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LETTERA APERTA

Al Governo italiano, al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, agli Organi competenti.

ERRORE UMANO? INCONVENIENTE TECNICO?

CAMPANELLI D'ALLARME DA NON SOTTOVALUTARE!

Sottovalutare i campanelli di allarme di ieri 9 novembre 2017 sarebbe un errore imperdonabile.

In questa brutta giornata per il trasporto ferroviario italiano abbiamo assistito ad un ampio campionario di disservizi che hanno pesantemente penalizzato migliaia di innocenti clienti/viaggiatori!

- La mattina inizia con uno svio del treno 8510, nei pressi di Firenze Castello, in procinto di entrare nella linea alta velocità improvvisamente esce dai binari il secondo carrello della penultima carrozza, fortunatamente la bassa velocità (40 km./h anziché i 110 consentiti) e la prontezza del macchinista nell'arrestare il treno hanno fatto sì che non ci fossero conseguenze, senza impegnare l'interbinario. I viaggiatori venivano trasbordati e ripartivano alla volta di Bergamo solo dopo 150 minuti.

- Nel primo pomeriggio il Frecciarossa 9540, Roma - Torino, in arrivo a Firenze S. M. N. urta il paraurti, ripartirà con 80 minuti di ritardo.

- Dopo poco due Frecciarossa provenienti da Milano "saltano" la fermata di Bologna, sembra per errato istradamento, accumuleranno circa 80 minuti di ritardo con i viaggiatori in discesa a Bologna lasciati a Pianoro.

- Ancora dopo poco, sempre a Bologna, un ETR 1000 in composizione multipla viene ricevuto in un binario non adeguato e tre vetture restano fuori marciapiede con i disagi che si possono immaginare per i viaggiatori.

- In serata un altro Frecciarossa ETR 500, in arrivo a Torino arresta la sua corso contro il paraurti di fine binario.

- Per concludere, in serata, una locomotiva E 403, in uscita dal Deposito Locomotive di Roma S. Lorenzo, per andare ad effettuare un servizio ai treni, svia causando inevitabili gravi disagi ai mezzi in entrata e uscita dal Deposito.

Ci teniamo a precisare che in tutto ciò, fortunatamente non si sono registrati danni fisici alle persone ma solo gravissimi danni materiali.

ERRORI UMANI? GUASTI TECNICI? CEDIMENTI STRUTTURALI?

Saranno le inchieste a dircelo, ma soprattutto tali accadimenti, concentrati tutti in poche ore, ci devono far riflettere.

Sicuramente i TURNI PESANTI e lo stress a cui il macchinista è sottoposto al fine di rispettare la puntualità, non aiutano ad evitare eventuali errori umani che purtroppo sono sempre possibili. Errori che si deve cercare di prevenire attraverso la modifica della normativa contrattuale e delle condizioni di lavoro.

Auspichiamo, da parte del Ministro dei Trasporti e Infrastrutture, una seria e approfondita inchiesta che individui la vere cause di tale pericolosa situazione, ponendo in essere le adeguate misure mitigative atte ad evitare ben più gravi conseguenze per il futuro!

10 novembre 2017

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