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Restiamo vicini a Massimo e Giacomo

Seguiamo da vicino tutte le fasi di questo processo ingiusto facciamogli sentire la solidarietà di tutti questa è anche la nostra vertenza Mercoledì, 16 GENNAIO 2008 alle ore 10:00 a Udine presso il Tribunale di Udine, Largo Ospedale Vecchio, 1 (Giudice, dott. LAZZARA) ad assistere alla seconda udienza del processo ai nostri due compagni di lavoro.

Esprimiamo la nostra riconoscenza, La nostra vicinanza e la nostra condivisione a due compagni di lavoro che - solo per caso e per una magistratura distratta - stanno subendo un ingiusto processo. Sapppiamo bene che ognuno di noi poteva trovarsi nella stessa condizione. Ancora un processo a due macchinisti per il rifiuto dell'Uomo morto.
Massimo Scarpati e Giacomo Petris, macchinisti di Udine sono stati inspiegabilmente condannati per interruzione di pubblico servizio, con decreto penale, per essersi rifiutati di utilizzare il pedale dell'uomo morto.
Come centinania di altri macchinisti in tutta Italia si erano opposti alla reintroduzione di questo barbaro sistema di lavoro, riconosciuto nocivo dagli Organismi Istituzionali, semplicemente rifiutandosi di utilizzarlo.
Il "decreto penale" - una sorta di contravvenzione con valore di condanna penale emessa senza processo - è stato impugnato di fronte al Tribunale di Udine per il suo annullamento.
Siamo fermamente conviti dell'insussistenza del reato: perché hanno tenuto un limido e giustificato comportamento di autotutela, hanno fatto le stesse cose di altre centinaia di noi, l'hanno fatto nell'ambito di una vertenza sindacale finalizzata alla difesa della salute e sicurezza e perché negli altri casi ci sono già state esemplari sentenze di archiviazione.
In questo momento, per loro comunque difficile, abbiamo il dovere di fargli sentire che ci siamo!

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