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MERCITALIA E SINDACATI: DISASTROSO ACCORDO

Mercitalia Rail Srl già alla ricerca del pareggio in bilancio, i sindacati d'accordo a monetizzare i diritti dei lavoratori

Il 20 luglio 2017 e' stato sottoscritto un accordo nazionale tra Mercitalia Rail srl e i sindacati CGIL, CISL, UIL, FAST e UGL.
Lo riteniamo un ennesimo passo indietro per i lavoratori, che va ad aggravare una situazione già drammatica.

Dal punto di vista della contrattazione ci sembra pazzesco che, avendo stipulato un contratto andato in vigore solo pochi mesi fa (1 gennaio 2017) l'azienda, dichiarandosi già in sofferenza, chieda ulteriori modifiche, addirittura peggiori delle flessibilità già previste!
Dal punto di vista delle condizioni di lavoro, si chiede ancora di più a lavoratori già massacrati: stare in giro sempre di più, non mangiare, non riposarsi, non poter godere di un minino di vita sociale. Con tutte le conseguenti ricadute sulla salute.

Dal punto di vista economico, si vuole recuperare caricando ancora di più chi opera in “prima linea”: perché non si tagliano invece gli stipendi dei dirigenti che in 6 mesi hanno creato, lo dicono loro stessi, un buco di 35 milioni di euro?
Dal punto di vista della sicurezza, i treni saranno più o meno sicuri, se guidati da gente che non ha mangiato o che non ha dormito? E se ci saranno degli incidenti la colpa sarà dei macchinisti disattenti?
Tutto questo sfacelo conferma la giustezza della posizione dei sindacati di base CAT, CUB, SGB e USB che si erano espressi negativamente sull'uscita della Divisione Cargo da Trenitalia e che avevano sostenuto la piattaforma contrattuale nata dalla sintesi di quanto emerso l'estate scorsa dalle assemblee spontanee dei lavoratori, nelle quali si chiedevano condizioni di lavoro dignitose e che garantissero la sicurezza dell'esercizio.
L'atteggiamento dei cinque sindacati che hanno firmato e continuano a firmare invece è deprecabile: invece di vergognarsi delle proprie scelte che avvantaggiano solo l'impresa e danneggiano i lavoratori, si sono addentrati in una polemica tanto inutile quanto patetica con l'ORSA, che ha sottoscritto il contratto ma non questo accordo, accusandola di non essersi presa la sua parte di responsabilità (si, perché massacrare i lavoratori e' segno di grande responsabilità...) e senza entrare nel merito di alcuna delle osservazioni dell'ORSA sull'accordo.
Insomma, mentre il presente dei lavoratori ex cargo e' un inferno, il futuro è tutto incerto.
E' inaccettabile questo atteggiamento aziendale che non e' fare impresa, ma solo agire con cattiveria. Ed è altrettanto inaccettabile questo atteggiamento sindacale delle segreterie nazionali che firmano tutto, tanto poi mica sono loro a lavorare!

25 luglio 2017 -

La redazione di ancora In Marcia 

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