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Festa del Macchinista e del Pensionato

Vapore(articolo di Alessandra Valentini)
Quando scendi da un treno a vapore alla stazione di Pistoia e trovi ad accoglierti la banda che suona l'"Inno dei lavoratori", allora pensi: "un altro mondo è possibile".

Si è aperto così, il 23 maggio scorso, l'appuntamento annuale della Festa dei macchinisti, organizzata dalla rivista Ancora in marcia! ed animata dalla presenza, dal calore e dalla capacità organizzativa di Ezio Gallori, leader storico di tutti i macchinisti. La partenza sul treno a vapore - il 685 - è per le 10.15 dalla stazione di Firenze: tutti in marcia sulle littorine di legno, contenti di respirare il carbone e sentire il fischio del vapore. Il treno procede a velocità elevata e sulla motrice non ci sono le attrezzature tecnologiche (utilissime ed indispensabili oggi), ma c'è solo il fuochista, che mette palate di carbone, ed il macchinista, che guida con occhio vigile e braccia forti. Dopo l'entusiasmo che si prova perché si sta viaggiando sul treno che tutti da bambini, e non solo, abbiamo sognato e disegnato, rifletti su quale fosse il duro lavoro dei ferrovieri e quante battaglie hanno saputo fare anche per migliorare le condizioni di lavoro. Battaglie simili a quelle di oggi, come testimonia la presenza alla manifestazione dei ferrovieri licenziati nel 2004, a seguito della trasmissione Report, e del macchinista licenziato a marzo per aver rifiutato l'Uomo Morto. Si capisce subito che la giornata sarà di festa ma anche di lotta, nella migliore tradizione dell'orgogliosa tradizione dei macchinisti. Sono stati consegnati premi ai ferrovieri neo pensionati, e a quei macchinisti - alcuni molto giovani - che si rifiutano di guidare i treni dotati di Vacma e quindi, come si dice tra i macchinisti, di "pedalare". Macchinista ad honorem è stata nominata Franca Rame, che ha confermato il proprio impegno al fianco dei licenziati. Lo stesso impegno ribadito proprio il 23 maggio anche da Oliviero Diliberto che, impegnato in quelle ore nel dibattito per la fiducia, nel suoi intervento ha ricordato le storie dei cinque ferrovieri licenziati.
Premi anche per la stampa, con riconoscimenti a giornalisti del manifesto, Unità, e Rinascita, per l'attenzione e la serietà dimostrata nel raccontare e denunciare storie di lavoratori e di quotidiane ingiustizie. Siamo stati premiati come "giornalisti dalla schiena dritta": un vero onore, perché il riconoscimento viene da lavoratori con la schiena dritta, che hanno denunciato quello che non va nelle nostre ferrovie in materia di sicurezza (per lavoratori e viaggiatori) e di tutele e diritti dei lavoratori.
(Per vedere alcune foto della festa, clicca qui)

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