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TAV: pareti si muovono, salgono i costi del tunnel

(Dell'inviato Renato Botto - ANSA) - LANSLEBOURG (FRANCIA) - Lievitano i costi della realizzazione delle discenderie, i tunnel esplorativi della Tav Torino-Lione costruiti in territorio francese. La colpa è di una 'sorpresa geologica', un minerale che si sposta, l'houiller, trovato in abbondanza nella galleria di San Martin la Porte.

I lavori vanno a rilento, la media è scesa da nove a un metro di scavo al giorno, perché la volta e le pareti del tunnel devono essere protetti da centine telescopiche. Ma Francois Lepine, il presidente della Ltf, la società italo-francese costituita per gli studi e i lavori preparatori della Torino-Lione, tra cui il discusso cunicolo di Venaus in Italia, non si scompone. "è normale che in un'opera di queste dimensioni ci siano contrattempi - afferma - e i soldi e il tempo in più impiegati oggi sono una risorsa per il futuro, una garanzia che non ci saranno sorprese quando partiranno i lavori per la costruzione dell'opera vera e propria". Fra pochi giorni, il numero 1 di Ltf, presenterà l'aggiornamento delle spese al consiglio di amministrazione della società. Nessun problema, però, ha spiegato Lepine, anche perché a Venaus è ancora tutto fermo e l'aumento di spesa rientra, per il momento, nei 535 milioni di euro stanziati per gli studi (100 milioni) e i lavori preparatori. Altri 50-55 milioni di euro sono in budget per la gestione della Ltf. Lepine, ex prefetto in numerose città e regioni della Francia, e il direttore generale di Ltf, l'ingegnere italiano Paolo Comastri, hanno partecipato ieri sera a un'assemblea pubblica a Lanslebourg, un piccolo centro della alta valle della Maurienne dove la preoccupazione maggiore è per l'arrivo dei materiali scavati nel cunicolo di Venaus. All'incontro hanno assistito oltre 200 persone, con una folta rappresentanza di 'No tav' saliti con un pullman e auto private dalla Valle di Susa. In sala molto dissenso, ma espresso senza toni esasperati, anche da parte degli abitanti della Maurienne. "Opporsi alla Torino-Lione - ha osservato Francois Lepine - è un controsenso rispetto alla volontà espressa da Italia e Francia, sotto governi di destra e di sinistra. Fra qualche giorno - ha spiegato il presidente di Ltf - in Francia partità l'inchiesta pubblica sull'opera: verranno raccolte le osservazioni degli enti locali, poi una commissione indipendente, a fine giugno, presenterà il suo rapporto al prefetto e questi a sua volta preparerà un dossier da inviare al ministro dei Trasporti". Intanto, sul fronte italiano a Venaus è tutto fermo. Alberto Perino, leader dei movimenti popolari contro la Tav, urla a Lepine: "In Valle di Susa la Torino-Lione non passerà mai". l presidente di Ltf è invece molto diplomatico: "Non commento le difficoltà che hanno finora impedito l'avvio dei lavori del cunicolo esplorativo - dice - ma verosimilmente, quando si completeranno gli effetti delle elezioni politiche in Italia la riflessione collettiva consentirà l'avanzamento dei lavori". I vertici della Ltf e geologi hanno illustrato lo stato dell'arte dei lavori preparatori e dei sondaggi, ribadendo "che il rischio di trovare amianto in Italia è minimo e limitato. In quantità sporadiche, a 350 metri di un settore lungo chilometro del tunnel di Bussoleno".

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