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FERROVIE - Timbra per i colleghi. Licenziati in otto. Sindacati in rivolta.

 


(Sara Farolfi - ROMA)
Quando si dice, più realista del re. Trenitalia ha licenziato in tronco otto dipendenti, scoperti mentre si facevano timbrare il cartellino da un collega. Il fatto è avvenuto lo scorso 14 luglio a Genova, dei licenziamenti ha dato notizia ieri il Corriere mercantile, e ora la Cgil genovese, che parla di «provvedimenti del tutto sproporzionati», annuncia di avere già impugnato i licenziamenti davanti al tribunale del lavoro.


Si tratta di otto addetti alla riparazione motori (cinque operai specializzati e tre apprendisti a tempo determinato). Secondo la ricostruzione dei colleghi e del sindacato, il 14 luglio scorso, terminato il normale turno di lavoro (dalle 8 alle 16) nel quartiere genovese di san Fruttuoso, accettano di fermarsi per un intervento di manutenzione fuori programma. «Fino alle 18, come risulta dal verbale di riconsegna del locomotore riparato», è la ricostruzione di Fabrizio Castellani della Filt Cgil di Genova. E' a quel punto che sette di loro, decidono di lasciare i tesserini al collega con l'incarico di timbrarli. Una manciata di minuti prima della fine regolare dell'orario di lavoro - dicono loro - per correre negli spogliatoi e riuscire a prendere il treno di ritorno a casa. Il tutto cade però sotto gli occhi del caporeparto che seduta stante sequestra i tesserini e avvisa la direzione Trenitalia. Ieri, la notizia degli otto licenziamenti. In tronco.
Secondo le Ferrovie, «la grave violazione accertata rappresenta una palese rottura del rapporto di fiducia che deve intercorrere tra datore di lavoro e dipendente», ragione per cui «l'azienda ha provveduto, in conformità con il contratto, ad adottare la sanzione disciplinare prevista». Ma la Filt genovese annunciaNo all'Agente Solo di avere già impugnato i licenziamenti davanti al tribunale del lavoro. «Gli otto ferrovieri hanno commesso una leggerezza, ma il provvedimento è del tutto sproporzionato», spiega Castellani: «Per una cosa di questo genere il contratto prevede una sanzione che, se applicata con durezza, può raggiungere al massimo i 5 o 6 giorni di sospensione». «I lavoratori colpiti dal provvedimento non hanno compiuto alcuna frode - aggiunge la Fit Cisl - perchè l'emolumento per la prestazione straordinaria è legato alla certificazione della consegna dei locomotori riparati e non all'orario riportato sul cartellino timbrato».

 

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