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COMUNICATO

QUANTI NE DOVRANNO MORIRE ANCORA?

Firenze, 30 ottobre 2017 - Dobbiamo purtroppo denunciare l'ennesimo caso: è deceduto un macchinista di Paola, di anni 54, a causa di un infarto. Porgiamo alla famiglia le più sentite condoglianze a nome della redazione e di tutti i colleghi. Il macchinista ha iniziato a sentirsi male mentre era in servizio e ha chiesto subito di esserne dispensato per recarsi a casa a curarsi, ma purtroppo non è bastato a salvargli la vita: l'infarto lo ha stroncato.

Non vogliamo pensare a cosa sarebbe successo se anziché trovarsi a terra in servizio di "riserva", si fosse trovato da SOLO alla guida di qualche treno. Certo, per lui avrebbe fatto poca differenza visto l'epilogo, ma, oltre alla sua tragica scomparsa, avrebbero quindi potuto esserci anche pericolosissime ricadute sulla sicurezza.
 Con quest'ultimo caso, siamo giunti all'incredibile quota di 45 macchinisti morti negli ultimi 3 anni!
 Tutto questo non sembra interessare


- ai dirigenti delle imprese ferroviarie, che comunque continuano a incassare lauti compensi senza che nessuno chieda loro conto di niente;


- ai sindacati che hanno firmato gli ultimi contratti di lavoro compreso quello in vigore, che ci stanno decimando per le prestazioni sempre più lunghe, i riposi sempre più ridotti e i turni sempre più irregolari;


- al ministro delle infrastrutture, troppo impegnato a comprimere il diritto di sciopero per interessarsi dei lavoratori dei trasporti che stanno morendo per lavoro;


- al governo in carica, per cui evidentemente è normale farci andare in pensione a 67 anni quando stanno morendo tantissimi cinquantenni.



Noi continueremo la nostra opera di denuncia, sostenuti da tutti coloro che non accettano di arrendersi a questa ingiustizia e a tanta crudeltà.

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