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PENSIONI: IL PRESIDIO ODIERNO A MONTECITORIO DI FERROVIERI ED ESODATI E’ FALLITO. LA PAROLA AGLI SCIOPERI

I parlamentari appaiono esautorati da qualsiasi capacità decisionale. Si apre una stagione di mobilitazioni per le pensioni e gli altri problemi dei ferrovieri. Sciopero di 24 ore: 10-11 luglio settore merci e 12-13 luglio treni viaggiatori.

Roma, 02 luglio 2014 - Si è svolto oggi a Roma, in Piazza Montecitorio, il presidio per la modifica delle norme sull’età pensionabile previste dalla cosiddetta riforma Monti-Fornero, a cui ‘Ancora In Marcia ! ha aderito e chiamato i ferrovieri a partecipare. Insieme ai ferrovieri aderenti a CAT, CUB e USB erano presenti, ‘Esodati’ e ‘Insegnanti quota 96’.

La nostra presenza non è stata massiccia come nelle occasioni precedenti ma, anche visto le incertezze sulla data, considerato il periodo di ferie turnificate in atto e quindi la difficoltà di liberarsi o cambiare servizio, la partecipazione è stata comunque significativa.

Abbiamo avuto modo di parlare e confrontarci con i parlamentari che ci hanno avvicinati durante la manifestazione. A  quelli intervenuti sono giunte le critiche e le proteste dei manifestanti per l'incredibile voltafaccia del ministro Poletti, che ha cancellato la proposta di legge 224 già approvata dalla Commissione Lavoro della Camera.

A Stefano Fassina (PD) già sottosegretario all’economia, in particolare, è stato contestata la posizione incoerente tenuta nel periodo di governo, quando ci diceva di pazientare fino alla successiva Legge di Stabilità, dopodiché proprio lui bocciò l’emendamento a noi favorevole durante la discussione della Legge di Stabilità 2014 !

Sono intervenuti, inoltre, gli On.li Airaudo, Marcon e Placido (SEL) che ci hanno confermato ancora una volta il loro sostegno e annunciato un emendamento che sarà discusso oggi o domani mattina. Presenti anche l’On. Di Salvo e Migliore (Gruppo Misto) Anche da loro abbiamo avuto il sostegno e l’impegno a risolvere definitivamente il giallo dell’errore della Legge Fornero. Presenti in piazza, come sempre, i deputati del Movimento 5 Stelle, Valter Rizzetto (Vicepresidente Commissione Lavoro) e Davide Tripiedi, che si sono intrattenuti fino allo scioglimento del Presidio. Anche loro ci hanno preannunciato un emendamento che sarà votato tra stasera e domattina, ma le possibilità di una sua approvazione sono davvero basse. Purtroppo assenti e disinteressati i parlamentari delle altre forze politiche, di maggioranza e opposizione.

Abbiamo la netta sensazione che il potere per la risoluzione del problema ‘pensioni’ sia esclusivamente nelle mani del Pd, che per motivi di opportunità punta a dilatare nel tempo ogni provvedimento concreto, per portarci a fine anno alla prossima ‘Legge di Stabilità’, nella quale comunque non vi è alcuna garanzia di rientrare. Gli stessi parlamentari ci sono apparsi del tutto esautorati da qualsiasi capacità decisionale in merito. Su tutti i temi economici, pare che nessun di loro, neanche i più autorevoli rappresentanti dei partiti di maggioranza, abbia alcuna facoltà di incidere.

Abbiamo toccato con mano quanto si dice sulla perdita di sovranità del nostro Parlamento. Il suo potere sembra sia stato trasferito nelle stanze del governo, o peggio, nelle sedi decisionali extraistituzionali degli organismi europei.

Come forma di sfiducia verso la inaffidabilità e scarsa coerenza dimostrata abbiamo declinato l’invito a far parte della delegazione che ha incontrato gli On.li Damiano e Gnecchi. Abbiamo comunicato loro che in assenza di novità l’incontro non era utile e sottolineavamo che la risposta al colpo di mano del ministro Poletti non poteva che essere una stagione di mobilitazione e di lotte, necessariamente coincidente col semestre di presidenza europea.

Preannunciavamo quindi lo sciopero Nazionale del 10-12 luglio al quale ne seguiranno altri fino a soluzione della vertenza pensioni.

Confermavamo comunque la nostra volontà di dialogo con le forze politiche chiedendo incontri con le segreterie dei partiti: per il momento ci è stato confermato che la settimana prossima saremo ricevuti dalla segreteria di Renzi.

Vi terremo informati sugli eventuali altri incontri con le forze politiche e sul loro esito.

Commenti   

 
0 #1 Alessandro Buganini 2014-07-13 19:46
Occorre la consapevolezza che non basta avere delle buone ed oggettive ragioni (è fisicamente impossibile per macchinisti e manovratori lavorare fino a 67 anni), ma che è necessario proseguire con costanti ed incessanti iniziative di mobilitazione e di protesta. Ma soprattutto ci si deve finalmente muovere verso la ricostruzione dell’organismo sindacale di classe, lavorando fuori e dentro le organizzazioni di base, al fine di superare i limiti e le carenze sin troppo spesso espresse da quelle organizzazioni.
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