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Reintegrato ferroviere licenziato dopo "Report"

Finalmente una bella notizia:
reintegrato ferroviere licenziato dopo trasmissione "Report"!

Trenitalia condannata a pagargli gli stipendi arretrati e spese.
Ora tocca a Dante e agli altri!

REINTEGRATO FERROVIERE LICENZIATO DOPO TRASMISSIONE REPORT
TRENITALIA CONDANNATA A PAGARGLI STIPENDI ARRETRATI E SPESE (ANSA) - GENOVA, 24 MAG - Licenziamento illegittimo, reintegrazione sul posto di lavoro con pagamento di tutti gli stipendi arretrati e rimborso di tutte le spese legali sostenute nei due gradi di giudizio: lo hanno deciso i giudici della corte d'appello accogliendo il ricorso del ferroviere Vito Belfiore, licenziato in tronco da Trenitalia dopo la messa in onda della trasmissione ''Report' sui Raitre del 7 ottobre 2003 sulla sicurezza nelle ferrovie.
Subito dopo la sentenza, il ferroviere, accusato da Trenitalia di aver compromesso la sicurezza del treno regionale sul quale era salita la troupe televisiva, ha commentato: 'Il mio licenziamento è stato illegittimo e Trenitalia e' stata condannata a pagare. La sentenza corrisponde in tutto alle mie aspettative. Finalmente è stata fatta giustizia ora riprenderò il mio lavoro con coscienza, come ho sempre fatto'.
(L'episodio per il quale Vito Belfiore, 54 anni, capotreno imperiese, era stato licenziato avvenne il 10 luglio 2003 sul treno locale 6244 Sestri Levante-Ventimiglia dove furono girate le riprese televisive da una troupe di Report.
La trasmissione andò in onda su Raitre il 7 ottobre 2003 e Belfiore fu sottoposto ad una indagine da parte di Trenitalia insieme a un macchinista di Savona e ad un macchinista e un capotreno piemontesi, a loro volta licenziati.
Belfiore si era difeso sostenendo che pensava si trattasse di un controllo interno sulla sicurezza mentre si sarebbe accorto solo in ottobre, vedendo la trasmissione, di cosa si trattava.
Aveva anche riferito che riteneva di non aver fatto nulla di grave perché aveva trovato la troupe a bordo e pensava che fosse stata autorizzata.
La tesi di Trenitalia era quella di attribuire a Belfiore un grave inadempimento ai propri obblighi per aver permesso, senza alcuna autorizzazione, che estranei si fossero recati nella cabina di guida; che avessero filmato particolari esterni alla guida; che avessero consentito la plurima fermata del treno con grave rischio alla sicurezza anche delle persone e la discesa di estranei dal treno per ben due volte e, specialmente la seconda, che avessero permesso l'allontanamento a piedi della giornalista e delle altre persone che erano con lei lungo la linea ferrata dentro la galleria'.
In seguito alla sentenza di primo grado del 13 maggio 2005, l'allora presidente della giunta regionale Sandro Biasotti affidò un un incarico, in Regione, come consulente nel settore trasporti a Belfiore rimasto senza lavoro.
Stamani al processo d'appello l'avv. Agostino Califano, difensore di Belfiore, ha sottolineato l'assenza di tempestività nella comunicazione del licenziamento al suo assistito ed ha sostenuto che i dirigenti di Trenitalia erano a conoscenza della presenza della giornalista autrice del reportage e dell'operatore. Il legale ha aggiunto: 'In base agli episodi confermati da Belfiore avrebbe potuto esserci una sospensione da 5 a 7 giorni mentre per il licenziamento deve esserci un danno molto grave'. 'C'è una mancanza di proporzione - ha concluso - tra l'addebito e la sanzione macroscopica'.
Hanno poi parlato gli avvocati Enzo Morrico del foro di Roma e Paolo Tosi di Milano che assistono Trenitalia. Il primo ha motivato la tardività del licenziamento con 'eventuali esigenze istruttorie come previsto dal contratto' ed ha accusato Belfiore di non aver annotato la sosta in galleria sul diario di bordo. Ha quindi parlato di violazioni dolose in quanto c' era la coscienza e la volontà di fare una certa azione in assenza di autorizzazione'. L'avv. Tosi ha rimarcato che 'c'è stata una violazione di doveri elementari' e che 'si sono verificati fatti di clamorosa gravità'.
La corte d' appello presieduta da Giovanni Russo (giudici Alberto Haupt e Giuseppe Diomeda) dopo circa un'ora e mezza di camera di consiglio ha emesso la sentenza.
La reintegrazione di Belfiore dovrebbe avvenire nei prossimi giorni e, a questo proposito il legale di Belfiore domani scriverà alle Ferrovie perché adempiano a quanto disposto dai giudici della corte d'appello, compreso il saldo delle spese e degli stipendi arretrati calcolati complessivamente in sessantamila euro. (ANSA).

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