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Prima udienza sull’incidente di Casalecchio Garibaldi

Il 30 maggio a Bologna si terrà la prima udienza del processo a carico dei colleghi Gabriele Martini e Daniele Boscolo, rispettivamente macchinista e capotreno del tr.11432, che il 30 settembre del 2003 incorsero nel superamento del segnale di partenza della stazione di Casalecchio Garibaldi, terminando la corsa contro il paraurti a valle del segnale e provocando il ferimento di circa 200 viaggiatori.

I nostri colleghi sono imputati di disastro ferroviario colposo, lesioni personali gravi ed omicidio colposo del viaggiatore deceduto in seguito agli accertamenti clinici in ospedale. La decisione del rinvio a giudizio è giunta dopo una indagine molto controversa in cui la tesi del prof. Diana, consulente tecnico del Pubblico Ministero Dr.ssa Musti, ha da subito impresso agli accertamenti una direzione univoca verso la ricerca di responsabilità del personale del treno. Invano i consulenti di parte sia di Martini che di Boscolo hanno tentato di dirigere l’attenzione verso i possibili fattori concorrenti che potevano aver indotto il personale all’errore, primo tra tutti le frequenti anomalie nel segnalamento della stazione che, dalla recente attivazione del sistema ACS, secondo quanto riferito dal personale di altri treni, aveva manifestato anche il giorno stesso dell’incidente lacune nel funzionamento dei segnali. Resta, quindi, ancora da accertare l’eventuale responsabilità di chi, nella realizzazione del nuovo tratto di linea, abbia omesso l’introduzione di apparecchiature idonee all’arresto del treno e di collegamenti efficienti tra terra e treno, presenti invece nel tratto Bivio Santa Viola-Bologna Borgo Panigale prima della costruzione del raddoppio della linea fino a Casalecchio di Reno. E’ evidente, infatti, che se anche vi fosse stato un anomalo funzionamento dei segnali, esso sarebbe stato immediatamente “recuperato” dall’intervento della frenatura, sia nel caso di SCMT che di ripetizione segnali. Proprio l’assenza di queste apparecchiature ha impedito la registrazione sulla zona del comportamento del segnale, che spesso appare, invece, regolare negli impianti di stazione. Giunti a questo punto, diventa fondamentale per i nostri colleghi che l’intera categoria esprima loro in modo forte la propria vicinanza e il totale supporto. Non è accettabile che a pagare siano sempre i lavoratori, vanno accertate fino in fondo tutte le responsabilità di chi non ha opportunamente operato per la prevenzione dell’accaduto.
Reggio Emilia, 21 maggio 2007
Per l'Associazione “Coordinamento 12 gennaio”
Emilia Romagna
Savio Galvani

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