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Agente Unico

In Toscana due macchinisti, sanzionati da Trenitalia con complessivi 8 giorni di sospensione ciascuno per essersi rifiutati di condurre treni ad Agente Unico, sono stati completamente scagionati dalla DPL di Grosseto.

È accaduto che due macchinisti, comandati singolarmente alla condotta di treni ad Agente Unico (cioè un macchinista più un capotreno) si erano ripetutamente rifiutati di eseguire tale ordine, subendo due sanzioni disciplinari ciascuno, ognuna delle quali consistente in 4 giorni di sospensione dal servizio con privazione dello stipendio. I due ferrovieri, nell'impugnare la sanzione di fronte alla Direzione Provinciale del lavoro di Grosseto hanno argomentato il loro rifiuto (ispirato al principio di autotutela di cui all'art. 5 del dlgs 626/94) sostenendo sostanzialmente che:

  1. non era stata effettuata la valutazione dei rischi, dal datore di lavoro, connessa alle prestazioni lavorative rese ad Agente Unico (art. 4.1 del dlgs 626/94);
  2. il telefono cellulare in loro dotazione non era idoneo in quanto non consentiva:
    • la chiamata selettiva;
    • di inviare un segnale di allarme in caso di grave inconveniente all’esercizio ferroviario;
    • di ricevere un segnale di prudenza generalizzata;
    • la regolare e continuativa loro utilizzazione per la limitata copertura del segnale e per la presenza di molte gallerie lungo le linee ferroviarie;
    • la certezza che il pdm, pur avendo associato il proprio apparecchio telefonico al numero del treno, venisse sempre raggiunto telefonicamente dai soggetti operatori durante il servizio di condotta: infatti, anche involontariamente, qualsiasi operatore ferroviario dotato di tali telefoni cellulari, avrebbe potuto annullare l’operazione di associazione precedente.
  3. impossibilità di soccorso in caso di malore del macchinista. Infatti in tali casi:
    • il secondo agente (capotreno) non è in grado di condurre il treno in caso di malore all'unico macchinista abilitato alla guida del mezzo di trazione, con le immaginabili pericolose ripercussioni sulla sicurezza della circolazione e sulla vita stessa dei viaggiatori; peraltro nessuno dei due lavoratori sarebbe stato in grado di prestare un primo intervento di soccorso al proprio collega traumatizzato, in quanto privo delle nozioni minime previste dalle norme vigenti.

La DPL di Grosseto ha successivamente accolto tutte le tesi dei lavoratori.
È bene sottolineare che questo risultato è stato possibile anche grazie al lavoro svolto dai RLS del personale di macchina di Torino, per effetto del quale la locale ASL ha emesso la relativa prescrizione a carico di Trenitalia, unica in Italia. Sempre a Torino, recentemente, è stata presentata, sull'argomento, apposita denuncia al Procuratore Guariniello, da parte di tutti i sindacati territoriali.

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