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Agente Solo? Per moretti (e per i sindacati) si può fare.

 

Mauro Moretti torna a rispondere in diretta agli ascoltatori di Radio Anch’io.

Puntualità e pulizie dei treni, avvio della nuova rete ad alta velocità, rapporti fra Stato e Ferrovie e rilancio delle stazioni. Su questi e altri argomenti dell’universo ferroviario, l’ad del Gruppo FS, Mauro Moretti è tornato questa mattina a rispondere agli ascoltatori di Radio Anch’io, il programma di Giorgio Zanchini in onda su Rai Radiouno.
Cinque mesi dopo il suo primo intervento, Mauro Moretti è stato nuovamente ospite, questa mattina, della trasmissione condotta da Giorgio Zanchini. Sul tappeto, i molti aspetti che riguardano oggi il mondo delle ferrovie, un’azienda che, come ha ricordato lo stesso conduttore, interessa più o meno la vita di quasi tutti gli italiani.  

“Dal mio intervento nella trasmissione di dicembre – ha spiegato subito Moretti - sono successe tante cose, tra cui voglio evidenziare soprattutto la chiusura di un buon bilancio 2007. Gli impegni che avevo assunto davanti agli ascoltatori sono stati tutti rispettati: nelle pulizie è stata rilasciata una dichiarazione di sostanziale non conformità. Quindi stiamo preparando nuove gare che ci dovrebbero permettere di avere nuove imprese di qualità, entro la fine dell’anno. Sul fronte dell’Alta Velocità, siamo nei tempi promessi, ma qualcosa è accaduto e accadrà prima dell’apertura della Milano-Bologna, a dicembre di quest’anno. In particolare abbiamo aperto la Napoli-Salerno che permette di non passare per la litoranea e di lasciare ai cittadini di Salerno tutta la linea vecchia per i treni a lunga percorrenza. E a luglio apriremo il passante di Milano, altra grande opera importante per la mobilità dei milanesi”. 

Sollecitato da Zanchini sul tema del finanziamento dei servizi da parte dello Stato, Moretti ha così risposto: “Già lo scorso ottobre, quando eravamo in una situazione prefallimentare, ho detto che se lo Stato non fosse intervenuto per sostenere i servizi non di mercato avremmo dovuto operare dei tagli. Oggi abbiamo recuperato sul piano economico-finanziario, passando da oltre 2 miliardi di perdite a 409 milioni, quindi migliorando di 1700 milioni di euro. Possiamo quindi guardare meglio al futuro ma non ancora con tranquillità. Dove non c’è concentrazione sufficiente di domanda non c’è mercato e quindi i servizi non si ripagano. Una normale impresa non li potrebbe assicurare perché cumulerebbe perdite. E’ per questo che deve intervenire lo Stato, coprendo i costi: se non lo fa, noi non siamo in grado di continuare.  In caso  non dovessimo ricevere i contributi richiesti, non si chiuderanno comunque tratte, ma treni. I treni notte, ad esempio,sono tutti in perdite. E in alcune fasce orarie, dalle 10 alle 12 ad esempio, ci sono molti treni vuoti”. 

Rispondendo all’intervento di Giovanni Luciano, segretario FIT Cisl, preoccupato per la possibile emarginazione che la riduzione dei servizi creerebbe nel Paese, l’ad di FS si è dimostrato sostanzialmente d’accordo, sostenendo che “Il paese deve avere in ogni città un servizio ferroviario di qualità omogeneo. Ma dove il mercato non ce la fa bisogna che lo stato intervenga. Bisogna mettersi d’accordo su questo. Sono mancati 1600 milioni di euro nei trasferimenti del trasporto locale, un percorso negativo che non si dovrà più ripetere”. 

Alla critica dei costi eccessivi per l’Alta Velocità, Moretti ha quindi risposto che “Non è vero che si concentrano i soldi sull’AV, anche perché noi stiamo costruendo un sistema che è anche ad alta capacità, un sistema moderno, che in Italia ha i costi più alti per ragioni geografiche: i 72 km di gallerie e i 20 di viadotto su cui si sviluppa la nuova Firenze-Bologna non finiscono di sorprendere i nostri colleghi europei. L’Italia, da sola, ha il 70 per cento delle gallerie esistenti in Europa”. Moretti, in risposta ad un cliente siciliano, ha quindi spiegato che “l’alta velocità si può fare anche in Sicilia. Per questo è stata fatta una proposta per la Palermo-Catania, con una percorrenza di un’ora e un quarto. Perché non si dovrebbe? Se si farà, si creeranno nuove condizioni di mercato e di sviluppo”. 


Moretti ha poi risposto agli ascoltatori su questioni di servizio. “Le obiezioni sui treni vecchi sono vere. Il nostro parco treni pendolari è mediamente datato. E’ per questo che abbiamo proposto allo Stato di co-finanziare mille treni nuovi per il trasporto locale utili nelle grandi città, nelle ore di punta, perché altrimenti non riusciamo a dare risposta alla domanda crescente che c’è. Per quanto riguarda il numero dei treni, quello lo decide la regione, linea per linea ed ora per ora. E’ chiaro che nelle ore di punta, con treni vecchi e tante gente si fa ritardo, anche solo nei momenti di salita e di discesa. Poi c’è la questione dei tempi di viaggio: tutti vogliono il treno veloce da una città all’altra e tutti vogliono che fermi nel proprio paese, anche l’Eurostar. La soluzione che può accontentare tutti sta nell’individuazione di un sistema di servizi sovrapposto e integrato, con la separazione dei ruoli tra Regionali, Intercity e  Eurostar. Il viaggio Messina - Catania si può fare in 30 minuti se non ci si ferma in tutte le stazioni. Su questo aspetto, sto preparando una piccola rivoluzione a dicembre, prevedendo il taglio di fermate degli Eurostar dalla Calabria a Roma, per garantire il viaggio da Lamezia in 4 ore”. 

Tariffe troppo alte, ha poi sottolineato un ascoltatore. “Non è così. Sono alte per chi fa fatica ad andare avanti ma le nostre tariffe sono le più basse in assoluto in Europa. D’altra parte, se vogliamo migliorare dobbiamo rivedere le tariffe”. 

Un ascoltatore ha quindi segnalato l’abbandono di alcune stazioni dove non ci sono più i ferrovieri. “Non possiamo tenere tutte le stazioni aperte, ma siamo disponibili a darle in comodato gratuito ai comuni, in modo che le adottino per fare servizi locali. Lo abbiamo già fatto con circa 250 comuni d’Italia. 

L’interesse degli ascoltatori ha toccato molti altri temi, sui quali Mauro Moretti non ha avuto esitazioni a rispondere. “A dicembre inaugureremo la nuova Milano centrale, dove abbiamo realizzato 30mila metri quadri commerciali, una nuova piazza ancora migliore di quella realizzata anni fa a Roma Termini. Immediatamente dopo, a marzo, inaugureremo Torino e Napoli. E ci stiamo trasformando anche nelle merci. In questo settore stiamo mettendo sul mercato 2milioni di metri quadri per fare terminali nella Padana e anche al Sud. Questo permetterà di disporre di un sistema di terminali e magazzini collegati con la rete e avere piattaforme che dialogano con i porti, proprio come chiede Emma Marcegaglia. 

“Di ingresso in Alitalia – ha quindi tenuto a chiarire – non se ne parla. Noi pensiamo alle Ferrovie, che sono ancora da salvare. Abbiamo fatto tantissimo, e molto lo si deve ai ferrovieri, che nell’ultimo anno hanno aumentato la produttività dell’8 per cento. Per noi esiste invece il rischio Alitalia se non si creano rapporti con lo stato chiari ed esigibili, come ha detto recentemente la Corte dei Conti. Che devo ringraziare, perché ha evidenziato la nostra svolta epocale del 2007 e ha ricordato che lo Stato deve pagare i servizi pubblici, per i quali oggi mancano 250 milioni. Se non li avremo, parleremo con le regioni per capire quali servizi devono essere assicurati e quali tagliare”. 

Altro importante aspetto, quello di una visione di sviluppo traguardata all’Europa. “Per sopravvivere e rilanciare il sistema, non possiamo restare solo in Italia, ma dobbiamo guardare oltre confine. Lo abbiamo già fatto per le merci e dobbiamo farlo anche nel settore passeggeri, inserendoci nella rete delle grandi città europee”. 


Giorgio Santilli, giornalista del Sole 24 Ore, ha poi chiesto che cosa dirà oggi Moretti al ministro Matteoli, chiedendo anche notizie sul macchinista unico e sulla nascita di una società per l’AV. “A Matteoli ripeterò quello che ho detto al precedente ministro – è stata la risposta - e sentirò quello che il governo vuole fare. Io non faccio politica dei trasporti, sono un dirigente d’azienda. Il nostro compito, che già stiamo svolgendo, è di costare il meno possibile, lavorare più che si può cercando di metterci tutta l’intelligenza, e semplificare la vita dei nostri clienti. Per la questione del macchinista unico stiamo già discutendo col sindacato e dovremmo partire quest’anno con forme sperimentali. E’ un problema importante perché drena risorse che potrebbero essere destinate ad altro”. 

Per quanto riguarda la possibile nascita di una società dedicata all’Alta Velocità, Moretti ha spiegato che “è una questione che stiamo esaminando, perché un’impresa come questa ha interesse a coinvolgere altri partner, nella logica dell’Europa”. 

In conclusione, il numero uno delle FS ha avuto modo di fornire alcune informazioni sull’efficienza dei servizi. “Inviterei i giornalisti a stare molto attenti alla stampa europea. Guardate gli ultimi 15 giorni: in Italia le proteste dei clienti sono in netto calo, mentre in Francia i giornali stanno raccontando come sta crollando il sistema ferroviario perché non c’è manutenzione. Negli ultimi 4 mesi abbiamo raggiunto il 94 per cento di puntualità nei servizi Eurostar, due punti più della stessa Francia. E nel trasporto locale siamo arrivati al 92. Le cadute di puntualità, come ho detto, si registrano nelle grandi città, nelle ore di punta. Ma proprio per questo sosteniamo le nostre proposte”. 
(fonte: fsnews.it)

 

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