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COMUNICATO STAMPA SU APE SOCIAL

10 OTTOBRE 2017

C’È IL TRUCCO E C’È L’INGANNO: PER MACCHINISTI PRECOCI NON VALGONO GLI ANNI DI AUMENTO DI VALUTAZIONE MATURATI FINO AL 2011

Fonti Parlamentari/Governative continuano a giustificarsi, di fronte alle nostre continue e pressanti richieste di intervento riguardo la paradossale questione pensione personale mobile delle ferrovie, dicendo che in qualche modo sono state messe in atto le "prime azioni mitigative" con l'istituzione delle categorie di lavoratori particolarmente gravosi, nei quali hanno inserito anche i conduttori di convogli ferroviari e il personale viaggiante, consentendogli di fruire dell'APE SOCIAL al raggiungimento dei 41 anni di contributi se però è soddisfatto un altro requisito cioè si è "lavoratori precoci" ossia si è lavorato almeno un anno prima del compimento dei 19 anni di età.

Dobbiamo però notare che per macchinisti e capitreno è richiesto il diploma di scuola media superiore che si consegue normalmente dopo i 18 anni quindi per questi lavoratori tale prerogativa è pressoché preclusa.

Ma se non bastasse, per essere sicuri che nessuno di noi potesse fruire di qualche "sconto" sull'età pensionabile, il comma 205 dell'art. 1 della legge 232 del dicembre 2016 sancisce che " il beneficio … non è cumulabile con altre maggiorazioni previste per le attività di lavoro … ". In parole povere significa che quelle poche decine di ferrovieri (su un bacino di 18.000 unità) che avrebbero il requisito di precoci, per fruire dell'uscita con 41 anni di contributi devono rinunciare agli aumenti di valutazione (1/10 anni) maturati fino al 31 dicembre 2011!

Tutto ciò è semplicemente diabolico.

Sono queste le azioni "mitigative" che i Governi Renzi/Gentiloni riescono a partorire?

Oggi si va in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi ma se sei un lavoratore gravoso e precoce e hai 41 anni di contributi ti levo i tre anni di maggiorazione e ci potrai andare fra altri tre anni!

Basta ferrovieri morti prima di andare in pensione o subito dopo!

Vogliamo andare in pensione ad una età equa e godere anche noi di qualche anno di guadagnata quiescenza.

Se fosse un altro errore dovremmo essere sconcertati, ma se non lo fosse dovremmo essere molto preoccupati.

La redazione di ancora IN MARCIA!

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