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Sicurezza, Trenitalia nei guai

Con un solo macchinista soccorsi a rischio.
Nei tunnel il telefono non va e il macchinista non può dare l'allarme.
di Alberto Gaino (www.lastampa.it)

Sui treni regionali i macchinisti sono scesi da due a uno. E quell’unico rimasto deve premere un pedale ogni 50 secondi per dimostrare che è vivo, vegeto e fa il suo lavoro. I ferrovieri hanno ribattezzato il pedale «uomo morto». Dopo lunga trattativa fra sindacati e Trenitalia verrà smontato e sostituito da una più moderna tecnologia. Nel frattempo il macchinista solo pigia e ripigia. E se si sente ma le ha un cellulare di servizio per chiedere soccorso. Non deve però acc adere in una tratta con chilometri in galleria. Mai. Sotto i tunnel i telefonini di servizio non funzionano. I macchinisti lo sanno bene e uno di loro , del sindacato dell’Orsa, ha guidato un drappello di ispettori Asl sulla linea Torino-Bardonecchia: alla prima galleria, via con i cellulari. Assen za di campo, apparecchi muti. Idem alla seconda, e così alla terza. Al ritorno a Porta Nuova avevano già chiaro cosa scrivere nel rap porto per Guariniello: «Sicurezza a rischio». Denuncia contro Trenitalia e intimazione all’amministratore delegato Mauro Moretti di provvedere alla prescrizione di legge: «I cellulari di servizio devono funzionare anche nei tunnel ». È l’iter della «626», la legge sulla sicurezza sul lavoro che in questo caso (e in molti altri) protegge pure la salute degli u tenti dei servizi. Ve lo immaginate un macchinista che si sente male? Ha il capo treno accanto, come da regolamento. Che gli assegna l’ingrato dovere di correre per il convoglio a cercare tra i viaggiatori un medico e un secondo macchin ista. Caso mai avesse deciso di salire sul treno come passeggero. Guariniello non può occuparsi dei tagli di personale, ma la sicurezza e il suo pane quotidiano e non può essere messa a rischio per ra gioni di bilancio. I sindacati dei ferrovieri hanno su questo fronte trova to un oggettivo alleato. «Il nodo del contendere si sta però spostanto un po’ più in là», avverte Mauro Poggio, che segue per la Filt-Cgil regionale la categoria dei ferrovieri. «Trenitalia si sta organizzando, superando il sistema Vacma di vigilanza (quello dell’ ”uomo morto”) con sistemi di controllo automatici “terra-treno” che dovranno comportare anche la copertura del segnale del cellulare di servizio in galleria. L’obiettivo è che una tale e complessa rete di sicurezza sia in funzione entro il 2008. Però, in cambio, Trenitalia vuole eliminare la figura del capotreno e sui convogli regionali rimarrebbe, ancora più sol o, un unico macchinista».

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