

Doveva prendere il regionale delle 20:00 diretto al Brennero, Mary, nata in Bangladesh 32 anni fa ma residente a Milano. Era arrivata al binario di corsa, con l marito, la figlioletta di sette nesi e tante valige. Era arrivata n ritardo Mary, mentre quel Treno stava per partire. E su quello che è successo dopo, in un pugno di minuti, stanno indlagando ora gli inquirenti. Perchè Mary la porta del vagone, l'ultimo, è riuscita ad aprirlo. Sono saliti il marito con la bimba mentre lei, dal binario, passava i bagagli.Il rumore del motore si è fatto all'improvviso più forte, il treno ha iniziato a muoversi e Mary, forse presa dal panico, si è attaccata al manigliane esterno. E si è attaccata male.
E' scivolata, mentre il treno si nuoveva. Ha perso l'equilibrio ed è caduta sotto i binari, mentre il motore del treno accelerava. Ed è stata trascinata, schiacciata tra le lamiere di ferro, la ghiaia e il muretto di cemento per diversi metri. Mentre il marito con la bimba in braccio, sopra il vagone, guardava la sua
donna che veniva stritolata e poi urlava perché il treno si fermasse. E il violento stridore dei freni si è sentito solo dopo pochi secondi. Ma era troppo tardi.
(fonte: il Verona, 5 novembre 2007). Scarica l'articolo completo e l'aggiornamento del 6 novembre 2007.

25 ottobre 2007 Il treno regionale 3048 (Firenze-Lucca, composto da vetture tipo “Media-Distanza), mentre giungeva nella stazione di Altopascio, si è automaticamente fermato, prima di raggiungere il fabbricato viaggiatori per l’intervento del sistema SCMT (Sistema di controllo marcia treno) e alcune vetture sono rimaste fuori dal marciapiede.
Mentre i macchinisti aspettavano il ripristino del sistema per riprendere la marcia ed effettuare la fermata regolare per il servizio viaggiatori, Il Capotreno e il Cst si sono accorti che alcune porte, nonostante non fossero state sbloccate dai macchinisti, si erano aperte e subito richiuse, permettendo la discesa di alcuni viaggiatori.
Dopo aver effettuato la fermata regolare in stazione, il treno è ripartito, ma prima dell’arrivo nella stazione di Tassignano, una signora con un bambino dichiarava, al Ct e Cst, che, mentre stava scendendo con il marito e la figlia nella stazione di Altopascio, mentre il marito riusciva a scendere, la porta si richiudeva addosso alla bambina di tre anni. Grazie all’intervento del padre, la piccola è riuscita a discendere, mentre la signora, col bimbo più piccolo in braccio, non ce la faceva e rimaneva sul treno. Il Ct e Cst provvedevano a compilare i moduli necessari e ad informare le strutture competenti.
L’ “anomalia”, quella per cui é stato possibile aprire le porte senza che il Pdm le avesse sbloccate, si era già verificata in altre occasioni.
10 ottobre 2007

Ha tentato di risalire sul treno in corsa ma non ce l’ha fatta. Una caduta fatale per Roberto Moroni, saronnese, capotreno di 37 anni delle Ferrovie Nord che ha perso la vita alle 7 di oggi, 10 ottobre, mentre era intento a risalire sul treno che portava i pendolari a Saronno. La Polfer, (Polizia ferroviaria) del capoluogo lombardo è riuscita a risalire alla dinamica del decesso - già dalla mattinata era stata esclusa la matrice dolosa del fatto – anche grazie alle telecamere presenti nella stazione. Non si è quindi trattato di un investimento, come si credeva nell’immediatezza del fatto, quanto di una caduta sulla sede ferroviaria. Secondo quanto ricostruito dalla Polfer di Milano il capotreno, dopo la chiusura delle porte del convoglio e la partenza del treno da Novate Milanese, è rimasto a terra. A quel punto, il trentasettenne si è aggrappato ad un maniglione nell’intento di aprire le porte con una “chiave quadro”. E’ in questo frangente che, nel tentativo di risalire sulla vettura in corsa, il ferroviere avrebbe perso l’equilibrio, cadendo sulla massicciata e battendo la testa contro una "traversa di limite" in legno.
Il treno aveva già percorso circa 700 metri in direzione nord quando l’uomo è caduto. Dopo pochi minuti il convoglio è entrato in stazione, a Bollate Centro. E’ stato in questo momento, sempre secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori della Polfer, che il macchinista del treno si è accorto che il collega non rispondeva al cellulare. Nel frattempo, un treno che viaggiava in senso inverso, aveva notato il corpo inanimato del ferroviere sui binari. Sul posto sono subito intervenuti i soccorsi. Ma all’arrivo dei sanitari del 118 i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
La circolazione sulla linea è rimasta a lungo congestionata con la soppressione di treni. Sempre dalla polfer comunicano che il binario dove è avvenuta la sciagura e quello attiguo sono stati resi transitabili attorno alle 12.30.
Fonte: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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Scarica l'articolo apparso su METRO Milano.

3 ottobre 2007 In arrivo nella stazione di Lucca, il pdm del treno 3063 8con controllo centralizzato della chisura delle porte in cabina di guida) si apprestava ad aprire le porte di salita per il servizio viaggiatori e si accorgeva che queste non si aprivano. Controllavano la regolare posizione di tutti gli stolts relativi alle porte e provavano ad effettuare un reset senza risultato. Quindi il personale, capotreno coadiuvato dal macchinista, effettuava lo sblocco manuale di ciascuna porta per consentire la discesa e la salita dei viaggiatori. Solo dopo aver agito sulla manopola di “configurazione loc. in coda”, alle spalle del guidatore, le porte tornavano a funzionare, maturando ritardo.
26 settembre 2007

È ancora in pericolo di vita la giovane turista francese finita sotto il treno ieri sera (26 settembre 2007, ndr) nella stazione di Torino-Porta Susa. Ricoverata al Cto, la ragazza è stata operata nella notte per l’amputazione di entrambe le gambe. La giovane, che nell’incidente ha riportato anche un trauma cranico e toracico, è in coma farmacologico. La prognosi resta riservata.
Secondo la prima ricostruzione dei soccorritori, la giovane ha cercato di salire sull’ultima carrozza del Venezia-Torino delle 20,30, in partenza per la stazione principale di Porta Susa.
Il convoglio, tuttavia, si era già messo in moto e la ragazza è finita sui binari, sotto le ruote del vagone.
Una gamba è rimasta staccata di netto, l’altra è stata maciullata. Gli agenti della Polfer hanno sentito il macchinista, il personale di Trenitalia in servizio ai binari, nonchè passeggeri del Venezia-Torino e altri viaggiatori che hanno assistito all’incidente.
Il traffico ferroviario è stato bloccato sul binario dove è fermo il Torino-Venezia.
La giovane, dall’età apparente di 25-30 anni, non aveva con sè documenti e probabilmente era sola alla stazione. Sarebbe francese, stando alla testimonianza fornita da una persona alla stazione alla quale la donna aveva chiesto un’informazione.
(fonte: www.lastampa.it del 27 settembre 2007)

25 settembre 2007 Orvieto: incastrati nelle porte del treno.
Scarica l'articolo del Corriere dell'Umbria del 25 settembre 2007.
20 settembre 2007

Cesate - Sembra che si fosse aggrappato per gioco al torneo in partenza in Saronno, cadendo poi sulla banchina. Nessuna conseguenza per il traffico sulla linea Milano-Saronno
Ragazzo cade dal treno in partenza e si ferisce.
Un gioco pericoloso, una caduta, un giovane all'ospedale. Verso le 14 di oggi, nella stazione di Cesate, sulla linea ferroviaria Milano-Saronno, un ragazzo si è aggrappato al treno 841 in partenza verso saronno mentre giocava con degli amici, per poi scivolare a terra sulla banchina, riportando lesioni.
Non si hanno al momento particolari sulle condizioni della vittima dell'incidente. Sulle modalità dell'accaduto indagano le forze dell'ordine e, con indagine interna, LeNord. Non vi sono state conseguenze per il traffico ferroviario.
(fonte: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

23 settembre 2007 Un Cst di Frenze, di scorta al treno 578 , giunta nella stazione di Reggio Emilia, mentre scendeva per svolgere il servizio viaggiatori, veniva investita dalla porta S2 della vettura n.10 in composizione, che si chiudeva improvvisamente, colpendo il Cst al fianco destro e alla testa.
Proseguiva il servizio fino al termine, ma poi si recava al Pronto Soccorso per un forte mal di testa.
La porta è stata chiusa e posta fuori servizio, perché continuava ad aprirsi e chiudersi da sola, ma senza poterla fermare con la staffa poiché le staffe disponibili erano di misura non compatibile con l’apposito dispositivo posto in corrispondenza della porta. Altre 4 porte avevano creato lo stesso problema.
6 settembre 2007 Il 6 settembre 2007, una donna di 48 anni, Antonella Tanzi di Fidenza, nel tentativo di salire, nella stazione di Pietrasanta, sul treno 11866 (Pisa La-Spezia, in partenza dalla stazione di Pietrasanta alle ore 12.24), finisce risucchiata sotto le ruote, perdendo le gambe e un avambraccio. Anche il figlio, Marco Copelli, rimane ferito con un trauma facciale e un braccio fratturato: nel tentativo di sostenere la madre, finisce sul marciapiede del binario 2. Il figlio è salito per primo dalla porta di coda dell’ultima vettura, poi ha tentato la madre, ma è scivolata, finendo sotto le ruote.
Il treno 11866 è composto da vetture “Media-Distanza”. Aveva la vettura pilota in testa e il locomotore tipo 464 in coda. E’ scortato da un solo macchinista (agente unico) e dal capotreno (di la Spezia) che coadiuva il macchinista alla guida del treno.
Le vetture Media-Distanza si possono riaprire anche dopo la chiusura delle porte da parte del capotreno, non si riaprono solo quando il treno raggiunge i 5 Km all’ora e su questi treni, come in tanti altri, non esiste il controllo della chiusura delle porte da parte del macchinista.
Leggi alcuni articoli di stampa (1), (2), (3), (4).
13 agosto 2007 Il giorno 13 agosto 2007, la Capotreno C. N. (che già aveva subito un infortunio il 9 aprile 2004 a causa dell’improvvisa e anomala chiusura di una porta di una vettura “Gran Confort”) dell’IdR di Firenze Pax, di scorta al treno ICN 751 da Milano C. Firenze CM in qualità di capotreno, veniva avvisata, subito dopo la partenza, avvenuta in modo regolare, da alcuni viaggiatori che tutte e quattro le porte di una delle due vetture di prima classe, tipo “Gran Confort” in composizione al treno, si erano improvvisamente spalancate in corsa. Tempestivamente la Ctr provvedeva ad avvisare il macchinista che provvedeva a fermarsi in linea. Una volta fermo,la Ctr provava invano, con l’aiuto della Cst D.P., a chiudere le porte sia con il pulsante di chiusura che con il rubinetto di isolamento.
Solo successivamente, intercettando il rubinetto esterno, scesa sulla massicciata e con l’aiuto di alcuni viaggiatori, riusciva a chiudere le 4 porte. Sul libro di bordo era già stato ripetutamente segnalato il guasto delle porte.
Assicurate le porte in chiusura con la chiave di servizio, il treno è potuto ripartire con tutte e 4 le porte bloccate e la vettura presenziata.
L’altra vettura “Gran Confort”, adiacente a quella sopraccitata, presentava la climatizzazione guasta (vett. N. 50831898022.6). nonostante i numerosi tentativi prima della partenza, l’esito permaneva negativo. Alla richiesta di intervento della verifica indirizzato alla Sop, questa rispondeva negativamente perché troppo vicino l’orario di partenza. Durante il viaggio, la situazione diveniva insostenibile, con i viaggiatori che aggredivano pesantemente Ctr e Cst. (si ricorda che in quelle vetture non ci sono finestrini apribili) per il caldo insopportabile.
La Ctr richiedeva l’intervento della verifica alla Sop di Bologna e, su richiesta e pressione dei viaggiatori, del Pronto Soccorso. Fortuitamente ciò non si è più reso necessario per l’intervento di un macchinista fuori servizio che riusciva, presentandosi, a ripristinare l’impianto di climatizzazione (ciò che probabilmente avrebbe fatto l’intervento della verifica a Milano!).
Il guasto del condizionamento era già stato segnalato 6 (!!) volte.
luglio 2007 Lettera del RLS per richiedere un incontro a Trenitalia relativo ai risultati della commissione d'inchiesta istituita a seguito del grave incidente occorso al capotreno Di Luccio, ed altri gravi eventi.
5 luglio 2007 Tenta di salire sul treno in corsa e muore schiacciato sui binari. Scarica l'articolo
27 giugno 2007 Sul treno 515 Ventimiglia-Roma, effettuato con lo stesso materiale del 538 del giorno precedente, nella stazione di Chiavari, una porta di una vettura di 2° classe (61832290038-1) si richiudeva improvvisamente addosso a una viaggiatrice durante la discesa, imprigionandole e schiacciandole il braccio destro. Difficoltose le manovre per liberarla.
26 giugno 2007 Sul treno 538 Roma-Ventimiglia, nella stazione di Finale Ligure un viaggiatore stava aiutando un signore a scendere dal treno. Improvvisamente, mentre lui stava già risalendo, la porta della vettura n. 2 (50831898609-0), una “Gran Confort” di 1°classe, si chiudeva improvvisamente e con forza sulla caviglia sinistra del viaggiatore.
Da sottolineare che il treno, 538, è lo stesso su cui è avvenuto l’infortunio alla collega Nanni M., il tipo di vettura, e quindi la porta, sono dello stesso tipo, “Gran Confort”, con cui sono avvenuti sia il suo infortunio che, soprattutto, quello di Antonio di Luccio e tanti altri colleghi e viaggiatori. Alla verifica, la porta, provata chiudendola e riaprendola localmente, è risultata “regolare”…
20 giugno 2007 Nella stazione di Orbetello, un viaggiatore si è infortunato tentando di salire sul treno 2338, effettuato con vetture tipo “Media-Distanza”, rimanendo con un braccio incastrato nella porta che si è chiusa mentre saliva con la valigia, nonostante il capotreno, I. M. di Grosseto, non avesse azionato il commutatore per la chiusura delle porte e nonostante altri viaggiatori stessero normalmente salendo o scendendo.
Il viaggiatore è stato soccorso, è stato interpellato circa l’intervento di un’ambulanza, ma lo ha rifiutato. Intervenuta la Polfer e i tecnici della verifica nella stazione di Livorno, prima stazione dove è presente la Verifica (anche a Grosseto era assente…).
14 giugno 2007 Fuorigrotta, Napoli - S'incastra nella porta trascinato dal treno.
Scarica l'articolo.
1 giugno 2007
Stazione di
Roma Termini
Questa sera, alla stazione ferroviaria di Roma Termini, in fase di partenza dal binario 2, una persona e` finita sotto al treno, il REG 12134, Gentile da Fabriano (da Roma Termini per Ancona). Un giovane, cui pare siano rimaste staccate entrambe le gambe. Sull`accaduto ci sono versioni contrastanti. C`e` chi dice che la causa sia da ricondurre al tentativo all’ultimo istante di salire a bordo del treno gia` in movimento ma con la porta ancora aperta. Il giovane, cadendo dall’ultima porta della vettura di coda del treno, sarebbe stato travolto dalla motrice posizionata in coda. Immediato l’intervento sanitario e delle autorità di polizia. Diversi viaggiatori si sono offerti per fornire la loro testimonianza, tra cui due ragazze in lacrime, sensibilmente provate dalla vista diretta dell`accaduto da bordo treno. La partenza del treno e` stata ritardata di oltre tre ore per le formalita` di rito da parte dell`Autorità Giudiziaria.
(fonte: pendolare.blogs.it)
26 aprile 2007 La sera del 26 aprile alle ore 21:12 la nostra cara amica Maria Nanni, dipendente della società Trenitalia impianto personale di bordo di Pisa, Capo Servizio Treno in servizio di scorta sul Tr. 538 Roma T.ni -Ventimiglia, al momento della partenza dal binario 11 della stazione di Genova Piazza Principe subiva un grave infortumio. Subito dopo aver controllato la regolare disposizione in chiusura delle porte, dato il “pronti” al capo treno, la Nanni si accingeva a risalire nella vettura n° 508318985241 dalla porta S2 (penultima vettura) , quando , nonostante il treno fosse ancora fermo , la porta di salita improvvisamente e assai violentemente si chiudeva intrappolandole il braccio all’interno . A quel punto le risultava impossibile non solo riaprirla ma anche estrarre il braccio; il treno intanto era partito in quanto il capo treno , dalla prima vettura, aveva ordinato la partenza al macchinista. Per sua fortuna la CST Nanni riusciva a mantenere i piedi sul predellino evitando così di essere risucchiata sotto le ruote, dopo poco un viaggiatore azionava il freno di emergenza fermando così il convoglio. La collega veniva soccorsa e trasportata all’ospedale Galliera , la vettura veniva chiusa ed il treno ripartiva con ca. trenta minuti di ritardo verso Ventimiglia ove la polizia Ferroviaria ed i tecnici della verifica provvedevano al controllo del materiale.
In seguito a questo evento, il RLS ha inviato una prima segnalazione alla ASL di Genova.
Questo incidente ricorda molto da vicino quello occorso al capotreno Antonio Di Luccio il quale, il 9 marzo 2006, nell'incidente occorsogli nella stazione di Piacenza, perse entrambe le gambe.
Di Antonio ci piace segnalare una lettera da lui inviata al RLS, di incitamento a continuare la battaglia contro questa grave carenza di sicurezza rappresentata dal difettoso funzionamento delle porte di molte vetture ferroviarie e dalla mancato impegno datoriale a porvi rimedio.
Maria ha voluto ringraziare tutti, per la solidarietà mostrata nei suoi confronti, attraverso una lettera.
6 aprile 2006

È stata una terribile disgrazia, avvenuta ieri mattina, quando alla stazione Garibaldi delle Ferrovie dello Stato a Milano c'era poca gente in giro. Un 34enne residente a Como, anche se da qualche tempo ospite a Milano di una comunità di recupero per tossicodipendenti, è scivolato nel tentativo di salire su un treno, vuoto, diretto a Pioltello. È caduto sotto le ruote del convoglio e ha subìto gravissime lesioni alle gambe.
Entrambi gli arti sono infatti stati amputati all'arrivo all'ospedale Fatebenefratelli di Milano. Vano ogni tentativo dei medici di salvare le gambe del 34enne. Troppo gravi sono state le ferite riportate dal comasco nella rovinosa caduta.
Secondo gli accertamenti compiuti dalla polizia ferroviaria milanese, l'uomo avrebbe tentato di salire sul treno per trovare un rifugio e un luogo dove riposare per qualche ora. Non ha però fatto i conti con la manovra del convoglio. Ha perso l'equilibrio ed è finito sotto le ruote del treno. Ora è ricoverato in prognosi riservata e sotto stretta osservazione.
(fonte:Il Corriere di Como)

4 aprile 2007 I treni viaggiano con le porte esterne aperte, ma le FS pensano al nuovo logo! (4/4/2007)
E' ormai consuetudine che i treni viaggino senza alcun controllo della chiusura delle porte. Capita spesso di vedere convogli che viaggiano a tutta velocità con le porte esterne aperte con gravissimo pericolo per i passeggeri che devono transitare in quelle carrozze. Finalmente un viaggiatore ha immortalato questo evento: il giorno 27 marzo 2007, nella tratta Lodi- Piacenza il treno IR 2285 (18.20 da Milano Centrale) ha viaggiato con una coppia di porte completamente aperte (scarica filmato .avi zippato, 962Kb).
E' l'ennesima dimostrazione che le FS sono allo sbando e anche la sicurezza, che dovrebbe essere la prima condizione per un viaggio decente, viene trascurata. In questo caso non potranno dare la colpa ai soldi che mancano, semmai alla qualità del lavoro di alcuni dipendenti che nasce forse dalla demotivazione nel vedere che tutto nelle ferrovie viene fatto con i piedi o con fini diversi da quello di fornire un servizio efficiente.
Nel frattempo la dirigenza FS sta pensando a come cambiare il logo della società, a dimostrazione del fatto che gli 800 milioni di lire spesi alcuni anni fa per creare quello attuale erano soldi buttati. Con tutti i problemi che ci sono da risolvere, questi super manager strapagati pensano al logo! Sembra essere l'unica cosa che sanno fare: illudere i cittadini con un'immagine moderna ed efficiente di una società che invece è incapace di affrontare anche i più semplici problemi. Ma si sa, se cambia il logo occorre aggiornarlo su tutta "la flotta", dalle scritte sulla carrozze, alle divise del personale, al tessuto dei sedili, alle carte intestate, ai biglietti inclusi quelli da visita. Ci sarà tanto lavoro da fare e tante gare d'appalto da indire, anche in questo modo si possono giustificare i tanti soldi che le ferrovie dicono di aver urgentemente bisogno. Così mentre questi manager, magari di nomina politica, pagati anche con i nostri soldi, misurano il gradimento dei nuovi loghi, i treni viaggiano con le porte aperte.
(fonte: www.pendolari.too.it)
2 aprile 2007 L. B. dell’ Idr di Firenze Pax era di scorta al treno 771 da Firenze Campo Marte a Roma Tiburtina nella mansione di capotreno.
In partenza dalla stazione di Chiusi-Chianciano Terme, dopo aver espletato il servizio viaggiatori, aver chiuso le porte del treno (tutte tranne la sua, una porta di una vettura “Gran Confort” di 1° classe) e dopo aver licenziato il treno mostrando il segnale verde al macchinista, la porta della “Gran Confort” dalla quale sarebbe dovuto salire, si è inspiegabilmente chiusa, senza nessun cicalino di avvertimento: la porta lo ha letteralmente schiacciato al bordo di chiusura. Trovandosi incastrato nel mezzo della porta, con il corpo mezzo fuori e mezzo dentro, vista la maggiore vicinanza con l’esterno, è riuscito a scendere dal treno esercitando molta forza. Una scarpa è rimasta incastrata in mezzo alla porta. Dopodiché il cst di coda ha azionato il freno di emergenza. Da sottolineare che per riaprire la porta (per liberare anche la sua scarpa) è stato necessario l’intervento del ct stesso, del cst di coda e di un macchinista, a causa della pesantezza e della forza della porta completamente bloccata.
30 marzo 2007

Morte atroce sui binari della stazione ferroviaria di Novi Ligure. Questa notte un uomo di 41 anni di Tassarolo è deceduto per dissanguamento dopo essere stato travolto dal treno in movimento sui cui molto probabilmente stava trascorrendo la notte.
Vito Consentino, noto alle Forze dell’Ordine per un passato non troppo tranquillo, secondo la ricostruzione della Polizia Ferroviaria di Novi, verso le 3 ha provato a scendere dal treno in corsa in cui stava dormendo. Il convoglio si stava spostando sul binario, pronto per partire in direzione Genova.
Consentino, assonnato, probabilmente ha messo un piede in fallo ed è rimasto impigliato tra le ruote del treno. Trascinato per duecento metri sulle rotaie - senza che il macchinista si accorgesse di nulla - è morto per le gravi ferite alle gambe, tranciate entrambe. Lo hanno scoperto solo questa mattina un paio d’ore dopo alcuni operai addetti che si aggiravano in zona.
Lascia i genitori - che negli ultimi tempi lo avevano ospitato a casa loro a Tassarolo - e la sorella che abita a Novi Ligure.

1 marzo 2007 Di questo infortunio siamo venuti a conoscenza soltanto dopo che la Procura di Milano ha deciso di indagare i presunti colpevoli. Leggi qui sotto.
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Milano, 3 lug. (Apcom) - Il capo della direzione Ingegneria, sicurezza e qualità di sistema di Trenitalia e il direttore dell'ex Cesifer (oggi Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria) sono indagati dalla Procura di Milano con l'accusa di lesioni colpose gravissime in relazione all'incidente ferroviario che il 1 marzo del 2007 provocò l'amputazione di una gamba a una ragazzina di sedici anni. Alla giovane, scivolata dal predellino di un treno in partenza dalla stazione di Lambrate, fu tranciata la gamba sinistra.
Sotto accusa sono i sistemi di apertura manuale delle porte: quando il treno era fermo in stazione ma in partenza, con le porte già chiuse, i compagni di scuola della ragazza avevano aperto le porte manualmente per riuscire a salire. Proprio mentre la giovane stava per entrare sul mezzo, però, il treno è ripartito: la ragazza è così scivolata finendo sotto le ruote. Secondo l'accusa, i due indagati avrebbero violato le norme specifiche che impongono di modificare il sistema di chiusura delle porte. Nel 2003, infatti, un piano di sicurezza di Trenitalia aveva previsto l'introduzione di un sistema di porte autobloccanti ma non era stato mai applicato. Dopo l'incidente di Lambrate, Trenitalia ha appena cominciato a introdurre anche nei vecchi treni un sistema che impedisce di aprire manualmente le porte dall'esterno. Le indagini, condotte dalla Polfer, sono già chiuse.
12 novembre 2006 Durante la sosta nella stazione di Orvieto del treno 582, la porta S2 della vettura “Gran Confort” (di prima classe) N.1 di testa (5083.1898009.3) si chiude da sola all’improvviso, imprigionando il braccio destro della viaggiatrice che stava salendo. Aprendo il rubinetto di servizio il CT libera, con l’aiuto di 3 agenti Polfer, la signora che, benché dolorante, decide di proseguire il viaggio. Il capotreno compila la denuncia di infortunio (CH69) e la dichiarazione dell’infortunata. A Milano (fine corsa del treno) verrà effettuata la verifica del materiale.
1 settembre 2006 Correva a 200 km all’ora in una galleria, l’Eurostar Roma-Torino, una trentina di km dopo la stazione di Orvieto, quando la vettura n. 5 ha perso una porta di accesso di una carrozza. Il portellone è andato a schiantarsi contro un finestrino a pochi metri di distanza, crepandolo, ma senza frantumarlo. Nessuno si è ferito, solo per fortuna.
Gli stessi viaggiatori, terrorizzati, hanno riferito che quella porta non si apriva in partenza da Roma, tanto da dover salire dalle porte attigue.
Inoltre, pochi minuti prima dello sradicamento, la porta si era improvvisamente spalancata. Fermato il treno e riparato il guasto, il viaggio è proseguito fino alla perdita del portellone.
Il Capotreno è stato avvisato, ha provveduto ad arrestare il treno; una volta garantita la sicurezza, è ripartito, a velocità ridottissima, verso la stazione di Chiusi, dove i 300 viaggiatori sono stati trasbordati su un altro treno e portati a destinazione.
Nell’occasione Trenitalia aveva dichiarato: “Sono in corso accertamenti per verificare se il portellone, che era stato bloccato e messo in sicurezza a causa di un guasto, non sia stato oggetto di una manomissione”…
23 agosto 2006 Una viaggiatrice del treno 2201 diretto a Pisa da Bergamo, dichiara d'essere caduta dal convoglio da poco in movimento, preso la stazione di S. Stefano Magra, riportando un trauma all'anca sinistra. Successivamente la stessa denuncia il fatto alla locale stazione dei carabinieri. Al capotreno, del tutto estraneo all'accaduto, è stato inviato avviso di garanzia.
19 agosto 2006 Scende dal treno, grave. Si era accorto all'ultimo momento della fermata. Scarica l'articolo de "il Tirreno" del 19 agosto 2007.
15 marzo 2006 Durante la sosta del treno 530, durante la sosta del treno nella stazione di Roma Termini, un viaggiatore rimane intrappolato in una porta di una vettura “Gran Confort” di prima classe. Interviene il personale discorta, intanto il viaggiatore viene “liberato”. Il viaggiatore rifiuta l’ambulanza perché ha assoluta necessità di raggiungere Alessandria, riservandosi di ricorrere al medico a destino. Nella stazione di Roma viene effettuata la verifica del materiale.
Torna indietro9 marzo 2006 Il 9 marzo 2006 Antonio Di Luccio, capotreno della Passeggeri (Trenitalia) di Bologna, subiva un gravissimo infortunio che gli procurava l' amputazione di entrambi gli arti inferiori. Era nella stazione di Piacenza quando, dopo avere provveduto al licenziamento, la porta nella quale si trovava si è chiusa improvvisamente prima che riuscisse a salire sul convoglio. Antonio è rimasto incastrato con un braccio in mezzo alla porta di salita e il macchinista non ha potuto accorgersene perchè la stazione di Piacenza è situata in curva (lato nord). Il treno è quindi partito trascinandolo sul marciapiede per decine di metri prima di fermarsi. Ma ormai era troppo tardi: le gambe di Antonio erano irrimediabilmente perse.
Successivamente la AUSL di Piacenza, nell'individuare nell'accaduto gravi inadempienze datoriali, emetteva prescrizione a carico dei dirigenti dell'azienda.
1 marzo 2006

La signora Rosalba Garibaldi, a Bologna, mentre saliva sul treno per Mantova rimane con un braccio intrappolato nella porta e veniva trascinata per molti metri finendo sotto le ruote. Subisce l’amputazione di entrambe le gambe. Anche in questo caso il macchinista non poteva accorgersi dell’inconveniente per la mancanza del controllo “porte chiuse”. Il treno viene fermato dopo poche decine di metri dagli stessi viaggiatori accortisi dell’incidente"

24 novembre 2005 G. E., del P.d.B. di Genova P.P. (passeggeri), era in servizio in qualità di capotreno sul treno IC 147, proveniente da Nizza e diretto a Milano C.le. In partenza da Alassio, dopo aver licenziato il treno, la porta dalla quale stava salendo (di seconda classe), senza alcun preavviso, si è richiusa da sola, bloccando la gamba destra della capotreno fuori dalla porta.
Non potendo azionare né il freno di emergenza, né l’apertura di emergenza posizionata sopra la porta, poiché si trovava a terra sugli scalini interni del treno, ha gridato chiedendo aiuto, ma delle circa 30 persone presenti sulla vettura, neanche una ha sentito, a causa del forte rumore del convoglio che entrava ed usciva dalle gallerie con la successiva fermata nella stazione di Alberga.
Il tempo di percorrenza è di circa 10 minuti e la Ct è rimasta tutto il tempo in quella posizione, tirando calci con la gamba sinistra contro la porta per cercare di liberarsi, ma inutilmente, in quanto la porta, incontrando la resistenza dell’aria col treno in corsa, rimaneva bloccata con la sua gamba incastrata nel mezzo. Questo fino a quando la Ct è riuscita a raggiungere con la mano il telefono palmare e richiamare l’ultimo numero che, per fortuna, era della collega in servizio da Cst sullo stesso treno. Questa accorreva immediatamente e, viste le condizioni in cui si trovava, azionava il freno di emergenza fermando il convoglio a circa 200 metri dalla stazione di Alberga.
In seguito la Ct è stata portata al Pronto Soccorso in stato di incoscienza ma con attacchi di panico in cui delirava, per calmare i quali le è stato somministrato un forte tranquillante che l’ha fatta dormire per quattro giorni.
Dopodiché ha sofferto di insonnie per qualche mese, tanto da dover prendere psicofarmaci prescritti dallo psichiatra dell’Inail e da dover consultare più volte una psicologa.
In conclusione, l’infortunio è stato di 10 giorni per le contusioni riportate alla gamba, ma di un mese e mezzo per problemi psicologici legati all’incidente.
4 marzo 2005

Un ragazzo di 15 anni è è stato spintonato per scherzo da alcuni amici. Ferite gravi, potrebbe essere necessaria l'amputazione
TORINO - Tragico epilogo di un gioco tra ragazzi. Un quindicenne è caduto venerdì pomeriggio da un treno locale in movimento vicino alla stazione di Caselle (Torino) riportando gravissime ferite alle gambe, che potrebbero essere entrambe amputate.
Secondo le prime informazioni, l'incidente sarebbe la conseguenza di un gioco tra studenti che si spintonavano per futili motivi mentre viaggiavano sul convoglio ferroviario.
Sull' episodio ci sono ancora molte incertezze. Non è chiaro se il ragazzo abbia sfondato la porta del treno o se il meccanismo di sicurezza si sia sbloccato per qualche problema tecnico, facendo cadere così il giovane che è rimasto con entrambi gli arti inferiori schiacciati sotto il convoglio. Il treno stava entrando lentamente in stazione ed era a circa 30 metri dalla banchina. L' incidente è accaduto poco prima delle 16 sulla linea ferroviaria Torino-Ceres. Sul posto è intervenuta la centrale operativa del 118 che ha subito soccorso il ragazzo, i carabinieri della Compagnia di Venaria e i vigili del fuoco.
(fonte: www.corrieredella sera.it)

14 settembre 2004 Il 14 settembre 2004, la collega Ct di Bologna, L. B., era in servizio, da Bologna a Milano, sull’Ic 564. Nella stazione di Piacenza, al momento di ripartire dal binario 3, dopo aver chiesto e ricevuto il consenso dai cst di centro e di coda, chiude le porte agendo sul commutatore della porta della vettura “Gran Confort” di prima classe, dopodiché ha controllato che tutte le porte fossero chiuse.
Va precisato che a Piacenza, per il capotreno, si vanno a sommare due problemi, oltre a quelli che ordinariamente si hanno nelle altre fermate: trovandosi il convoglio in una posizione di semicurva e non rettilinea, ci sono difficoltà sia a vedere il segnale di partenza posto a centro rotaie, su un portale; sia a controllare la chiusura delle porte, che comporta di allontanarsi lateralmente dal convoglio stesso. A questi due è ovviamente legato anche quello di farsi vedere dal macchinista al momento in cui si licenzia il treno. Soluzione obbligata a questi problemi è allontanarsi dalla porta che viene raggiunta gioco-forza all’atto dell’avvio del convoglio.
La collega, quindi, dopo aver comandato la partenza, ha raggiunto la porta con il treno che iniziava a muoversi, ha messo il piede sul predellino afferrando il corrimano. La porta, contrariamente a quanto doveva avvenire, si è chiusa di scatto senza alcun preavviso ( è infatti previsto che debba entrare in funzione un segnale acustico, c.d. “cicalino”, e il braccio destro è rimasto intrappolato tra la porta e il montante. Inoltre, la porta, pur non chiudendosi completamente, ha innescato il congegno di ribaltamento del predellino, costringendo L. a correre dietro al treno per non finirci sotto ed essere maciullata. La collega, per lo spirito di sopravvivenza che, per fortuna, ha prevalso sul panico, ha urlato per attirare l’attenzione di chiunque potesse aiutarla.
L’ha sentita un ferroviere sul primo binario che, attraversando i binari, è riuscito ad attirare l’attenzione dei viaggiatori. Fortunatamente alcuni colleghi fuori servizio hanno tirato il freno di emergenza. Il treno si è fermato dopo circa 70 metri dal punto di partenza.
La collega è stata liberata e, col braccio gonfio e dolorante, è stata portata al pronto soccorso e rimasta in infortunio per due settimane.
Nella stazione di Piacenza è intervenuta la Polfer e sono state fatte alcune prove di apertura e chiusura a treno fermo senza usare il nottolino di comando telechiusura, ma agendo sulla maniglia di apertura e su pulsante di chiusura. Nell’occasione risultò tutto regolarmente funzionante.
27 agosto 2004 Empoli: cadono dal treno e fanno esposto. Due bambini e una donna non ce l'hanno fatta a scendere in tempo dal treno e sono caduti procurandosi vari traumi contusivi...(articolo tratto da "Il Tirreno" del 27 agosto 2004)
3 luglio 2004 Dieci pendolar imprigionati nel treno. Porte bloccate e il convoglio non ferma. Il gruppo costretto a scendere a Massa. (Leggi l'articolo apparso su "Il Tirreno" del 3 luglio 2004)
4 giugno 2004 Sequestrati sul treno. Non si aprono le porte alla stazione di Pontedera e i pendolari vengono portati fino a Pisa. (Leggi l'articolo apparso su "Il Tirreno" del 5 giugno 2004)
3 maggio 2004 Massa Carrara - Muore cadendo sotto un treno - Aveva cercato di salire quando il convoglio stava partendo.
Leggi gli articoli di stampa (1), (2), (3).
2 maggio 2004 "Scende dal treno in corsa: e grave. Giovane di 21 anni trovato all'alba sui binari di stazione".
Scarica l'articolo de "Il Tirreno"
9 aprile 2004 Il giorno 09 aprile 2004, la Capotreno C. N, dell’IdR di Firenze Pax,. era di scorta al treno ICN 771 in qualità di Cst da Firenze CM a Roma Tiburtina. Al momento di dare il pronti, nella stazione di Firenze C. M., prima dello stesso, si trovava con un piede sul gradino di una vettura di prima classe “Gran Confort”. Improvvisamente la porta si chiudeva senza alcun suono di avvertimento e senza che nessun agente di scorta avesse azionato il commutatore per la telechiusura come successivamente riferivano i due colleghi.
La porta si abbatteva alle sue spalle intrappolandola.
Solo successivamente, con fatica e dolore e con l’aiuto del capotreno riusciva a d aprire la porta 8fortunatamente il Ctr era relativamente vicino a lei e ha potuto aiutarla, vedendo la scena, senza licenziare il treno).
Dall’infortunio è scaturita un’inidoneità temporanea a viaggiare per circa sei mesi. Ancora oggi, in certe posture o con sforzi anche lievi, la schiena le provoca dolore.
Il bordo sensibile non è scattato, a protezione della sua incolumità, , perché in quelle vetture è collocato sul cuscino del gradino superiore dove non sostava in quel momento (non essendovi ancora giunta) pur trovandosi nella traiettoria della porta.
15 marzo 2004 Cade giù dal treno, multato. Era montato dalla portiera aperta di una carrozza guasta.
(Leggi l'articolo apparso su "il Tirreno" del 15 marzo 2004.)
19 agosto 2002 Il Cst di testa, in servizio da Roma a Firenze, del treno IC 590, dopo la partenza da Roma Termini, mentre percorreva, con grande difficoltà, il treno superaffollato, veniva raggiunto da una viaggiatrice che lo informava circa una porta aperta col treno in corsa, nella vettura 9, lato interbinario e chiedeva un intervento immediato.
Facendosi largo tra i numerosissimi viaggiatori, raggiungeva la vettura, un Eurofima, trovava la porta n.4 aperta completamente, all’improvviso e in velocità, subito dopo il PC Settebagni, sulla direttissima. Per prontezza e di riflessi e per fortuna, nessuna delle 5 persone presenti sulla piattaforma, di cui una seduta proprio sui gradini prospicienti la porta, era caduta, spostandosi dalla parte opposta o nel corridoio.
Il Cst ha subito sgombrato la piattaforma e chiuso l’intrcomunicante di accesso alla piattaforma dalla vettura adiacente ed ha presenziato la piattaforma aspettando l’arrivo ad Orte, tentando inutilmente, per la presenza di gallerie, di comunicare col suo telefonino (il Cst non era allora dotato di telefono di servizio!) e con l’uso del passante con la Sala Operativa e con Il DCO. Ha ritenuto di evitare, in quella concreta situazione, di azionare il freno di emergenza. Prima dell’arrivo ad Orte, per la riduzione di velocità, la porta si è improvvisamente chiusa e il Cst l’ha bloccata con la chiave quadra. Tramite SOP il Ct ha poi chiesto l’intervento della verifica a Orte, ma solo a Chiusi è stato possibile ottenerlo, e fino a quel momento la porta è stata presenziata. A Chiusi la verifica ha assicurato la porta con il filo di ferro, poiché non c’era possibilità di assicurare quel tipo di porte con l’apposito morsetto.
30 novembre 2001

Nella stazione di La Spezia, una viaggiatrice si aggrappa ad un treno in partenza. La viaggiatrice rimane ferita.

24 marzo 1998

Stazione di Milano Rogoredo. Il treno diretto 2036 proveniente da Livorno con destinazione Milano Centrale effettuava la fermata prescritta; sul convoglio prestavano servizio, oltre ai due macchinisti, il capotreno P.A.R. e l'assistente di coda R.R. Viaggiavano a bordo del convoglio, tra i vari viaggiatori, due sorelle, R.O.R.M e R.O.M.E. Nel momento in cui il treno ripartiva dalla stazione di Milano Rogoredo, R.O.R.M. stava per scendere dal convoglio per raggiungere la sorella che era già scesa, ma perdeva l'equilibrio e cadeva sotto le ruote della vettura ferroviaria, che la travolgevano trascinandola per qualche metro, cagionandole lesoni gravissime, consistite nella perdita di entrambi gli arti.
In quel tipo di vetture, una volta chiuse le porte col telecomando, queste si potevano riaprire anche dall'interno.
La sentenza di appello confermava le responsabilità del capotreno e scagionava il collega di coda.

agosto 1996 Francesca Brufano, 39 anni, del Personale Viaggiante di Foligno, muore cadendo da una porta di una Ale 601.

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