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Strage Viareggio e licenziamento Riccardo Antonini: domani a Lucca inizia la causa per il reintegro

GIUSTIZIA PER RICCARDO GIUSTIZIA PER VIAREGGIO - Leggi tutti i dettagli sul licenziamento

Presidio - DOMANI, 5 LUGLIO 2012 - dalle 10,30 alle 13,00 davanti al Tribunale di Lucca per il sostegno a Riccardo, Via Galli Tassi, n. 61   

Si svolgerà domani presso il Tribunale di Lucca, davanti al giudice del lavoro Luigi Nannipieri, la prima udienza per il ricorso contro il licenziamento del ferroviere, Riccardo Antonini.

Il nostro compagno di lavoro è stato licenziato con l'accusa di incompatibilità, per aver prestato la sua consulenza tecnica gratuita, prima ad alcuni familiari delle vittime e poi al sindacato Filt-Cgil, nell'ambito del procedimento penale in corso per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, nella delicatissima fase dell'incidente probatorio. Questo disastro, tra i più gravi accaduti in Italia, ha causato 32 vittime, centinaia di feriti e la distruzione di un'intero quartiere della città. Nel processo sono ora indagati i massimi dirigenti delle Fs e la stessa società RFI. Ricordiamo che Riccardo vive a Viareggio e che lavorava proprio in stazione a pochi metri dal luogo della strage  è da ritenersi un sopravvissuto poiché se l'incidente fosse avvenuto in orario di lavoro egli, assieme a tutti i colleghi, si sarebbe trovato coinvolto nell'esplosione. La nube di gas formatasi a seguito della fuoriuscita di gas dallo squarcio di una delle cisterne deragliate incendiandosi ha infatti creato numerose esplosioni ed un enorme incendio che ha coinvolto un'area molto estesa. Riccardo, che come viareggino, attivista sindacale e politico ha intrapreso assieme ai familiari delle vittime, a molti altri cittadini e ferrovieri, una preziosa battaglia civile per migliorare la sicurezza ferroviaria e per arrivare all'accertamento della verità, in questi tre hanno è sempre stato presente ed attivo promotore di ogni iniziativa svolta a Viareggio, sia sulla strage che sul tema più generale della sicurezza sul lavoro e delle ferrovie.

A seguito di ciò, dopo una prima diffida per attività incompatibile, con la quale l'azienda gli intimava di abbandonare la difesa dei familiari superstiti poiché da considerare come una lesione del rapporto di fiducia, è partita prima una sanzione disiplinare di 10 giorni di sospensione e poi la lettera di licenziamento. A difesa di Riccardo si sono schierati migliaia di persone, Enti, assemblee elettive, personalità della cultura e dello spettacolo, i lavoratori e l'intera comunità della Versilia che per protestare contro la protervia delle Fs hanno effettuato uno sciopero generale proclamato indetto dalla Cgil il 6 dicembre 2011. Mentre Rfi contesta ad un suo dipendente l'impegno civile a fianco del sindacato per accertare la verità nelle aule del Tribunale, la stessa RFI retribusce un consulente tecnico d'Ufficio nominato dal GIP. Crediamo che quello di Riccardo sia una legittima e doverosa attività di partecipazione democratica di un lavoratore dipendente per la difesa della sicurezza, mentre quella del consulente sia una gravissima situazione - non dichiarata ma scoperta in aula - di conflitto di interessi, tra un consulente che dovrebbere essere neutrale, ed è invece retribuito da una delle società indagate. Per giustificare Il barbaro licenziamento di Riccardo Antonini la stessa azienda gli ha attribuito una serie di fatti accaduti a Genova durante la dura contestazione a Mauro Moretti da parte degli stessi familiari e degli attivisti no Tav. Un palese tentativo di screditare Riccardo e 'cercare' cavilli giuridici per sostenere la tesi del licenziamento che altrimenti non reggerebbe. Siamo e ssaremo a finco di Riccardo in questa dura battaglia per il suo posto di lavoro, consapevoli che i rapporti di forza tra i lavoratori e le imprese si sono ulteriormente indeboliti sul piano del diritto a segiito della scellerata modifica dell'art. 18.

4 luglio 2012

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