Speciali

Login



Tot. visite contenuti : 1485319

LICENZIATO RICCARDO ANTONINI: NUOVO ATTO DI FASCISMO AZIENDALE

Riccardo AntoniniOggi hanno licenziato Riccardo Antonini, il nostro compagno di lavoro, dipendente di RFI, nominato  come consulente tecnico di parte della Filt-Cgil e da alcuni familiari delle vittime della strage.

E’ paradossale ed inaccettabile  che in un paese civile, culla del diritto, possa essere tollerato che Rfi licenzi un lavoratore per il suo impegno civile nell’accertamento della giustizia e contemporaneamente ‘paghi’ il consulente tecnico d’ufficio nominato dal Gip del Tribunale di Lucca.

Il conflitto di interessi reale riguarda i vertici aziendali che usano il potere datoriale per intimidire ed indebolire le parti nel processo che li vede coinvolti cpme indagati. Invitiamo tutti i colleghi alla mobilitazione contro questo ulteriore atto di fascismo aziendale.

7 novembre 2011

STRAGE VIAREGGIO: PM, VIA PERITO CHE LAVORA PER RFI, TEME MANCHI IMPARZIALITÀ

IL GIP RESPINGE RICHIESTA PERCHE'  «NON C'È SUDDITANZA PSICOLOGICA», RESPINTA ANCHE RICUSAZIONE PER 'NEGLIGENZA'

Lucca, 4 novembre 2011 - Si è chiuso tra forti polemiche l'udienza svolta a Lucca per l'incidente probatorio, per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009, che provocò 32 morti. Il perito del gip, Riccardo Licciardello, ha risposto al pm che lo interrogava, ammettendo di aver già lavorato per le Ferrovie con un contratto stipulato nel maggio scorso. Il pm ha chiesto allora la ricusazione di entrambi i periti, ma per il gip non c'è incompatibilità. Il giudice dell'udienza preliminare ha infatti stabilito che stabilito che per Licciardello, pur se pagato da Rfi per un programma del ministero delle Infrastrutture sulla sicurezza ferroviaria, 'non c'é sudditanza psicologica' verso la stessa società, i cui vertici sono indagati nel processo.Viareggio-foto-bimbi-morti-strage-viareggio-targa-tribunale-procura-lucca La serie di udienze sono cominciate martedì scorso. Tre le perizie in esame: quelle dei consulenti della procura, quelle del gip e quelle dei 38 indagati, tra cui l'ad di Ferrovie, Mauro Moretti. Il tribunale ha traslocato al Polo fieristico di Lucca, per il numero alto dei partecipanti, circa 400. I risultati delle perizie dei consulenti del gip sono diversi da quelli dei consulenti della procura e di alcune parti civili. Gli esperti convergono sul motivo del deragliamento, ovvero la rottura di un asse, ma sono in disaccordo sulle cause dello squarcio nella cisterna.
La Procura di Lucca e alcuni componenti di parte civile sostengono, al contrario, che uno dei due picchetti di regolazione della curva avrebbe provocato uno squarcio di 40 centimetri nella calotta della cisterna dal quale sarebbe uscito il gpl provocando l'incendio. La ricostruzione dei tecnici della procura attribuirebbe la responsabilità a Rfi che non avrebbe provveduto a rimuovere i picchetti che tracciano le curve, ritenuti pericolosi.

Il gip ha poi respinto altre due richieste della procura: un'altra per la ricusazione dei periti del gip, stavolta per 'negligenzà, e una per un supplemento di perizia. Il prossimo passo dovrebbe essere la chiusura delle indagini: poi, sulla base anche dell'esito del dibattito fra periti e consulenti avvenuto durante l'incidente probatorio di questi giorni, i pm decideranno se e per chi chiedere il rinvio a giudizio. Gli indagati sono 38: fra loro i vertici del gruppo Fs e delle aziende che hanno montato o svolto manutenzioni e controlli sul convoglio carico di gpl che deragliò in stazione a Viareggio.


STRAGE VIAREGGIO: AL VIA IL PROCESSO, SCONTRO SULLE PERIZIE

In corso l'udienza per l'incidente probatorio. I consulenti del GIP non convincono. Perizie estremamente contraddittorie: necessario processo per tutti gli indagati

tribunale di lucca Lucca, 2 novembre 2011 - E' iniziato, di fronte al Gip del Tribunale di Lucca, Simone Silvestri, la fase dell'incidente probatorio per la strage ferroviaria di Viareggio, in cui hanno perso la vita 32 persone. Dato l'elevato numero degli indagati, 36 persone e 8 società oltre a 377 parti lese, molti dei quali con relativi legali e consulenti tecnici, è stato necessario allestire l'udienza presso un padiglione dell'area Lucca Fiere. Ancora In Marcia! è presente al processo in qualità di parte lesa ed è rappresentata dall'avvocato Elisa Bonciani e dal consulente tecnico di fiducia, il 'nostro' Savio Galvani, tenuto conto che Filippo Cufari è stato costretto, sotto minaccia di sanzioni disciplinari che sarebbero potute giungere al licenziamento (lettera inviata da Luciano Stocchi per conto di Trenitalia SPA), a rinunciare all'incarico.Daniela Rombi-Lucca-2nov2011

Nell'udienza in corso - che proseguirà ad oltranza nei prossimi giorni - si confrontano le ipotesi tecniche derivanti dalle prove irripetibili effettuate sui materiali per stabilire le cause del disastro. Mentre su molti degli aspetti legati alla rottura dell'asse del carro cisterna da cui è fuoriuscito il GPL - elemento direttamente responsabile della strage - tutte le perizie sono stanzialmente concordi, c'è un forte scontro sulla causa specifica dello squarcio e - in particolare - sull'oggetto che lo avrebbe causato: il prof. Paolo Toni consulente della Procura ha dimostrato con una poderosa perizia la responsabilità di un picchetto di binario (uno spezzone di rotaia infisso nei pressi del binario e sporgente per circa mezzo metro un tempo utilizzato per effettuare le misure di riferimento delle rotaie in curva).

Strage Viareggio-striscioni in TribunaleI periti nominati dal GIP, Dario Vangi e Riccardo Licciardello, inaspettatamente, in perfetta sintonia con la tesi del consulente delle fs, hanno invece sostenuto che lo squarcio fosse stato causato da un pezzo dello scambio denominato 'zampa di lepre'. Quest'ultima ricostruzione è stata pesantemente messa in discussione dai tecnici della procura e dagli stessi Pm, che stanno interrogando i due tecnici del GIP, perché effettuata in assenza di una puntuale ricostruzione logica e dimostrabile della complessa dinamica dell'incidente. Essi stessi, rispondendo alle incalzanti domande della procura e dello stesso Gip, hanno ammesso di non saper giustificare né spiegare moltissimi aspetti - urti, ammaccature, segni, striature, posizioni, abrasioni e posizione - dello stato dei luoghi e delle parti del treno e del binario dopo l'incidente. Hanno ammesso inoltre che data la complessità di un'analisi 'dinamica, hanno utilizzato un modello 'statico e geometrico' per fornire elementi di compatibilità alla loro tesi.

Vi sono stati anche momenti tesi in cui il Prof. Toni, ad una risposta ritenuta tecnicamente scorretta da parte di uno dei periti ha platealmente dichiarato che se l'avesse ricevuta da un suo studente durante gli esami lo avrebbe immediatamente 'bocciato'. Questo scontro, apparentemente poco significativo, sull'oggetto che ha causato lo squarcio, rappresenta di sicuro uno degli ambiti di responsabilità contestati ai vertici delle FS.

E' evidente che a fronte di questa netta contraddizione tra le conclusioni peritali appare sempre più necessario che la discussione sulle eventuali responsabilità sia effettuata in un pubblico processo in cui ciascuno degli indagati e le parti offese possano sviluppare al meglio tutte le rispettive tesi.

J!Analytics