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RLS premono su ASL: ora basta, via l'Uomo Morto

Ieri summit a Bologna; "fu promesso a giugno 2006" - atteso OK FS Bologna.
Il Vacma (il dispositivo di sicurezza più comunemente noto come "uomo morto"), un pronto soccorso a bordo treno e profilassi da legionella. È su questi tre temi che si è articolato l'incontro di ieri pomeriggio tra gli Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) delle Fs e il coordinamento delle Ausl tenutosi a Bologna nei locali dell'azienda sanitaria locale di via Gramsci.

Così, mentre si attende a giorni l'annuncio dello sciopero regionale generale di otto ore indetto da tutti i sindacati dei ferrovieri, i rappresentanti per la sicurezza tornano a far sentire la loro voce su problemi che si trascinano da tempo; hanno chiesto il parere delle Asl, a cui spetta (insieme all'Ispettorato del lavoro) la vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro nei trasporti. All'incontro erano presenti, oltre ai direttori della Asl di Milano e di La Spezia, anche il direttore del Servizio di prevenzione e sicurezza sul lavoro (Spsal) dell'Ausl di Bologna, Villiam Alberghini, e numerosi rappresentanti di Rls tra cui Roberto Santi e Dante De Angelis (il macchinista che fu licenziato e poi riassunto, in seguito al suo boicottaggio del Vacma proprio alla stazione di Bologna). È da molto tempo che gli Rls chiedono a gran voce la disgiunzione del Vacma dall'Scmt, il sistema di sicurezza usato sui treni, ritenendolo unicamente una grave fonte di distrazione per i macchinisti. Sul tema, come spiegano gli stessi Rls, le Asl hanno risposto di essere in attesa di ricevere da Trenitalia il calendario degli interventi diretti a portare a termine la disgiunzione. Un impegno che Trenitalia si era assunta, indicando come garanzia il mese di giugno 2006, ma di cui per il momento non ha più informato né la Asl né i sindacati.
"Totale conforto delle Asl" è arrivato anche sul problema del pronto soccorso a bordo treno, che deve essere garantito per legge sia per il personale sia per i viaggiatori. A fronte delle rimostranze degli Rls per la mancata erogazione del servizio, le Asl si sono impegnate a emettere, se non arriveranno conferme dall'azienda, delle disposizioni che obblighino Trenitalia a rispettare il decreto. Sul tema della legionella, infine, questione emersa dopo la morte di un capotreno nel Lazio, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza hanno fatto presente la necessità di controlli periodici sugli impianti idrici e su quelli di condizionamento. "Come Rls sono soddisfatto - afferma Santi - si è trattato di un incontro trasversale alle diverse organizzazioni sindacali e a cui hanno partecipato rappresentanti da tutta Italia: le Asl ci hanno espresso supporto, ma prima di tutto ascolto"

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