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LETTERA APERTA

al Governo

al Parlamento della Repubblica italiana e a tutte le Istituzioni

a tutti i partiti politici

a tutti i sindacati

Oggetto: 41 macchinisti morti in 3 anni

Egregi Signori,

Nel nostro ultimo comunicato stampa, dello scorso mese di agosto, avente come oggetto la scia di macchinisti che stanno morendo prematuramente, avevamo annunciato che il numero dei deceduti era di 36 negli ultimi 3 anni.

Ora, dopo circa un mese, ci vediamo costretti, purtroppo, ad aggiornare il nostro macabro elenco, che ha raggiunto quota 41, sempre in 3 anni!

Le età dei deceduti sono quasi tutte comprese tra i 52 e i 62 anni, tra quelli ancora in servizio e coloro che sono andati da poco in pensione.

Come saprete, ai macchinisti, così come ai capitreno e ai manovratori, è oggi negato l'accesso alla pensione a 58 anni, come previsto dalle norme anti-Fornero, a causa del famoso errore commesso dal legislatore combinato ad una forzata ed errata lettura data dall'INPS, che il Governo non ha mai voluto correggere.

Come saprete, l'ultimo dato sull'aspettativa di vita della categoria dei macchinisti è di 64,5 anni.

Come potete constatare, le morti giovani sono in aumento; forse sarà anche vero che l'aspettativa di vita degli italiani è in crescita (ne dubitiamo), di sicuro non lo è quella dei macchinisti.

Come saprete inoltre, a fronte dell'eliminazione della possibilità di un pensionamento ad un'età ragionevole (e l'APE non lo è), e a fronte di un numero di morti in continuo aumento come in un bollettino di guerra, le condizioni di lavoro dei macchinisti negli ultimi anni sono state addirittura progressivamente peggiorate, di contratto in contratto. Come infatti saprete, il contratto prevede un orario fino a 11 ore di lavoro al giorno, riposi giornalieri riducibili fino a 11 ore, per il servizio merci fino a tre servizi notturni settimanale, servizi con un solo macchinista su quasi tutti i treni, con connessi rischi in caso di inconveniente o malore.

Insomma, qui c`è il danno, la beffa e pure qualcosa di più!

Negli ultimi anni la nostra rivista ha cercato tutte le strade percorribili per segnalare i problemi in oggetto, affinché fossero universalmente noti, e alla ricerca di valide soluzioni.

Fino ad oggi pochi parlamentari e gruppi politici, che ringraziamo, ci hanno voluto ascoltare, avanzando proposte di legge che garantissero delle soluzioni. Proposte che però il Governo ha sempre respinto, con motivazioni economiche già non condivisibili in assoluto, ma soprattutto spesso basate su conteggi eseguiti in maniera artefatta e incompetente, come abbiamo già avuto modo di dimostrare.

Nel campo sindacale, solamente i sindacati di base hanno portato avanti questa battaglia, e attraverso forme di mobilitazione e di lotta hanno cercato e stanno cercando di migliorare le condizioni di lavoro e pensionistiche dei ferrovieri. Ringraziamo anche loro.

Esprimiamo, invece, tutta la nostra contrarietà ed il nostro disprezzo nei confronti di una classe politica che:

  • sostiene che per correggere un errore, da essa stessa commessa, servono fondi;

  • difende una controriforma pensionistica (legge Fornero) che ha portato e sta portando danni incalcolabili all'Italia, in termini sia economico/occupazionali che sociali;

  • ricolloca e retribuisce a suon di stipendi milionari dirigenti pubblici che sono stati condannati per omicidio;

  • afferma che non ci sono soldi ma li trova sempre per salvare le banche, eseguire i diktat dei grandi poteri finanziari internazionali, pagarsi i vitalizi, finanziare le guerre, stipendiare manager pubblici che continuano a fallire...

Esprimiamo, inoltre, tutta la nostra contrarietà ed il nostro disprezzo nei confronti di quei sindacati che continuano a firmare contratti e accordi vari, assecondando ogni richiesta datoriale, incuranti del fatto che, intanto, i lavoratori muoiono!

Anche il turno “base” di qualunque divisione e qualunque impianto, è diventato un massacro!

Se il vostro obiettivo è quello di non pagarci la pensione, eliminandoci uno alla volta, ebbene, ci state riuscendo alla grande.

Noi, fino a quando ci riusciremo, continueremo a denunciare questi scandali, queste vergogne, queste ingiustizie.

E lo faremo con l'aiuto dei colleghi che ci stanno segnalando tutti i casi che stanno capitando (anche ferrovieri di altri settori, mettendo le pagine del nostro giornale a disposizione per ricordare i colleghi che ci stanno lasciando prematuramente), di tutti coloro che danno una mano per l'uscita del giornale, degli avvocati che stanno portando avanti la vertenza pensione nelle aule dei tribunali, degli attivisti sindacali seri che ancora conservano l'idea di un sindacato che difende i lavoratori, dei politici che ancora hanno a cuore il bene sociale.

La redazione di ancora In Marcia!

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