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PENSIONI FERROVIERI: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Le contraddizioni tra INPS e Ragioneria di Stato. Alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle interrogano il governo

ATTO CAMERA - INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05644    Data firma: 19/05/2015


    Ministero destinatario: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
    Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 19/05/2015

  TRIPIEDI, COMINARDI, CIPRINI, DALL'OSSO, LOMBARDI, CHIMIENTI, ALBERTI, PESCO e L'ABBATE. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:


il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, più conosciuta come Legge Fornero, all'articolo 24, comma 18, secondo periodo, ha sostituito le parole: «al presente comma» con le seguenti: «al presente articolo». Tale variazione è stata sufficiente per innalzare l'età pensionabile di 9 anni, dai 58 ai 67, dei macchinisti delle ferrovie;
secondo uno studio dell'università di Firenze condotto dal Professor Riccardo Simoni su macchinisti delle ferrovie e pescatori di Mazara del Vallo, i macchinisti invecchiano molto prima e secondo una indagine condotta dall'allora Servizio Sanitario FS, ad inizio anni ’80, hanno una aspettativa di vita di anni 64,5. Tale ridotta età, è da ricollegarsi alla tipicità del lavoro, ai turni aciclici, ai ripetuti disagi, all'irregolarità tra pasti, sonno e veglia, agli elevati livelli di stress e all'ambiente inquinato delle cabine di guida dei locomotori, che i macchinisti devono sopportare in una intera vita lavorativa;
in data 3 maggio 2015, sul quotidiano Il Manifesto, veniva pubblicata la notizia dell'incontro tenutosi tra una delegazione di macchinisti delle ferrovie e due rappresentanti del dipartimento della ragioneria generale dello Stato. L'incontro è stato richiesto dai macchinisti con l'intento di capire e provare a risolvere la situazione riguardante il loro pensionamento posticipato in seguito alla c.d. legge Fornero sopracitata;
secondo quanto riportato, Marco Crociati, esponente dei macchinisti, affermava che in data 1o aprile 2014, l'allora direttore generale dell'Inps, Mauro Nori, tramite documentazione aveva confermato i calcoli formulati dai macchinisti stessi, ossia che per riportare l'età pensionabile del comparto a 58 anni d'età, erano necessari circa 3 milioni di euro l'anno e, quindi, 10 milioni in 3 anni. Forti di questo documento, i macchinisti si sono attivati per ottenere un incontro con i rappresentanti della Ragioneria dello Stato;
all'incontro, preparato dal Sottosegretario al Ministero dell'economia e delle finanze, Pierpaolo Baretta, svoltosi in un ufficio del Ministero dell'economia e delle finanze a partire dalle ore 18 del giorno 19 febbraio 2015, si sono palesate due persone taciturne e molto silenziose, la cui identità è rimasta sconosciuta alla delegazione dei macchinisti per il fatto che le stesse non si siano presentate. Dei due, solo uno ha parlato. Entrambi si sono limitati a mostrare, non cedendolo ai macchinisti, un documento del 2013 che riportava costi di molto superiori a quelli in possesso dei macchinisti stessi. A detta di questi ultimi, che ben conoscono la situazione, le ragioni dell'aumento dei costi era dovuta al fatto che la platea, oltre che riguardare il personale di bordo, macchina e manovra corrispondente a circa 18 mila lavoratori, comprendeva anche il personale delle biglietterie, capistazione e di ufficio corrispondente a circa 80 mila persone. A queste osservazioni, i due dirigenti, in evidente difficoltà e non sapendo cosa rispondere, hanno abbandonato la riunione motivandola con la scusa di averne un'altra;
successivamente alla riunione, il sottosegretario Baretta, promettendo di chiedere all'Inps una nuova e definitiva stima per rendere possibile la modifica al decreto-legge n. 201 del 2011 come convertito dalla legge n. 214 del 2011, allo stesso tempo ha chiesto ai rappresentanti dei macchinisti di preparare una loro richiesta di modifica alla stessa legge, determinando con precisione le platee e le scadenze. Tale modifica è stata preparata nel giro di pochi giorni dai diretti interessati;
nonostante ciò e successivamente a questi passaggi, in data 7 aprile 2015, l'Inps ha protocollato una nuova risposta firmata dal nuovo direttore generale, Massimo Cioffi, dove si evince che la nuova stima delle platee è molto simile a quella dei rappresentanti dei macchinisti, ma le cifre economiche differenti perché molto simili a quelle della Ragioneria dello Stato, ossia oltre 10 milioni per il solo 2015 e 680 milioni da qui al 2024. A giudizio di Marco Crociati, tale manovra è il chiaro segno che la Ragioneria dello Stato si sia accordata con l'Inps per rendere impossibile la modifica della norma e che, come conseguente riflessione, il Governo utilizzi il passaggio della Ragioneria dello Stato come scusa per scaricare le proprie colpe sulla stessa –:
se i Ministri interrogati non ritengano necessario assumere iniziative a fine di ripristinare quanto disposto dall'articolo 24, comma 18, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, così come era ante legge Fornero;
se non ritengano necessario incontrare nuovamente gli esponenti del personale ferroviario, inclusi i rappresentanti di «Ancora in Marcia !», associazione di macchinisti da sempre direttamente coinvolta nelle tematiche riguardanti il comparto ferroviario, al fine di discutere, confrontandosi con loro, le problematiche sopracitate. (5-05644)

Commenti   

 
0 #1 Quaglio Mario 2015-06-02 09:31
Chiedo cortesemente se nelle prossime situazioni simili a questa sopra descritta si facesse uno sforzo e si citasse anche la situazione del personale di bordo (capitreno) soggetti alle medesime difficoltà dei macchinisti, per disagi e pessima qualità della vita.
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