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UN ALTRO MACCHINISTA DECEDUTO

La tragica scia non si ferma: siamo a 36 in tre anni! Indispensabile e urgente cambiare le condizioni di lavoro e l'età di accesso alla pensione.

Firenze, 17 agosto 2017

Diamo il triste annuncio della scomparsa di un altro macchinista.

Il collega, da poco in pensione, aveva 62 anni ed era di Venezia.

Causa del decesso, un tumore.

Siamo quindi a segnalare che la tragica scia non si ferma: siamo arrivati a 36 macchinisti morti negli ultimi 3 anni.

Tutti con una età massima di 62 anni, quando si vuole farci andare in pensione a 67, mentre l'aspettativa di vita della categoria è di anni 64,5.

Molti i casi di colleghi appena pensionati, a conferma del fatto che, con la vita che facciamo, bisognerebbe potersi ritirare dal lavoro molto prima, per equità sociale sono persino troppi i 58 anni che erano previsti con il fondo speciale!

Ciò conferma che le condizioni di lavoro, a causa di turni, notti, agente solo ecc... sono così disagevoli e usuranti per il corpo umano, che anche chi si ferma, se troppo in là con gli anni, è a rischio!

Noi confermiamo comunque il nostro impegno a porre un freno a tale preoccupante situazione e a ricercare valide soluzioni (l'APE non lo è) a questo drammatico declino, assieme a tutti coloro che vorranno lottare per condizioni di lavoro e una età pensionabile adeguata, contro chi, tra politica imprese e sindacati, restano ancora sordi ai nostri ripetuti appelli, e quindi colpevoli di tutte queste morti premature.

La redazione di ancora In Marcia

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