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"FERROVIERI.... DA MORIRE". Ci vogliono sui treni fino a 67 anni!

PENSIONI: ASSEMBLEA NAZIONALE SULLA RIFORMA MONTI-FORNERO

RIFLESSIONI, PROPOSTE E INIZIATIVE PER CONTRASTARE UNA GRANDE INGIUSTIZIA

LEGGI IL DOCUMENTO CONCLUSIVO DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 17 APRILE 2012

TUTTI A ROMA IL 17 APRILE 2012, ore 10,30

(Scarica e diffondi la locandina)

Roma 7 aprile 2012 - Assieme a tutti i lavoratori ed agli altri ferrovieri, come Macchinisti, Capitreno e Manovratori, stiamo subendo un violentissimo attacco al sistema previdenziale:

la soglia di accesso alla nostra pensione è stata spostata di colpo da 58 a quasi 67 anni con la conseguente certezza che non uno di noi potrà arrivarci fisicamente idoneo.

Per questo siamo convinti che oltre ad essere profondamente ingiusta quella norma è anche sbagliata. Questo è un tema che ci riguarda tutti e molto da vicino perché la decisone del governo reazionario Monti-Fornero, se non corretta in tempo, peserà come un macigno sulla vita di ciascuno di noi. Dobbiamo avere ben chiaro che è parte del disegno di restaurazione sociale guidato da banche, finanza e grandi speculatori internazionali, per riportare i lavoratori in condizioni di subordinazione economica e sociale. Dobbiamo agire presto a cominciare dalle forze politiche che in parlamento hanno votato favorevolmente alle norme che hanno poi consentito all'INPS di emanare la famigerata circolare 35/2012.

Macchinisti, Capitreno e Ferrovieri dell’esercizio, l’attacco che stiamo subendo da alcuni anni a questa parte sembra proprio non avere fine.

Hanno cancellato anche il nostro diritto ad andare in pensione ad un’età compatibile con le condizioni di disagio in cui lavoriamo: la circolare l’INPS dispone il nostro nuovo limite pensionabilea oltre 66 anni come se... non lavorassimo la notte, su turni irregolari, esposti alle intemperie, in luoghi sporchi e rumorosi e non dovessimo mantenere severi requisiti psicofisici per conservare l’idoneità alla nostra mansione.

Inoltre, le imprese ferroviarie vogliono farci lavorare in condizioni normative ed economiche sempre peggiori (vedi ad esempio accordi su agente solo, IVU e Cargo in FS; la proposta di Federtrasporto sul rinnovo del CCNL AF; i Contratti di NTV o di RTC). Il Governo, per Decreto, ha eliminato l’obbligatorietà del Contratto Nazionale per i ferrovieri e punta a superare il concetto stesso di Contratto Collettivo di comparto, legalizzando la corsa al ribasso dei contratti aziendali per una concorrenza basata sullo sfruttamento del lavoro e sull’abbattimento dei salari.

Tutto questo è inaccettabile!


Sono stati invitati parlamentari di tutti i gruppi politici, esperti in materia pensionistica e di diritto del lavoro


ASSEMBLEA A ROMA
il 17 aprile 2012 ore 10,30

Sala del Sacro Cuore - Via Marsala, 42 (immediate vicinanze Stazione Termini)

RIFLESSIONI, PROPOSTE E INIZIATIVE PER CONTRASTARE UNA GRANDE INGIUSTIZIA


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Documento conclusivo Assemblea
 “Ferrovieri....da morire”
Roma, 17 aprile 2012 - Sala del Sacro Cuore

scarica in formato PDF

L'assemblea dei ferrovieri, riunita a Roma il 17 aprile 2012 per discutere delle misure contenute nella 'controriforma' pensionistica del governo Monti-Fornero, esprime la più ferma contrarietà alle modifiche apportate alla disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2011 con la legge 214/12, che peggiora le condizioni di tutti i lavoratori italiani e determina con l'art. 24, comma18, gravi conseguenze specifiche nel nostro settore esplicitate con la circolare INPS 35/2012.
 La nuova legge prevede sostanzialmente l'aumento immediato, da 58 a oltre 66 anni, della soglia per l'accesso alle pensioni dei macchinisti, capitreno, e manovratori, formatori treno e del personale delle Navi Traghetto senza alcuna considerazione per la specificità delle mansioni svolte;

la soglia pensionabile a 58, 60 e 62 anni (per le varie tipologie lavorative), abrogata dalla legge 214, rispondeva al riconoscimento di precise atipicità e nocività del lavoro ferroviario;
non vengono considerate le paradossali conseguenze - statisticamente certe con l'avanzare dell'età  - derivanti dalla naturale perdita dei requisiti psicofisici richiesti per gli addetti alle mansioni di sicurezza e dell'esercizio ferroviario;
si verificherà un'incremento esponenziale del numero di lavoratori fisicamente inidonei per motivi sanitari, senza alcuna previsione contrattuale di ricollocazione lavorativa, e con le inquietanti prospettive occupazionali legate alla riforma dell'art. 18 relativa ai licenziamenti per 'motivi economici';

Per questo si ritiene necessario uno studio approfondito tra i lavoratori del settore che metta in evidenza le conseguenze per la salute del lavoro e analizzi le compatibilità tra le singole mansioni richieste e le nuove soglie d'età per l'accesso alla pensione;

 L'assemblea lancia un appello a a tutti i ferrovieri per:
la mobilitazione sul tema delle pensioni, nella consapevolezza che la 'controriforma' pensionistica è il frutto di scelte e politiche di stampo liberista praticate dai governi in ogni settore (sanità, scuola, acqua, trasporti, beni comuni, riforma del lavoro, ecc.) ed è quindi necessaria una visione complessiva delle battaglie politiche, sociali e sindacali in corso in Italia;
promuovere una vertenza specifica di settore che coinvolga i ferrovieri di ogni impresa;
aderire e promuovere lo sciopero dei giorni 20-22 aprile 2012 già proclamato nel settore nelle Fs e nel Trasporto Pubblico Locale;
avviare una campagna informativa per illustrare all'opinione pubblica le contraddizioni intrinseche contenute nella riforma e, parallelamente, promuovere una analoga iniziativa collettiva da parte dei ferrovieri nei confronti dei singoli parlamentari, eletti nei rispettivi collegi;
organizzare assemblee divulgative in tutti gli impianti per orientare il dissenso contro questa riforma, sostanzialmente unanime tra i lavoratori di ogni orientamento politico e sindacale, al fine di realizzare iniziative unitarie per contrastarla;

L'assemblea, valuta come irricevibile la negazione delle atipicità del lavoro dei ferrovieri addetti all'esercizio e  la cancellazione delle tutele previste dalla previgente normativa. Pertanto, promuove una vertenza specifica, nell'ambito dei movimenti di opposizione alle norme neoliberiste, con l'obbiettivo di modificare le norme della legge 214/12 che hanno cancellato tutte le tutele previdenziali specifiche dei ferrovieri.


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