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TRASPORTO MERCI SU ROTAIA, FS EMARGINA SETTORE CARGO

FS METTE FUORI LA DIVISIONE CARGO DA TRENITALIA ? UNA SCELTA CHE COMPRIME ANCORA LE CONDIZIONI DEI LAVORATORI E CHE CONTRADDICE I PROCLAMI SUL RILANCIO DEL TRASPORTO MERCI SU ROTAIA.

Roma, 10 luglio 2015 - Da comunicati sindacali apprendiamo che sta proseguendo il percorso di creare una nuova società Cargo all’interno del Gruppo FS, quindi la conseguente fuoriuscita dell’attuale divisione cargo da Trenitalia.
Ci sembra molto preoccupante sia il modo in cui si sta conducendo questa operazione, sia le richieste che la parte datoriale sta avanzando in merito alla normativa di lavoro.
Innanzitutto, ci sembra grave che l’unica risposta aziendale alle segnalazione sindacali circa la scontentezza del personale dall’uscire da Trenitalia, sia stata una sorta di “o così o così”. Questo, oltre a sminuire il ruolo stesso del sindacato, in quanto rappresentante dei lavoratori, significa non tenere conto della volontà e della preoccupazione da parte di chi lavora e subirà quelle scelte.


Nel merito degli annunci aziendali confermiamo la preoccupazione che avevamo già precedentemente espressa sugli aspetti occupazionali: FS ha finalmente ammesso che non tutti gli attuali ferrovieri di Trenitalia cargo serviranno alla nuova società, mentre gli esuberi saranno mandati via o con un fondo di accompagnamento o con non meglio precisati spostamenti verso altre società del Gruppo.
Per quanto riguarda la normativa di lavoro di chi lavorerà nella nuova Società Cargo, consideriamo gravissima la richiesta aziendale di un accordo, precedente al rinnovo contrattuale, che introduca ulteriori peggioramenti alle condizioni di lavoro di macchinisti e tecnici polifunzionali. L’azienda vorrebbe infatti servizi con RFR di 30 ore, la possibilità di non garantire la refezione ma di erogare solo il ticket, la base operativa con un raggio di 60 Km!
Ricordiamo che già oggi i servizi con RFR arrivano alle 24 ore, e già questo ci sembra esagerato dal punto di vista del tempo che viene sottratto al lavoratore a beneficio dell’azienda, senza essere considerato lavoro neanche in minima parte.
La base operativa di 60 Km, invece, causerebbe l’allungamento dei servizi di diverse ore, anche in questo caso senza nessun riconoscimento come orario di lavoro.
Vogliamo a questo punto ricordare a tutti che macchinisti e tecnici polifunzionali sono prima di tutto persone, e non automi privi di necessità psicofisiche, di bisogno di riposo e di vita sociale.
Questo fatto potrebbe sembrare scontato, ma ci sembra utile ribadirlo, visti i tempi che corrono.
Riteniamo inoltre anche profondamente ingiusto che vengano conteggiate 38 ore settimanali sia ai lavoratori che effettivamente ne lavorano 38, sia ad altri che tra RFR e luoghi di inizio e fine diversi, stanno invece “in ballo” magari più di 50 ore alla settimana; ed inoltre si vuole peggiorare le condizioni di questi ultimi !
Come  associazione In Marcia, che associa diverse centinaia di macchinisti, siamo fortemente preoccupati per le sorti occupazionali e normative dei lavoratori.
Ci rivolgiamo quindi ai sindacati affinché non firmino accordi di cessione aziendale, né accordi o contratti che prevedano condizioni di lavoro ulteriormente peggiorative.

Invitiamo inoltre tutti i colleghi a far sentire la propria voce, non accettando passivamente di essere ulteriormente schiacciati ed offesi come lavoratori e come persone.

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