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Accordo 17 novembre: altro schiaffo

Accordo del 17 novembre 2010:
ancora uno schiaffo ai macchinisti!

Il settore cargo con la firma di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fast viene di fatto smantellato.
Col fondo di sostegno alcuni lavoratori rischiano di essere espulsi con penalizzazioni sulla pensione.
Inoltre, un vergognoso "lodo" sindacale consente ai soli sindacalisti di non subire l'obbligatorietà dell'eventuale ingresso nel "fondo".


Sempre gli stessi sindacati dalla "penna facile", senza neanche "sentire" i lavoratori, hanno firmato importanti modifiche peggioratve al contratto in vigore.
Ieri l'agente solo, oggi turni individuali e agente polifunzionale al posto del secondo macchinista sui treni merci.
La democrazia sindacale, già molto bassa nelle ferrovie, ha subito un ulteriore duro colpo, ma noi dobbiamo reagire, discutere ed organizzarci.


COMUNICATO

Macchinisti, il 17 novembre scorso è stato sottoscritto un accordo tra il Gruppo FS e i sindacati CGIL, CISL, UIL, FAST e UGL. I contenuti dell’accordo sono disastrosi, e il fatto che dei soggetti che si autodefiniscono “sindacati dei lavoratori” arrivino a sottoscrivere intese di tale gravità è di per sé scandaloso.

CARGO

Una parte dell’accordo viene definita “riorganizzazione” della Cargo, ma il termine più appropriato sarebbe “sfascio” della Cargo: è stata infatti decisa una riduzione dell’organico di questa divisione da 8000 a 4500 unità, quasi un dimezzamento, con pesanti ricadute occupazionali, e la conseguente accettazione della riduzione del traffico merci su ferro, cosa che avrà anche pesanti conseguenze sullo sviluppo, sull’ambiente e sull’economia del nostro Paese.

Inoltre si riduce oggi ma senza alcuna prospettiva di rilancio domani: anche se la crisi finirà e il traffico tornasse ad aumentare, non ci saranno più gli uomini, i mezzi e le strutture per far fronte alla crescita della domanda.

FONDO

Per ridurre il personale si userà lo strumento del fondo, che di per sé è iniquo: saranno costretti ad andarsene lavoratori ancora lontani dai requisiti per una pensione soddisfacente, mentre lavoratori con anzianità contributiva maggiore, ma appartenenti ad altre divisioni, resteranno in ogni caso al lavoro.

Su questo aspetto speriamo che ormai nessuno abbia più dubbi: il fondo non è volontario, ma esauriti i volontari si passerà agli esuberi forzati! I sindacalisti che per giustificare l’accordo del 15 maggio 2009 raccontavano dell’esclusiva volontarietà del fondo saranno ormai, purtroppo per i lavoratori, smascherati!

“LODO SINDACALE”

Il fondo però non riguarderà tutti i lavoratori della Cargo indistintamente: i firmatari dell’accordo si sono infatti protetti le spalle, firmando con l’azienda un nota con la quale “i componenti delle RSU e degli organismi direttivi delle organizzazioni sindacali non potranno essere interessati su base obbligatoria dalle prestazioni ordinarie e/o straordinarie del Fondo Bilaterale”! Alla faccia della democrazia! Il richiamo, nella nota in questione, allo Statuto dei Lavoratori, risulta in questo contesto oltremodo offensivo, in particolare per tutti i lavoratori che verranno mandati a casa, e vedranno i loro sindacalisti, furbi e “altruisti”, restare al lavoro!

ASSEMBLEE

CGIL, CISL, UIL, FAST e UGL iniziano adesso a fare assemblee per spiegare i contenuti dell’accordo: perché non le hanno fatte prima di firmare? Perché non hanno chiesto ai ferrovieri e ai macchinisti se fossero d’accordo con quello che stavano per firmare? Perché dobbiamo subire decisioni prese da gente che non ci consulta e ci informa solo a danno fatto, tentando poi di discolparsi dicendo che non c’era nient’altro da fare?

Sentendosi abbandonati dai sindacati, i lavoratori hanno provato a incontrarsi autonomamente per discutere e lanciare degli appelli alle OS; è accaduto ad esempio nel centro-sud, dove i macchinisti della Cargo hanno dato vita ad assemblee molto partecipate, e sono riusciti a produrre dei documenti approvati all’unanimità, che hanno inviato alle varie segreterie regionali perché facessero arrivare la loro voce ai nazionali. Perché questo non è stato fatto? Perché questi documenti non sono stati portati alla conoscenza di tutti i segretari nazionali? Perché non si è tenuto conto delle posizioni e delle idee di questi lavoratori?

EQUIPAGGIO MACCHINA

Con l’accordo si introduce il cosiddetto “equipaggio misto”, costituito da un solo macchinista e dal “tecnico polifunzionale cargo”, che fa da manovratore, formatore treno e verificatore, ma non ha nessuna patente! Dov’è dunque la sicurezza del treno? Come si garantisce il soccorso al macchinista in caso di malore? Di fatto questo significa agente solo sui mezzi pesanti !

CUMULO DI MANSIONI

Nei casi in cui rimangono due macchinisti, questi vengono invece sovraccaricati di mansioni: aggancio, sgancio e prova freno, in più posa e recupero fanali e formazione treno dopo contrattazione locale (ma chi è stato disposto a firmare tutto questo, pensiamo davvero che si farà problemi a fare concessioni ulteriori all’azienda a livello locale?). Ma siamo impazziti? Come possono i due macchinisti fare tutto questo? Perché dobbiamo essere caricati di tutte queste responsabilità, in aggiunta a quella già onerosissima della guida? In quali condizioni anche logistiche ci troveremo ad operare? Il tutto in “cambio” di indennità che mai potrebbero compensare il peggioramento delle nostre condizioni e la perdita di posti di lavoro, ma in questo caso in particolare costituiscono delle vere e proprie prese in giro!

TECNICI POLIFUNZIONALI

Qualche sindacato si è preso la briga di consultare anche i lavoratori che diventeranno tecnici polifunzionali? Sono anche loro tutti contenti di doversi far carico di tutte queste responsabilità, e poi di dovere anche salire in macchina?

SICUREZZA, SOCCORSO, QUALITÀ DEL LAVORO DEL MACCHINISTA

Oggi i macchinsiti dei treni merci sono tutelati, dal punto di vista della sicurezza dell’esercizio a del soccorso, dall’essere in due! E domani? Che garanzie di sicurezza e soccorso offre un equipaggio in cui uno solo è macchinsta, e l’altro non ha responsabilità di guida? Che garanzie di sicurezza dà un equipaggio in cui i due componenti sono sovraccarichi di mansioni e responsabilità, sono controllori e controllati di se stessi? Che garanzie di sicurezza e qualità del lavoro offrirà una situazione in cui tutti sapranno fare, in teoria, tutto, ma in pratica le singole professionalità esistenti oggi, tra le quali quella del macchinista, saranno andate irrimediabilmente perse?

VOLONTÀ DEI LAVORATORI

La nostra posizione è invece che qualunque ipotesi di modifica all’equipaggio macchina debba essere preventivamente sottoposta ai macchinisti con un referendum: non esiste che qualcuno, arrogandosi la facoltà di rappresentare l’intera categoria, decida sulla sua pelle, senza prima consultarla!

Invece tutte le assemblee che si sono tenute e che si stanno organizzando in tutta Italia, promosse autonomamente da macchinsti e delegati di base, e che stanno vedendo una grande partecipazione e una notevole sensibilità e voglia di impegnarsi da parte dei macchinisti, testimoniano che la categoria non è appiattita, che di gente pronta a lottare per difendere le proprie condizioni di lavoro ce n’è, e che i macchinisti vogliono dire la loro, e non restare passivamente a subire le decisioni prese da altri !

PREMIO DI RISULTATO

In cambio di tutto questo CGIL, CISL, UIL, FAST e UGL ci hanno fatto ottenere il premio di risultato. Ma perché un premio che ci spetta, per il lavoro svolto, arretrato di anni, deve essere pagato solo dopo avere accettato ulteriori peggioramenti lavorativi?

E perché se i nostri dirigenti si vantano di aver raggiunto finalmente l’attivo il premio è più basso di quanto non sia stato negli anni precedenti?

SINDACATI FIRMATARI

CGIL, CISL, UIL, UGL e FAST ci hanno quindi rifilato l’ennesima fregatura. Basta! E’ ora di finirla che questi signori vadano a decidere per noi, sulla nostra pelle, senza nemmeno consultarci! E’ ora di finirla con il sindacalismo della concertazione che degenera nella collusione, col sindacalismo clientelare e degli scambi di favori! Ci auguriamo veramente che tutti i ferrovieri, in particolare i macchinisti, che sono ancora iscritti con questi soggetti, facciano sentire loro la propria voce, il proprio dissenso, facciano capire loro che la sopportazione è finita! Questi sindacati non meritano di avere dei ferrovieri tra i loro iscritti!

ORSA

L’ORSA invece non ha sottoscritto questo accordo, distinguendosi dai sindacati confederali, come ha già fatto nel recente passato, con coerenza e coraggio, in particolare in occasione dell’accordo sull’agente solo del 15 maggio 2009 e dell’accordo sull’IVU.

La mancata firma dell’ORSA costituisce oggi una speranza per la categoria, in particolare per i macchinisti, che possono così constatare come non tutto il fronte sindacale sia appiattito sulla posizione di distruggere Trenitalia, e di assecondare il pesante attacco alle condizioni di lavoro del Personale di Macchina.

USB e CUB

I sindacati di base USB e CUB hanno anch’essi espresso la propria contrarietà all’accordo, attraverso dei comunicati e con un’attiva partecipazione all’assemblea nazionale dei macchinisti che si è svolta a Milano il 24 novembre, ed ha visto una massiccia presenza di macchinisti provenienti da tutta Italia, di attivisti e rappresentanti nazionali e regionali ORSA, e appunto di attivisti USB e CUB.

Il sindacato deve partire dalla base!

In particolare vogliamo qui cogliere l’occasione per esprimere la nostra ammirazione per i rappresentanti nazionali dell’ORSA Macchinisti Uniti e di tutto il sindacalismo di base, perché li vediamo al lavoro con noi, sui treni. Questo costituisce per tutta la categoria un’importante segno di distinzione: solo chi il macchinista lo fa davvero può comprendere quali siano i reali problemi e le esigenze del settore. Gli altri, invece, quelli che vanno a firmare per i macchinisti ma sui treni ci salgono solo come passeggeri, si dovrebbero vergognare, ammettere la loro incompetenza sindacale e cambiare attività, ossia…

Tornate a lavorare, come lavorano i macchinisti, e forse allora qualche cosa la imparerete !

Firenze, 29 novembre 2010

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