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PENSIONI FERROVIERI: UN PASSO INDIETRO

IL GOVERNO RINNEGA L'IMPEGNO A TROVARE UNA SOLUZIONE

SERVONO MOBILITAZIONE E LOTTE

1 luglio 2015 - Come tutti avete potuto apprendere da nostri precedenti comunicati, gli incontri delle nostre delegazioni con le istituzioni hanno avuto esito assolutamente non soddisfacente.

Oltre a non avere trovato ancora soluzione per il drammatico problema della pensione del personale mobile delle ferrovie, abbiamo oltretutto riscontrato negli organi governativi atteggiamenti di scaricabarile, di apatia e inconcludenza, e addirittura di negazione delle promesse fatte e degli impegni fin qui presi, in linea con la “strategia” del Governo Renzi.

Nel comprendere che sono molte le situazioni difficili presenti nel mondo del lavoro e che sono molti i settori fortemente penalizzati dalla legge Fornero, che comunque ha creato danni generalizzati, non possiamo però fermarci nel denunciare i particolari problemi del nostro settore, la cui gravità ci sembra davvero sottovalutata in maniera preoccupante.

Il personale mobile delle ferrovie lavora con orari che per la loro irregolarità non hanno eguali in nessun altro settore, e sono fortemente invasivi per quanto riguarda la fruizione del riposo, l’impossibilità di alimentarsi con un minimo di regolarità e la difficoltà logistica e tempistica di espletare elementari e indispensabili bisogni fisiologici.

Tra qualche molti di noi saranno 'ferrovieri ultrasessantacinquenni', ancora a lavorare e vivere in queste condizioni. Come potremo farcela ? Quali garanzie per i viaggiatori trasportati ?

Tra qualche anno avremo, in particolare, macchinisti ultrasessantacinquenni alla guida, da soli, di treni a più di trecento km/h, di regionali con a bordo centinaia di pendolari, di treni merci trasportanti centinaia di tonnellate, magari di merci pericolose. Non osiamo immaginare alle conseguenze che si potrebbero avere in caso di malori o altri gravi problemi fisici che dovessero verificarsi; soprattutto perché già oggi si stanno moltiplicando i casi di colleghi che stanno avendo malori, anche con conseguenze fatali, e stiamo parlando di macchinisti oggi poco più che cinquantenni.

Ebbene, il governo attuale sta dimostrando che questo tipo di problemi non rientra PIU’ tra quelli di suo interesse, dimostrando indifferenza nei confronti sia dei lavoratori interessati, che delle migliaia di viaggiatori che potrebbero subire gravi disagi trovandosi nelle situazioni sopra descritte, dopo che fino ad oggi ci ha raccontato che eravamo tra le “priorità del Governo in quanto si trattava di sicurezza del nostro trasporto ferroviario”.

Noi continueremo a portare avanti questa battaglia, sicuri delle nostre ragioni e della drammatica fondatezza delle nostre rivendicazioni.

Ora più che mai riteniamo fondamentale e non più rinviabile una forte mobilitazione del personale.
Ancora In Marcia starà in prima fila a sostenere le iniziative che si deciderà di intraprendere e a continuare il lavoro di pressione nei confronti delle istituzioni.

Per quanto sarà nelle nostre risorse e nelle nostre capacità, continueremo a lottare per un’età di pensione che sia accettabile per il personale mobile sostenendo ulteriori azioni di lotta.

 

Commenti   

 
0 #1 Indelicato Daniele 2015-07-03 13:54
La proposta di legge 224 è diventata legge il 1 ottobre 2014. Ho cercato di capire come sono andate le cose , ma della modifica dell'errore al comma 18/art 24 legge fornero , che ne è stato?? Mi potete spiegare un pò di iter dell'accaduto , anche per spiegarlo a diversi colleghi...

http://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/31264


La petizione qui sotto è ancora valida?

https://www.change.org/p/giorgio-napolitano-approvate-subito-la-proposta-di-legge-224-per-correggere-l-assurdo-errore-di-una-parola-nella-legge-fornero-che-fa-lavorare-i-macchinisti-fino-a-67-anni-pur-avendo-una-aspettativa-di-vita-di-65-anni

Grazie , vi saluto cordialmente

Indelicato Daniele
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